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RISTRUTTURAZIONE Superbonus su villette in base al reddito e bonus facciate ridotto al 60%
MERCATI

Involucro edilizio, Unicmi: il mercato riparte ad una velocità mai vista

di Rossella Calabrese

I limiti alla crescita sono prezzo e reperibilità delle materie prime. Se i bonus fiscali non fossero confermati si perderebbe oltre un miliardo di euro di fatturato

14/10/2021 - Il mercato dell’involucro edilizio è ripartito ad una velocità mai vista prima, registrando i tassi di crescita più alti degli ultimi 20 anni e recuperando ampiamente quanto perso con il COVID. L’unico vero limite alla crescita sembrano essere il prezzo e la reperibilità delle materie prime.
 
Le detrazioni fiscali per la sostituzione degli infissi nel comparto residenziale generano un mercato da oltre 2 miliardi di euro e, se nel 2022 non fossero confermati ecobonus e bonus casa, si perderebbe oltre un miliardo di euro di fatturato nel mercato dei serramenti.
 
Sono questi, in sintesi, i contenuti del secondo aggiornamento annuale del Rapporto sul mercato dell’involucro edilizio 2020 pubblicato dall’Ufficio Studi Economici di UNICMI, l’Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro dei serramenti, che contiene le previsioni di chiusura 2021 e le proiezioni 2022 relative al mercato italiano dei serramenti e delle facciate continue (il rapporto viene pubblicato a marzo di ogni anno con due aggiornamenti, in estate ed in autunno).
 


Unicmi: il mercato riparte ad una velocità mai vista prima

I dati di mercato - spiega Unicmi - indicano una ripresa del settore delle costruzioni del 9,2% per il 2021 (nel luglio del 2021 i dati indicavano una ripresa del 7,5%), il settore del recupero (ristrutturazioni) residenziale crescerà del 14,7% nel 2021 e del 10,5% nel 2022 generando una cifra d’affari aggregata di 14 miliardi di euro in due anni (2021 e 2022).
 
Anche le nuove costruzioni residenziali riprenderanno a correre con 11,5% nel 2021 e +7,4% nel 2022. Si tratta dei dati di crescita più alti degli ultimi 20 anni.
 
Contrariamente a quanto si poteva suppore ad inizio del 2021, quando il clima di incertezza che regnava tra imprese e investitori poteva far supporre una mancata ripartenza del mercato, il segmento delle nuove costruzioni non residenziali crescerà del 4,7% nel 2021 e del 5% nel 2021, nel contempo gli investimenti nel recupero e ammodernamento degli edifici non residenziali metteranno letteralmente il ‘turbo’ con una crescita del 6,9% nel 2021 e del 5% nel 2022, i dati più alti registrati negli ultimi 10 anni
 
Il mercato dei serramenti - prosegue la nota - crescerà nel 2021 del 10,6% (le previsioni precedenti indicavano un +8,6%) e la ripresa andrà avanti anche nel 2022 con un +7,9%. Nel segmento residenziale la domanda di serramenti crescerà del 14% nel 2021 e del 9,5% del 2022, si tratta, anche in questo caso, dei valori più alti di quanto registrato negli ultimi 20 anni. Nel segmento non residenziale la crescita, di cui beneficeranno sia i serramenti sia le facciate continue, sarà del 5,9% nel 2021 e del 5% nel 2022.
 
 

Bonus fiscali fondamentali per il settore serramenti

Gli incentivi fiscali per la sostituzione degli infissi (combinazione di Bonus Casa, Superbonus 110% ed Ecobonus) genereranno nel 2021 una domanda di serramenti di oltre 2 miliardi di euro, un dato che non si registrava dal 2013.
 
Gli incentivi fiscali sono una componente strutturale della domanda e incidono per il 70% sulle vendite di infissi nel segmento del residenziale e per l’86% se si considera solo il mercato del recupero residenziale. 
 
Un’eventuale riformulazione o depotenziamento del sistema d’incentivi potrebbe avere un effetto pesante sulla ripresa del settore dei serramenti.  Se si andasse a depotenziare o a sopprimere l’incentivo relativo agli interventi dell’ecobonus, secondo Unicmi, si potrebbe perdere una fetta rilevante del mercato.
 
Questi interventi - secondo le stime di UNICMI - valgono nel 2021 circa 1,6 miliardi di euro, (l’ultimo dato fornito da ENEA li quantificava nel 2019 in 1,3 miliardi di euro), quindi una fetta preponderante dei 2 miliardi di euro (di cui sopra) previsti per il 2021.
 
Nello scenario peggiore, se questo tipo di incentivi fosse soppresso si perderebbe almeno il 70% della domanda da essi generata, stimabile in 1,1 miliardi di euro (70% di 1,6 miliardi di euro), questo perché circa l’86% dei consumatori decide di cambiare i serramenti spinto dagli incentivi (fonte: indagine demoscopica commissionata da Unicmi).
 
“Continua la ripresa stimolata sia dagli incentivi fiscali sia dal generale clima di fiducia cha ha contagiato l’economia italiana dopo la pandemia - ha commentato il Prof. Carmine Garzia, responsabile scientifico dell’Ufficio studi UNICMI -. La Commissione Europea e la Banca D’Italia sembrano concordi nell’indicare un PIL in crescita del 6% nel 2021 e di oltre il 5% nel 2022, per cui possiamo aspettarci un 2022 ancora in crescita per il settore delle costruzioni. Le prospettive di medio periodo rimangono comunque molto positive, con un assestamento della crescita del PIL attorno al 3%, a partire dal 2023, si tratta del valore comunque più alto registrato dal 2000. Le aziende possono quindi investire e pianificare le loro strategie di crescita considerando di avere davanti a sé un biennio estremamente positivo”.
 

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