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AMBIENTE

Consumo di suolo e proroga bonus edilizi, le proposte Ance per la rigenerazione delle città

di Paola Mammarella

Fondo ad-hoc, incentivi e norme più semplici per favorire la sostituzione degli edifici. Dai costruttori dieci idee per la sostenibilità e l'innovazione

Vedi Aggiornamento del 07/01/2022
Foto: twitter.com/ancenazionale
15/12/2021 - Limitare il consumo di suolo e promuovere la sostenibilità e l’innovazione. Sono gli obiettivi del decalogo promosso dall’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) per la rigenerazione delle città.
 
Si tratta di strumenti che, secondo il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, rispondono alla politica che “per anni ha dimenticato le città”.
 
Le dieci idee sono state presentate ieri nel corso dell’evento organizzato da Ance a cui hanno preso parte, tra gli altri, il Capo segreteria del Mims, Andrea Tardiola, il Vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini, il Coordinatore Gdl Goal 11 Asvis, Walter Vitali, e i Professori Maurizio Carta, Ezio Micelli e Paolo Giandebiaggi.
 

Il decalogo per la rigenerazione urbana

Di seguito il decalogo presentato dai costruttori edili per favorire la rigenerazione delle città

1. Definizione di rigenerazione urbana e dichiarazione di interesse pubblico degli interventi
Una definizione unica di rigenerazione urbana che mette in chiaro gli obiettivi di sostenibilità e le finalità a favore dei cittadini degli interventi urbanistico-edilizi. A tal fine gli interventi di rigenerazione urbana sono dichiarati di interesse pubblico per beneficiare di incentivazioni urbanistiche, economiche e fiscali e di semplificazioni procedurali.

2. Governance per la nuova politica urbana nazionale e partecipazione dei cittadini
Costituzione di una struttura di coordinamento nazionale della politica del governo sulle città e istituzione del Fondo per la rigenerazione urbana nel quale confluiscono tutte le risorse disponibili.

3. Contenimento del consumo di suolo
L’obiettivo di non degrado di terreno entro il 2030 e di occupazione netta di terreno pari a zero entro il 2050 diviene principio fondamentale del governo del territorio da perseguire in via prioritaria mediante la rigenerazione urbana, prevedendo in caso di consumo di nuovo suolo la rinaturalizzazione, la de-impermeabilizzazione o la bonifica di suolo già consumato.

4. Nuova perequazione per la città contemporanea
Individuare un nuovo sistema di pianificazione urbanistica a carattere perequativo che sia in grado di trasformare la città contemporanea, indirizzando allo stesso tempo le risorse generate al finanziamento dei contenuti pubblici del piano urbanistico (scuole, strade, ecc.).

5. Nuova disciplina degli standard urbanistici
Aggiornare le norme urbanistiche per renderle in linea con le nuove esigenze della città contemporanea, individuando nuovi standard improntati non solo alla quantità di aree per usi collettivi, ma anche alla qualità e alla concreta prestazione dei servizi Premiare le operazioni di rigenerazione urbana riducendo gli oneri di costruzione con particolare riferimento agli interventi su edifici abbandonati, dismessi, degradati, anche ubicati nei centri storici.

6. Contributo di costruzione
Premiare le operazioni di rigenerazione urbana riducendo gli oneri di costruzione con particolare riferimento agli interventi su edifici abbandonati, dismessi, degradati, anche ubicati nei centri storici.

7. Modifiche alle destinazioni d’uso, incentivi e semplificazioni
Incentivare e semplificare le modifiche alle destinazioni d’uso degli edifici, anche promuovendo l’utilizzo della Scia e di tutti gli istituti fondati sull’asseverazione e ricorrendo a una conferenza di servizi semplificata e accelerata.

8. Centri e nuclei storici
Superare l’immobilismo passando da una logica di mera conservazione, ad una logica di rigenerazione, attraverso il recupero e la riqualificazione degli edifici e dei complessi incongrui o degradati. Consentire interventi sull’edificato anche oltre il restauro e risanamento conservativo, attraverso opere che, pur nel rispetto degli elementi tipologici e identitari, possono implicare una innovazione funzionale, energetica e tecnologica in linea con i nuovi standard di qualità dell’abitare.

9. Fiscalità immobiliare e coinvolgimento del risparmio privato
Introdurre un regime fiscale che premi gli interventi di rigenerazione urbana anche attraverso il coinvolgimento di capitali privati con l’obiettivo di incentivare la riqualificazione e l’efficienza energetica degli edifici.

10. Semplificazione per gli interventi di riqualificazione energetica e miglioramento sismico degli edifici esistenti
Semplificare e incentivare, attraverso una riduzione degli oneri, tutti gli interventi che riducono i consumi energetici ma in particolare quelli che puntano a retrofit profondi e riduzioni di oltre il 50% dei fabbisogni termici degli edifici. In questo tipo di interventi occorre dare la possibilità di ridisegnare completamente le facciate degli edifici in modo da raggiungere ambiziosi obiettivi energetici e al contempo migliorare la qualità degli edifici e la vivibilità degli alloggi.
 


Rigenerazione urbana, gli obiettivi del decalogo

L’obiettivo del Decalogo dell’Urban Renovation Lab è definire un pacchetto di interventi nazionali, condivisi da tutti i soggetti protagonisti dell’ecosistema urbano, per rendere possibile la rigenerazione urbana.
 
Tra le priorità indicate: una governance innovativa per la politica urbana con un coordinamento nazionale e l’istituzione di un fondo ad hoc, un sistema di incentivi e semplificazioni normative per favorire le operazioni di rigenerazione urbana a cominciare dalla sostituzione degli edifici, una nuova fiscalità immobiliare per la riqualificazione e l’efficientamento energetico.
 

Rigenerazione urbana, Buia: serve la proroga dei bonus edilizi

Per il Presidente Buia “l’obiettivo di riduzione del consumo di suolo si attua anche attraverso un pacchetto di strumenti che favorisca interventi sul tessuto consolidato delle città”.
 
Inoltre, “grazie alla rigenerazione urbana, anche gli obiettivi prefissati dalla nuova proposta Direttiva Ue sul risparmio energetico degli edifici saranno più raggiungibili” spiega Buia. “Obiettivi che comunque nel breve e medio termine appaiono difficilmente raggiungibili senza aiuti concreti alle famiglie, a cominciare dalla proroga ai bonus edilizi esistenti”.
 

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