Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Abusi edilizi, come si calcola la multa alternativa alla demolizione?
NORMATIVA Abusi edilizi, come si calcola la multa alternativa alla demolizione?
RISTRUTTURAZIONE

Sconto in fattura e cessione del credito, la filiera delle costruzioni chiede che siano confermati

di Paola Mammarella

Esponenti delle professioni e delle imprese al Governo: ‘si rischia di bloccare il processo di riqualificazione del parco immobiliare’

Foto: gajus©123RF
05/11/2021 - Prorogare lo sconto in fattura e la cessione del credito per i beneficiari dell’ecobonus, del bonus ristrutturazioni e del sismabonus. È la richiesta che Anaepa Confartigianato edilizia, Associazione piccoli proprietari case, Assocond Confi, Cna, Rete Professioni Tecniche e Unione nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed esperti contabili hanno formulato al Governo.

La richiesta fa eco a quella inviata dai produttori, concordi sulla necessità di prorogare la possibilità di optare per lo sconto in fattura e la cessione del credito. 
 

Sconto in fattura e cessione del credito, riqualificazione a rischio blocco

Se da un lato la proroga al 2024 dell’ecobonus e del bonus ristrutturazioni è un fatto molto apprezzato dalla Filiera delle Costruzioni perché permette alle famiglie ed alle imprese di programmare a breve e medio termine i lavori di riqualificazione degli immobili, dall’altro lato avere eliminato la possibilità di cedere il credito fiscale e di utilizzare il meccanismo dello sconto in fattura proprio per ecobonus e bonus ristrutturazioni, oltre a depotenziare il Superbonus per gli interventi sulle unifamiliari, preoccupa seriamente il mondo delle imprese e dei professionisti del settore delle costruzioni.
 
Eliminando per questi specifici incentivi fiscali la cessione del credito e lo sconto in fattura, strumenti finalizzati proprio per agevolare il pieno e diffuso utilizzo degli incentivi fiscali mirati alla riqualificazione del parco immobiliare, soprattutto da parte delle famiglie a basso reddito, si rischia di fatto di bloccare il mercato della riqualificazione del costruito di cui necessita assolutamente il nostro Paese, mercato che cominciava a dare segnali molto positivi sia sul fronte degli importanti traguardi di sostenibilità socio-energetica che il Governo pone al centro della sua politica, sia sul fronte del rilancio di un settore trainante per tutta l’economia nazionale, quale quello delle costruzioni.
 


Bonus casa, estendere gli effetti della CILAS

Per la filiera delle costruzioni, se fossero confermate le novità del Disegno di legge di Bilancio per il 2022, si produrrebbero forti e paralizzanti incertezze da parte delle famiglie, e serissime preoccupazioni da parte delle imprese del settore costruzioni che – proprio grazie a questi incentivi, unitamente a quello del cd superbonus– avevano visto l’uscita da una ultradecennale crisi settoriale che le ha messe in ginocchio. Tutto ciò rischia di produrre già nell’immediato l’impossibilità di aprire nuovi cantieri e il blocco di quelli già programmati e/o avviati.

 
Si rende altresì necessario estendere gli effetti della CILA Superbonus a tutti gli incentivi, per ovvi motivi di uniformità di comportamento e per le difficoltà di acquisire la documentazione sui progetti approvati presso gli enti competenti, escludendo quindi ingiustamente tantissimi cittadini dalla possibilità di usufruirne, senza alcuna responsabilità nell’impossibilità di dichiararne la conformità.
 
Secondo la filiera delle costruzioni, confusione, incertezze e passi indietro in questa direzione sarebbero un grave errore che andrebbe a discapito non di qualche contribuente, ma di una parte importante delle politiche di sviluppo e riqualificazione del nostro Paese che sono aspetti centrali contenuti anche nel PNRR.
 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui