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TECNOLOGIE

Caro materiali, ecco gli aumenti del primo semestre 2021 rilevati dal Mims

di Rossella Calabrese

Ance: ‘per molti materiali gli incrementi riscontrati nei cantieri sono molto superiori a quelli indicati dal Ministero’. Assolegno chiede di includere il legno strutturale

Foto: Nattawut Thammasak © 123rf.com
18/11/2021 - La Commissione Consultiva Centrale per il rilevamento dei costi dei materiali, che opera presso il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS), ha messo nero su bianco i costi dei materiali da costruzione e le relative variazioni del primo semestre 2021, da cui dipenderanno le compensazioni alle imprese.
 
Nella riunione dello scorso 10 novembre - alla quale hanno partecipato rappresentanti di Ance, Aiscat, Agenzia delle Entrate, Anas, Anci, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Finco, Federcasa, Istat, RFI, Unioncamere - sono state definite le tabelle con gli aumenti dei 56 materiali di riferimento per l’edilizia.
 
Arriverà a breve, quindi, il decreto del MIMS (era atteso entro il 31 ottobre scorso) con le variazioni percentuali dei singoli prezzi superiori all’8% intervenute nel primo semestre 2021. A partire a questi valori saranno definite le compensazioni a favore delle imprese.
 
Nella tabella troviamo, tra gli aumenti più elevati, quello del 76% dei nastri in acciaio, del 59% delle lamiere in acciaio, del 50% delle lamiere in acciaio Corten e del 48% dei laminati in acciaio.
 


Ance: ‘per molti materiali gli aumenti reali sono molto superiori’

In un comunicato pubblicato dopo la riunione, l’Ance ha fatto sapere di aver svolto un lavoro molto intenso per riuscire ad identificare dati e fonti solidi da un punto di vista metodologico e in linea con la realtà dei cantieri. Un lavoro durato circa due mesi che ha coinvolto tutto il sistema associativo e moltissime imprese. I dati basati su autorevoli fonti nazionali e internazionali sono stati confrontati anche con contratti e fatture raccolti da cantieri in tutta Italia.
 
Questo lavoro - ha aggiunto l’Ance - ha portato a definire incrementi percentuali significativi di prezzo, tra il primo semestre 2021 e la media 2020, per 24 materiali (dei 56 complessivi monitorati dal MIMS) ritenuti i più importanti per il settore delle costruzioni. Tali evidenze sono state opportunamente trasmesse al Ministero.
 
Il MIMS, nella documentazione trasmessa in vista della riunione della commissione prezzi, ha evidenziato incrementi percentuali, calcolati come media ponderata dei dati forniti dai tre rilevatori - Provveditorati, Unioncamere e Istat - superiori all’8% per 36 dei 56 materiali oggetto della rilevazione (Allegato 1).
 
E su questi il Ministero ha calcolato le variazioni percentuali anche per gli anni 2003-2019 per tener conto dei diversi anni di offerta (Allegato 2).
 

Con riferimento agli aumenti di prezzo dei 36 materiali riscontrati dal MIMS e riferiti al primo semestre 2021, l’Ance ha evidenziato che per molti di essi tali aumenti sono di intensità molto inferiore rispetto alla realtà dei cantieri.
 
I costruttori hanno espresso la propria contrarietà all’approvazione delle tabelle, ma la Commissione le ha approvate a maggioranza e poste alla base del decreto relativo al caro materiali del 1° semestre 2021.
 
Come in precedenti riunioni della commissione prezzi, l’Ance ha ribadito la necessità e l’urgenza di un aggiornamento della metodologia utilizzata dal Ministero ed ha sottolineato la forte esigenza di rilevare dei prezzi in linea con la realtà di mercato.
 
L’Ance ha inoltre segnalato la necessità di inserire per le rilevazioni alcuni materiali aggiuntivi all’attuale elenco dei 56 monitorati, quali ad esempio energia elettrica, calcestruzzo e gas naturale, e ha sottolineato che continuerà la sua azione in tutte le sedi opportune per far riconoscere alle imprese compensazioni all’altezza degli elevati incrementi di prezzo dei materiali registrati in questi mesi.
 
 

Assolegno: ‘legno strutturale escluso dal decreto’

“140 cantieri, 60 milioni di perdita ed esuberi sino a 1.800 unità. Sono queste le cifre stimate per il comparto industriale legato al settore dell’edilizia in legno, qualora il decreto del Mims che regolerà la lista dei prodotti oggetto di compensazione in materia di caro materiali all’interno dei bandi pubblici, non contemplasse il legno”.
 
“Se non verrà trovata quanto prima una soluzione, inquadrando con chiarezza la situazione del legname da costruzione all’interno del decreto, si potrebbe innescare un pericoloso effetto domino su tutto il settore delle costruzioni. In tal senso abbiamo avviato un costante e proficuo dialogo con le istituzioni che confidiamo porti a una risoluzione positiva del problema”. Lo dichiara Angelo Luigi Marchetti, presidente di Assolegno di FederlegnoArredo.
 
“Ma le perdite potrebbero essere ancora più ampie - spiega Marchetti - dato che la situazione riguarderà tutte le opere in cui si prevede l’utilizzo del materiale legno, come ad esempio nella realizzazione di una copertura. Infatti, anche in questo caso la compagine appaltante avrà delle effettive difficoltà di accesso al fondo di compensazione previsto dal Governo. E dato che nel 2020 il legno da costruzione ha subito aumenti tra il 180% e 230%, sono facilmente intuibili le conseguenze negative sia per la filiera che per la collettività in termini di servizi e infrastrutture non completate”.
 
“Ci sembra paradossale - conclude Marchetti - che proprio nel momento storico in cui la sostenibilità è obiettivo primario dell’Europa e perno delle politiche del governo nazionale, venga scarsamente considerato proprio il materiale sostenibile per eccellenza, ovvero il legno strutturale che, più di ogni altro è in grado di aiutare il settore edile nel processo di transizione ecologica che porti a considerare il comparto delle costruzioni non più fonte di emissione di CO2 ma possibile bacino di stoccaggio della stessa”.
 

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