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Green pass, dal Cnappc le linee guida per gli studi professionali

di Paola Mammarella

Clienti al momento esenti dall’obbligo. Architetti: non è chiaro il duplice ruolo del professionista come controllante e controllato

Vedi Aggiornamento del 15/10/2021
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Foto: Andrea De Martin©123RF.com
13/10/2021 - Da venerdì 15 ottobre scatta l’obbligo di esibire il green pass per lavorare all’interno degli studi professionali. Il Consiglio degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc) ha messo a punto delle linee guida per orientare l’attività dei professionisti, su cui pende qualche dubbio.
 
Il documento del Cnappc parte da alcune premesse: il DL 127/2021, che ha introdotto l’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro, potrebbe essere modificato durante la conversione in legge. Nel frattempo, però, i professionisti hanno bisogno di una bussola, che il Cnappc ha cercato di fornire.

Un aiuto potrebbe arrivare dai dpcm contenenti le linee guida sul green pass adottati dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi. La bozza di dpcm relativa sia al settore pubblico sia al settore privato contiene indicazioni sui sistemi informatici da utilizzare per i controlli, mentre il decreto relativo ai lavoratori e collaboratori della Pubblica Amministrazione contiene indicazioni di metodo che potrebbero essere utilizzati per analogia nel settore privato e negli studi professionali.
 

Green pass negli studi professionali

Secondo il Cnappc, l’obbligo di esibire il green pass si applica nei confronti dei professionisti, anche per l'accesso al proprio studio, e dei dipendenti del professionista.
 
Il Cnappc evidenzia che ad oggi non è chiara la duplice veste del professionista/datore di lavoro “controllante” nei confronti dei dipendenti o collaboratori, e “controllato” in pratica da se stesso, come datore di lavoro, ed occorrerà verificare se vi saranno chiarimenti al riguardo.
 
L’obbligo di esibizione del Green Pass si applica infine a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro, anche sulla base di contratti esterni.
 

Green pass, nessun obbligo per i clienti

La guida del Cnappc precisa che, in attesa di nuove precisazioni e disposizioni, per tutti gli altri accessi presso lo studio professionale, e quindi nei confronti della clientela, permane l’obbligo di adottare il protocollo contenuto nell'allegato 9 al DPCM 2 marzo 2021. Si tratta delle regole, come l’informazione, l’igienizzazione delle mani e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, cui è subordinata la ripresa delle attività economiche.
 
Per i clienti degli studi professionali, al momento sembra quindi escluso l’obbligo di esibire il green pass. Nei giorni scorsi anche Confprofessioni ha sollecitato un chiarimento in tal senso, sottolineando i problemi organizzativi e gestionali per i professionisti. 

Dalla lettura della normativa, così come interpretata dal Cnappc, si evince che l'obbligo del green pass è stato pensato per regolamentare l'accesso dei lavoratori. In merito alle attività degli Ordini professionali, ad esempio, il Cnappc ha spiegato che sono tenuti ad esibire il green pass i dipendenti ed i consiglieri dell'Ordine, mentre i visitatori non sono soggetti a tale obbligo. Anche le linee guida appena varate da Draghi sono sulla stessa lunghezza d'onda perchè stabiliscono che gli utenti dei servizi della PA non sono soggetti all'obbligo di esibire il green pass.
 
Una interpretazione analoga, cioè nessun obbligo di green pass per la clientela, è stata fornita anche dal Consiglio nazionale dell'Istituto nazionale tributaristi (Int) che alla stessa stregua del Cnappc avrebbe gradito indicazioni più esaustive da parte delle autorità competenti.
 

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