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Qualità dell’abitare, assegnati 2,82 miliardi di euro del programma PinQua

di Rossella Calabrese

Finanziati 159 progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica. Gli interventi dovranno essere fruibili entro il 31 marzo 2026

Vedi Aggiornamento del 27/10/2021
Progetto di Atelier(s) Alfonso Femia per il Comune di Corigliano Rossano (CS)
08/10/2021 - Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) ha approvato 159 progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica presentati da Regioni, Comuni e Città Metropolitane per il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua).
 
I progetti hanno un valore complessivo di 2,82 miliardi di euro, dei quali 2,8 miliardi provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e 20 milioni da residui 2019 e 2020. Coerentemente con l’obiettivo indicato dalla UE di ridurre i divari territoriali, il 40% dei fondi verrà destinato a progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno, nelle quali lo Stato ha investito meno negli ultimi decenni, e il 60% in quelle del Centro-Nord.
 
Gli interventi previsti sono finalizzati a ridurre il disagio abitativo aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, a rigenerare il tessuto socioeconomico dei centri urbani, a migliorare l’accessibilità, la funzionalità e la sicurezza di spazi e luoghi degradati, spesso localizzati nelle periferie. 
 

Qualità dell’abitare, finanziati 159 progetti dei 271 finanziabili

I progetti finanziati con il decreto approvato ieri sono 159 sul totale dei 271 che l’Alta Commissione istituita ad hoc presso il MIMS ha selezionato e reso noti a luglio 2021.
 
Rispetto a quel parco progetti, il Ministero ha dovuto fare una scelta secondo i criteri nel frattempo introdotti dal PNRR: quota del 40% per le Regioni del Sud ma, soprattutto, realizzabilità entro il 2026. Di conseguenza, sono scesi da 271 a 159 il numero dei progetti finanziati e da 3,2 a 2,8 i miliardi di euro assegnati al Piano.
 
 


PinQua, i 159 progetti ammessi al finanziamento

Tra i 159 interventi ammessi in graduatoria, 8 sono classificati ‘progetti pilota’ ad alto rendimento.
 
Il progetto per Bari, ad esempio, è finalizzato alla riorganizzazione dell’area in prossimità della stazione ferroviaria centrale come cerniera di congiunzione tra il centro storico e l’area urbana moderna. È previsto un insieme integrato di interventi infrastrutturali per la mobilità multimodale, oltre a interventi di riqualificazione e ristrutturazione urbanistica con la creazione di nuovi spazi verdi e l’aumento di servizi.
 
Tra i ‘progetti pilota’ vi è anche quello per Messina, volto al risanamento di aree periferiche attraverso la demolizione di vecchie abitazioni e la riqualificazione del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, il recupero e la rigenerazione di spazi e immobili, soprattutto nelle aree ad alta densità abitativa, per migliorare la qualità ambientale e la resilienza ai cambiamenti climatici.
 
In Calabria, il progetto pilota ‘Lamezia Spazio-Generazione 2021’ punta a contrastare il fenomeno dello spopolamento di alcuni quartieri recuperando abitazioni da mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà e migliorando la fruibilità di spazi e servizi sociali. Vengono anche promossi interventi per migliorare e potenziare la mobilità sostenibile con la realizzazione di una pista ciclabile sul territorio di Lamezia Terme e per la riqualificazione del lungomare.
 
A Milano il ‘progetto pilota’ prevede interventi di riqualificazione e riorganizzazione dell’edilizia residenziale sociale e di rigenerazione del tessuto abitativo di quartieri periferici dove più marcato è il disagio socioeconomico.
 
Nelle Marche è previsto, tra l’altro, il progetto per il centro storico di Ascoli Piceno, con l’obiettivo di ridurre il disagio abitativo adottando una strategia integrata per migliorare la qualità dell’abitare e l’inclusione sociale.
 
In Molise sono previsti interventi per la funzionalità e la rigenerazione di aree degradate che insistono soprattutto a Campobasso e in provincia, con il potenziamento di infrastrutture e servizi di prossimità e la creazione di punti di aggregazione per favorire l’integrazione di gruppi sociali.
 

Vedi la graduatoria dei 159 progetti

 
In coerenza con i tempi di realizzazione delle opere del Pnrr, gli interventi ammessi al finanziamento dovranno essere realizzati e resi fruibili entro il 31 marzo 2026, una scadenza più ravvicinata rispetto a quella stabilita originariamente. Per questo gli enti beneficiari dovranno trasmettere al Ministero, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto, il cronoprogramma dei singoli progetti rimodulato sulla nuova scadenza per confermare la volontà di aderire al programma. In caso contrario, si provvederà allo scorrimento della graduatoria.
 
Lo stesso decreto prevede che le altre proposte presentate, ritenute ammissibili dall’Alta Commissione ma per le quali la dotazione finanziaria non è sufficiente, potranno essere ammesse a finanziamento se verranno reperite ulteriori risorse.
 


PinQua: 380 milioni + 2,8 miliardi di euro

Avviato negli anni scorsi con finanziamenti nazionali (il bando stanziava 854 milioni di euro), il PinQua è stato individuato come centrale nell’azione del Ministero che, con la nuova organizzazione varata a giugno 2021, ne ha assunto il ruolo di promozione e coordinamento attraverso la “Direzione generale per l’edilizia statale, le politiche abitative, la riqualificazione urbana e gli interventi speciali” e cambiando il nome del Dipartimento di riferimento in modo da rendere espliciti gli obiettivi in tale ambito.
 
Di conseguenza, alle risorse originariamente previste per il Programma ((854 milioni di euro fino al 2033, poi ridotti a 380 milioni), sono stati aggiunti i 2,8 miliardi di euro a valere sul PNRR oggetto del decreto firmato ieri. I progetti che beneficeranno dei finanziamenti sono stati selezionati nei mesi scorsi dall’Alta Commissione per l’attuazione del programma, tenendo conto, per la prima volta in modo esplicito, del principio del Next Generation EU di ‘non arrecare danno significativo all’ambiente’ (do not significant harm, DNSH) e sulla base di indicatori di impatto sociale, culturale, economico finanziario e tecnologico.
 

Giovannini: ‘punto di svolta per la rigenerazione urbana’

“Le persone sono al centro del PNRR e il finanziamento di questi progetti segna un punto di svolta nelle politiche per la rigenerazione urbana su tutto il territorio nazionale, al fine di migliorare in modo significativo il benessere e l’inclusione sociale”, ha commentato il Ministro Enrico Giovannini.
 
“Le risorse del Piano consentono di rigenerare, attraverso progetti di qualità, il tessuto urbano in un’ottica di sostenibilità non solo economica e sociale, ma anche ambientale, evitando ulteriore consumo di suolo nel rispetto del principio europeo del Do not significant harm”.
 
“Proprio per le ricadute positive di questi progetti sulle comunità e sui territori - aggiunge il Ministro - auspichiamo che le Regioni e le altre amministrazioni locali riescano a trovare fondi aggiuntivi per realizzare quegli interventi che, pur avendo superato positivamente la valutazione di merito, non hanno un’adeguata copertura finanziaria”.
 

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