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Sopraelevazione, quando contrasta con il decoro architettonico?

di Paola Mammarella

La Cassazione spiega che il concetto di aspetto architettonico non si può generalizzare, ma deve essere interpretato

Foto: Claudio [email protected]
09/11/2021 - Quali caratteristiche deve avere una sopraelevazione per non ledere il decoro dell’edificio? La risposta non è univoca, ma con la sentenza 29584/2021, la Cassazione ha cercato di fornire dei criteri con qualche considerazione sull’aspetto architettonico dei fabbricati.
 

Sopraelevazione, il caso

Dopo una nuova perizia, la Corte d’Appello ha nuovamente affermato che la sopraelevazione altera l’aspetto architettonico dell’edificio in quanto:
- sul fronte Nord altera “il gioco chiaroscurale del prospetto” e contrasta con le rientranze dei balconi, con finiture a loro volte diverse per colore e trama metrica;
- sul fronte Ovest modifica i rapporti volumetrici dell'ultimo piano, mediante ampliamento eseguito con materiali difformi da quelli del prospetto sottostante e finestre non allineate alle sottostanti.
 
I giudici hanno ritenuto irrilevante il parere favorevole espresso dalla Commissione per la Qualità Architettonica ed il Paesaggio, che aveva ritenuto la sopraelevazione compatibile con l'architettura dell'edificio preesistente. La Corte d’Appello ha evidenziato che il parere favorevole era stato rilasciato dalla Commissione senza che alla stessa fosse stato rappresentato l'ampliamento realizzato sul fronte Ovest, cioè quello che più si discosta stilisticamente dall'edificio originario, giacché non rappresentato negli elaborati grafici presentati a corredo delle richieste di parere.

 
Secondo il responsabile dell’intervento, la Corte d’Appello non avrebbe tenuto conto una serie di condizioni, come:
- il contesto nel quale l'edificio si inserisce;
- le dimensioni ridotte della sopraelevazione;
- dal lato est dell'edificio la sopraelevazione è a malapena visibile;
- le numerose modifiche già apportate da altri alla facciata e al tetto dell'edificio (tendaggi, antenne paraboliche, verande, unità esterne dei condizionatori, ecc.).
 

Sopraelevazione, la Cassazione sull’aspetto architettonico

La Cassazione ha respinto il ricorso del responsabile dell’intervento spiegando che la sopraelevazione deve rispettare lo stile del fabbricato, senza recare una rilevante disarmonia al complesso preesistente, sì da pregiudicarne l'originaria fisionomia ed alterarne le linee impresse dal progettista.
 
I giudici della Cassazione hanno sottolineato che, per rendere necessaria la tutela dell'aspetto architettonico di un fabbricato, non occorre che l'edificio abbia un particolare pregio artistico, ma soltanto che questo sia dotato di una propria fisionomia, sicché la sopraelevazione realizzata induca in chi guardi una chiara sensazione di disarmonia.

 
Deve quindi considerarsi illecita ogni alterazione che produce disarmonia, anche se la fisionomia dello stabile risulti già in parte lesa da altre preesistenti modifiche.
 
La Cassazione ha concluso spiegando che il concetto di aspetto architettonico “come tutti quelli elaborati dalle scienze idiografiche (qual è appunto l'architettura), che non poggiano su leggi generalizzabili, ma studiano oggetti singoli, non è connotato dall'assolutezza dell'inferenza induttiva tipica delle scienze che, al contrario, elaborano frequenze statistiche direttamente rilevanti per l'accertamento del fatto litigioso”. Questo significa che le valutazioni sull’impatto delle opere sull’aspetto architettonico devono essere condotte caso per caso.

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