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Nuovo Codice Appalti, la filiera delle costruzioni chiede di essere coinvolta nella stesura
NORMATIVA Nuovo Codice Appalti, la filiera delle costruzioni chiede di essere coinvolta nella stesura

Superbonus e suddivisione di immobili, vale la situazione iniziale

Agenzia delle Entrate: non conta il fatto che al termine dei lavori un magazzino diventa abitazione

Vedi Aggiornamento del 20/05/2022
Foto: Iakov Filimonov © 123rf.com
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 20/05/2022
11/11/2021 - Negli interventi che uniscono o suddividono gli immobili, i limiti di spesa ai fini del superbonus vanno individuati in base alle unità immobiliari censite in catasto all’inizio dei lavori.
 
Nel caso di un edificio composto da un’unità abitativa e da due pertinenze, il limite di spesa per gli interventi antisismici sarà di 96mila euro, anche se a fine lavori il magazzino diventerà un’unità A/3 (abitazione di tipo economico) e quindi gli immobili residenziali realizzati saranno due.
 
In sostanza, per l’applicazione delle detrazioni conta la situazione preesistente ai lavori e non quella successiva. È questa, in sintesi, la Risposta 765 del 9 novembre 2021 dell’Agenzia delle Entrate.
 
A porre il quesito è stato il comproprietario di un fabbricato composto da un’unità abitativa accatastata A/3 e da due pertinenze, di cui una accatastata C/6, con destinazione d’uso ‘autorimessa’ e una accatastata C/2, con destinazione d’uso ‘magazzino’.
 

Il contribuente chiede quale sia il limite di spesa ammesso al superbonus considerando che una parte di magazzino a fine intervento diventerà un immobile residenziale e quindi le unità abitative saranno due.
 
L’Agenzia fa presente che - in linea con la prassi in materia di detrazioni per interventi di riqualificazione energetica e di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli antisismici, (articoli 14 e 16 del DL 63/2013) - per l’individuazione dei limiti di spesa nel caso in cui gli interventi comportino l’accorpamento di più unità immobiliari o la suddivisione di un’unica unità, vanno considerate le unità immobiliari censite in Catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori. Tale criterio, come chiarito anche dalla Circolare 30/2020, vale anche per il superbonus.

Di conseguenza, nel rispetto di tutti i requisiti e adempimenti previsti dalla normativa, il proprietario dell’immobile deve considerare che i limiti di spesa saranno pari a:
- 96mila euro per gli interventi antisismici;
- 50mila euro per l’isolamento termico delle pareti esterne;
- 30mila euro per la sostituzione della centrale termica;
- 54.545 euro per la sostituzione degli infissi;
- 48mila euro per l’impianto fotovoltaico;
- 48mila euro per il relativo sistema di accumulo.
 

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