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RISTRUTTURAZIONE Superbonus fino al 2023 e stop al bonus facciate, cambiano le detrazioni sulla casa
RISTRUTTURAZIONE

Superbonus in area a vincolo paesaggistico, no alla demolizione e ricostruzione con modifica

di Paola Mammarella

Il Mibac dà un’interpretazione restrittiva: limiti alla ristrutturazione edilizia non solo sugli immobili di pregio

Vedi Aggiornamento del 20/10/2021
  Commenti 27670
Foto: kantver ©123RF.com
07/10/2021 - Stretta alle ristrutturazioni edilizie su tutti gli immobili vincolati. Il Ministero dei Beni e le attività culturali (Mibac) è intervenuto in Commissione Ambiente della Camera per rispondere all’interrogazione proposta dall’on. FI Piergiorgio Cortelazzo.
 
La risposta del Mibac è destinata ad avere un impatto su Superbonus, ecobonus e sismabonus e si pone in contrasto con il parere dato ad agosto dal Consiglio superiore dei Lavori Pubblici (CSLP).
 

Ristrutturazione edilizia, no alle modifiche aree vincolate

L’on. Cortelazzo ha chiesto delucidazioni sul Decreto Semplificazioni del 2020 (Legge 120/2020), che ha modificato il Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) stabilendo che gli interventi di demolizione e ricostruzione con diversa sagoma, caratteristiche planovolumetriche e tipologiche ed incrementi volumetrici devono essere considerati ristrutturazioni edilizie.
 
Il Decreto Semplificazioni ha previsto la fedele ricostruzione per gli immobili sottoposti a vincolo, ma non ha chiarito se tale limite si applichi solo agli edifici di pregio o anche a quelli, privi di valore testimoniale, ma situati in aree a vincolo paesaggistico.
 
Il Mibac nella sua risposta ha spiegato che con il termine “immobili”, il legislatore intende “sia gli ambiti sottoposti a vincolo in quanto tali sia gli edifici ricompresi nei medesimi ambiti”.
 


Questo significa che il limite della fedele ricostruzione vale non solo per gli edifici con caratteri intrinseci di pregio architettonico, ma anche gli edifici ricadenti in ambiti tutelati, che potrebbero apparire privi di pregio.
 
Secondo il Mibac, la scelta del legislatore è coerente con la nozione di tutela del paesaggio, che si riferisce alla forma del territorio nei suoi profili di pregio estetico e testimoniale dato che, come affermato anche dalla Corte Costituzionale con la sentenza 367/2007, “il concetto di paesaggio indica, innanzitutto, la morfologia del territorio, riguarda cioè l'ambiente nel suo aspetto visivo”.
 
La tutela paesaggistica, si legge nella risposta del Mibac, “intende preservare la conformazione dello stato dei luoghi, salvaguardando il territorio da qualsiasi trasformazione che sia esteticamente percepibile, e include, pertanto, anche gli interventi realizzati su edifici compresi in ambiti vincolati nel loro complesso”.
 


Ristrutturazione edilizia, dal CSLP sì alle modifiche in area vincolata

La risposta del Mibac si pone in contrasto con il parere fornito dal CSLP con una circolare emanata lo scorso agosto. Nella circolare il CSLP ha sottolineato che il Codice dei Beni culturali e del paesaggio prevede la tutela e la valorizzazione di due tipi di beni: i beni culturali, contenuti nella parte II e i beni paesaggistici, trattati nella parte III.
 
Secondo il CSLP si tratta di beni con caratteri distintivi diversi, cui corrispondono distinte procedure di tutela. Questo ha portato il CSLP a ritenere che i vincoli non si applichino agli immobili tutelati perché inseriti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, ma di per sé privi di valore storico, artistico o architettonico intrinseco.
 
A settembre, dopo la diffusione della circolare del CSLP, l’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) è intervenuta per chiedere un coinvolgimento del Mibac, in modo da avere un quadro normativo certo. La risposta del Mibac, però, non va nella direzione sperata.


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Altri commenti
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impresa edile

Nella ns zona ho conosciuto almeno 10 potenziali clienti che hanno rinunciato alla ricostruzione di ruderi o case anni 50-60 in quanto essendo in zona vincolata dovrebbero ricostruirli tali e quali per accedere ai superbonus. Come si fa a ricostruire tali e quali ruderi senza alcun valore culturale o di pregio con misure di altezze e aperture non più a norma. Ritengo sia stata applicata una enorme penalizzazione per i cittadini proprietari di immobili in aree vincolate. Tra l'altro ci sono decine di case fatiscenti in vendita in aree vincolate ma vista l'impossibilità in caso di demolizione e ricostruzione di accedere ai bonus nessuno se le comprerà. Spero ci sia novità positive in merito e al più presto per questi proprietari "sfigati" o per meglio dire "penalizzati".

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mainagioia

Nel caso del ns cantiere "sospeso" in attesa di chiarimenti, se demolisco e modifico la sagoma e il prospetto lo posso fare anche in zona vincolata ma non posso chiamarla ristrutturazione devo chiamarla nuova costruzione. Il vincolo paesaggistico nel nostro caso riguarda soprattutto i colori, tanto che vengono accettate sagome con tetto a fale o piano. Il vincolo paesaggistico non dovrebbe avere nulla a che fare con il titolo del progetto ma con le caratteristiche del progetto architettonico. Mi è stato confermato dall'uff tecnico che se demolisco non posso modificare sagoma, sedime e prospetti ma se ristrutturo cambiando alcuni elementi si. Quindi il cantiere a 10m dal nostro non demolisce e cambia i prospetti applicando il superbonus, nel ns cantiere per questioni strutturali siamo costretti a demolire e quindi niente superbonus se cambiamo prospetto. Si nega la ristrutturazione se demolendo e ricostruendo il progetto prevede lo spostamento di alcune aperture ..... ma si accetta ristrutturazione senza demolizione ma con lo spostamento delle aperture ......... pura idiozia.

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rick

Le solite sovrintendenze che si credono le Vestali del tempio dell'edilizia. Ma ben vengano finalmente le opportunità per demolire roba fatiscente che è pessima sismicamente, un coloabrodo dal punto di vista energetico e non funzionale per layout distributivi superati, fatti di corridoi angusti e stanzette piccole, bagni del 1950 che sono latrine di 2 mq etc.. edilizia anni 50, 60 ... il peggio del nostro paese! Fateci fare una pratica paesaggistica se proprio volete ma dateci risposte in 20 giorni non in venti mesi!!! e poi c'è qualcuno che si straccia le vesti e chiede regole più severe quando qualche vecchio edificio inguardabile dal punto di vista strutturale collassa parzialmente... I "ponti Morandi" dell'edilizia vanno BUTTATI GIU' prima che collassino, come si sarebbe dovuto fare davvero per il viadotto del Polcevera se non fosse stato per qualche centinaio di irresponsabili "no gronda" capitanati dal quel farabutto che scrisse sui social "vogliono raccontarci la favoletta del ponte Morandi che crolla per usarla come pretesto per fare la gronda di Genova". Ecco, le sovrintendenze alle volte si comportano come quel farabutto, che spero qui a Genova non si faccia più vedere, dovremmo inseguirlo con i forconi...

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luigi

questa nuova disposizione crea molti problemi per chi, come me, ha già progettato, in zona sottopsta a vincolo, la demolizione e la ricostruzione di un modesto edificio senza alcon pregio, con aumento della volumetria da piano casa. l'assurdo, nel mio caso che l'area sottoposta a vincolo ha visto negli anni sia demolizioni che costruzioni di edifici multipiani, a ridosso via pubblica e fiume, emntre l'immobile che mi riguarda si trova nascosto dietro a questi palazzoni. spero si trovi presto una soluzione per non mandare in fumo alcuni mesi di lavoro e le aspettative dei clienti.

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edil lema sas - Gabriella

No comment..... Così non si ristrutturerà un bel niente: posso essere d'accordo sui beni culturali e/o di pregio, ma non permetterlo per un vincolo paesaggistico è un assurdità unica; rimarranno immobili orrendi, fatiscenti, di dimensioni non consoni alle esigenze odierne di una famiglia ma ....in luoghi bellissimi, dai siamo al ridicolo


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