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RISTRUTTURAZIONE

Sconto in fattura e cessione del credito, i produttori: errore eliminarli per i bonus casa

di Paola Mammarella

Chiesta la proroga degli strumenti al 2024 per non vanificare gli investimenti delle imprese

Vedi Aggiornamento del 11/11/2021
Foto: Olena Zaskochenko©123RF.com
04/11/2021 - La proroga dei bonus casa al 2024, senza la possibilità di optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito, rischia di depotenziare la portata delle misure e di mettere in difficoltà le imprese.
 
Dopo l’anticipazione delle misure del disegno di legge di Bilancio per il 2022, sono diversi gli operatori del settore che chiedono modifiche al testo per non fermare gli effetti benefici sull’economia innescati dalle detrazioni fiscali.
 

Bonus casa, proroga al 2024 senza sconto in fattura e cessione del credito

L’ecobonus, il bonus ristrutturazioni, il sismabonus, il bonus mobili e il bonus verde dovrebbero essere prorogati, con le stesse aliquote, fino al 31 dicembre 2024.
 
Verrà invece eliminata la possibilità di optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito. Si tratta di una chance che il Decreto Rilancio, che ha introdotto il Superbonus, ha esteso alle altre detrazioni fiscali per l’efficientamento energetico e il recupero degli immobili.
 
Dal 2022, quindi, i bonus casa torneranno alle condizioni iniziali. Potrà usufruirne solo in prima persona chi sostiene le spese per la realizzazione degli interventi sul proprio immobile.
 

Bonus casa senza sconto in fattura e cessione del credito, forte perplessità degli operatori

Anfit Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, Assovetro Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro, Confartigianato LegnoArredo, LegnoLegno Consorzio Nazionale Serramentisti, EdilegnoArredo ed Assotende di FederlegnoArredo, PVC Forum Italia, Centro di informazione sul PVC e UNICMI, Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro e dei serramenti, che rappresentano le realtà industriali e artigianali della filiera italiana dei serramenti e delle schermature solari, hanno scritto al Presidente del Consiglio Draghi, al Ministro dell’Economia, Daniele Franco, al Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani e al Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, esprimendo forti perplessità sulla mancata proroga dello sconto in fattura e della cessione de credito.
 
Le associazioni hanno evidenziato come tutte le imprese industriali e artigianali abbiano investito cifre considerevoli dei propri bilanci in campagne di comunicazione, in piattaforme finanziarie e in accordi con il settore del credito o delle multiutilities volte a comunicare e offrire la cessione del credito o lo sconto in fattura.
 


Senza questi due strumenti, nei fatti, scrivono le associazioni, sia l’Ecobonus, sia il Bonus Ristrutturazioni subirebbero un depotenziamento sostanziale provocando gravi conseguenze sui bilanci delle Imprese e rischiando di fornire una brusca frenata al circolo virtuoso della riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano verso il quale il comparto di serramenti e schermature solari ha fornito un contributo straordinario negli ultimi anni.
 
Le associazioni hanno quindi chiesto l’impegno del Governo a garantire la proroga dei due strumenti fino al 2024.
 

Sconto in fattura e cessione del credito: non alterano le dinamiche di prezzo

Sulla stessa lunghezza d’onda Italia Solare, che nel chiedere la proroga al 2024 dello sconto in fattura e della cessione del credito ha sottolineato come questi strumenti non alterino le dinamiche di prezzi in quanto mantengono una quota di costo a carico del contribuente, ma danno ai cittadini quel supporto finanziario che è necessario per la scelta dell’investimento.
 
Per lo sviluppo di una edilizia sostenibile, ha scritto Italia Solare al Governo, non è sufficiente fare provvedimenti di grande impatto a breve periodo, ma servono anche provvedimenti che a regime consentano l’esecuzione degli interventi a costi semplicemente sostenibili e questo sarà possibile solo con l’estensione dello sconto in fattura e della cessione del credito d’imposta per l’ecobonus e ristrutturazione/fotovoltaico.
 

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Altri commenti
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Giovanni Princiotta

Lo sconto in fattura e la conseguente cessione del credito, incide positivamente sulle casse dello Stato e conviene a tutti gli interessati della filiera, dal semplice pensionato che non avrebbe effettuato i lavori, perchè le imposte che paga non coprirebbero le spese in 10 anni, fino agli istituti di credito, che guadagnano il 20%.