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RISTRUTTURAZIONE

Superbonus, quando spetta agli immobili non abitativi e agli ampliamenti

di Paola Mammarella

Dall’Agenzia delle Entrate una panoramica su titoli abilitativi, cambio di destinazione d’uso e contabilizzazione delle spese

Vedi Aggiornamento del 26/10/2021
Foto: Andreas Schindl ©123RF.com
20/10/2021 - Si può ottenere il Superbonus sugli immobili non abitativi se è previsto il cambio d’uso? L’ampliamento volumetrico può essere incentivato sia in caso di interventi di efficientamento energetico sia di lavori antisismici? A questi dubbi ha risposto l’Agenzia delle Entrate con la risposta 709/2021.
 

Superbonus, il caso

Un contribuente si è rivolto all’Agenzia delle Entrate perché intende demolire e ricostruire con una diversa sagoma e con incremento volumetrico, miglioramento energetico e riduzione del rischio sismico tre edifici, uno composto da 3 unità immobiliari categoria catastale A/3, uno composto da un’unità C2 e l’ultimo composto da 3 unità di cui 1 di categoria catastale C/6 e 2 di categoria C/2.
 
Ha quindi chiesto se può ottenere il Superbonus anche sulle unità non abitative dato che intende eseguire il cambio di destinazione d’uso a fine lavori.
 


Superbonus e immobili non abitativi

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che sono agevolabili le spese per gli interventi realizzati sugli immobili da destinare ad uso abitativo al termine dei lavori.
 
È quindi possibile ottenere il Superbonus per i lavori sulle unità classificate nella categoria catastale C, a condizione che il titolo abilitativo preveda il cambio di destinazione d’uso in immobili abitativi.
 

Superbonus e incremento volumetrico

L’Agenzia ha ricordato che la Commissione consultiva per il monitoraggio dell'applicazione del DM 58/2017 e delle linee guida ad esso allegate, costituita presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ha precisato che in caso di interventi di demolizione e ricostruzione, sia pure inquadrabili come ristrutturazione edilizia, il Superbonus per interventi di efficienza energetica non si applica alle spese riferite alla parte eccedente il volume ante-operam.
 


Il contribuente ha l'onere di mantenere distinte, in termini di fatturazione, le spese riferite agli interventi sul volume ante-operam da quelle riferite agli interventi sul volume ampliato.
 
Tale limitazione non riguarda, invece, gli interventi antisismici. In questi casi è riconosciuto il Superbonus anche sulla parte ampliata.
 

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