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Tettoia, quando può ottenere il permesso di costruire in sanatoria

di Paola Mammarella

Il CdS spiega che bisogna condurre un’istruttoria caso per caso per capire se si tratta di una nuova costruzione e se genera un danno al paesaggio

Foto: Inna Felker ©123RF.com
25/11/2021 - Per capire se una tettoia può essere sanata, non bisogna valutare solo gli aspetti edilizi, ma l’esigenza della tutela paesaggistica. Con la sentenza 7750/2021, il Consiglio di Stato ha spiegato che le valutazioni vanno condotte caso per caso.
 

Tettoia, il caso

I giudici si sono pronunciati sul caso di una struttura cui il Comune prima, e il Tar dopo, hanno negato la sanatoria.
 
La struttura in legno, definita “pompeiana” e destinata alla copertura con verde naturale, è stata realizzata sulla base di un’autorizzazione del 2003. La struttura, assimilata ad un pergolato, è stata coperta con materiale stabile di “ondulina imbullonata” e successivamente utilizzata come parcheggio di automobili.
 
Il Comune ha considerato il nuovo manufatto come una nuova costruzione. Al contrario, il responsabile dell’intervento ritiene che si tratti di una ristrutturazione senza aumento delle superficie lorda.
 


Tettoia, gli aspetti edilizi e paesaggistici

Il Comune e il Tar hanno ricordato che l’installazione di manufatti leggeri rientra nella definizione di nuova costruzione se tali manufatti sono destinati a soddisfare esigenze permanenti. Hanno quindi affermato che la realizzazione della tettoia deve avvenire sulla base di un permesso di costruire non solo per la sua qualificazione come nuova costruzione, ma anche sulla base dell’impatto sullo stato dei luoghi che produce.
 
Il CdS ha ribaltato la situazione affermando che, prima di decidere quale titolo abilitativo sia necessario, bisogna condurre un’adeguata istruttoria e considerare come la tettoia è stata realizzata.
 
È inoltre necessario compiere un’altra valutazione sull’aspetto paesaggistico. La tutela paesaggistica, hanno spiegato i giudici, ha una “valenza preminente”. Questo significa che, a prescindere dalla potenzialità edificatoria del terreno, il Comune può ordinare la demolizione del manufatto che arreca un danno al paesaggio.
 

Tettoia, nuova costruzione o ristrutturazione?

Il CdS ha spiegato che la tettoia si qualifica come una nuova costruzione se realizzata ex-novo, perché implica l’aggiunta di un elemento strutturale e la modifica del prospetto dell’edificio preesistente.
 
Nel caso esaminato, però, la tettoia non è stata realizzata ex-novo, ma attraverso la sostituzione della copertura di una struttura in regola con i permessi. I giudici hanno aggiunto che la sostituzione della copertura non ha influito sull’utilizzo del manufatto che, anche in precedenza, poteva offrire riparo ai veicoli. Per questi motivi, il CdS ha concluso che la realizzazione della tettoia si qualifica come intervento di manutenzione straordinaria ed escluso che fosse necessario il permesso di costruire.
 
Una volta definita la regolarità della tettoia dal punto di vista edilizio, il CdS ha sottolineato che né il Comune né il Tar hanno considerato l’impatto paesaggistico della struttura e ha disposto il riesame dell’istanza di sanatoria sulla base di queste nuove considerazioni.
 

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