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Malattia dei professionisti, Confprofessioni preme per il riconoscimento

di Rossella Calabrese

Appello alle forze politiche per sostenere l’emendamento alla Manovra sulla sospensione dei termini degli adempimenti

Vedi Aggiornamento del 17/12/2021
Foto: auremar © 123rf.com
15/12/2021 - “Garantire il diritto alla salute dei professionisti è un atto di civiltà che il Parlamento non può più eludere”.
 
Esordisce così il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, esortando i gruppi parlamentari di Camera e Senato, i componenti della Commissione Bilancio del Senato e tutti i leader delle forze politiche ad approvare l’emendamento alla Legge di Bilancio 2022, presentato da Andrea de Bertoldi (Fratelli d'Italia), recante ‘Disposizioni per la sospensione della decorrenza di termini relativi agli adempimenti a carico del libero professionista in caso di malattia o di infortunio’.
 
“L’emendamento - spiega Stella - rappresenta un’occasione concreta per colmare un vuoto legislativo atteso da troppi anni dal mondo dei liberi professionisti. Sulla sospensione dei termini relativi agli adempimenti per i professionisti, abbiamo già registrato un consenso trasversale a tutti gli schieramenti nel caso di malattia da Covid-19”.

“Si tratta ora di estendere la disciplina a tutte le condizioni in cui il professionista si ammala o subisce un infortunio, anche per tutelare i contribuenti che andrebbero incontro a sanzioni nel caso in cui il professionista non potesse espletare il proprio lavoro a causa di malattia o infortunio. Confidiamo nella sensibilità di tutta la classe politica, affinché la sospensione dei termini degli adempimenti per i professionisti sia finalmente una legge del nostro ordinamento, come ci si aspetta da un Paese civile”.
 

L’emendamento prova a introdurre nella Legge di Bilancio 2022 i contenuti di un ddl presentato in Senato dallo stesso de Bertoldi, che ha iniziato un anno fa il suo iter in Parlamento e che ha subìto una battuta d’arresto per mancanza di copertura finanziaria. Le successive richieste dei professionisti di approvare rapidamente la legge non hanno sortito effetti; quindi, ora il senatore de Bertoldi si è fatto promotore dell’emendamento.
 
Analogamente a quanto proposto dal ddl, l’emendamento prevede che, in caso di ricovero per grave malattia o infortunio o intervento chirurgico, cure domiciliari sostitutive del ricovero ospedaliero, che comportino un’inabilità temporanea all’esercizio dell’attività professionale, al professionista e al cliente non sarà attribuita alcuna responsabilità per la scadenza dei termini a favore della Pubblica Amministrazione per l’adempimento di una prestazione nei 60 giorni successivi al verificarsi dell’evento (erano 30 giorni nel ddl). Lo stesso vale in caso di parto prematuro o interruzione di gravidanza, ma per 30 giorni.
 
I termini relativi agli adempimenti sono sospesi dal giorno del ricovero in ospedale o di inizio delle cure domiciliari fino a 30 giorni (erano 45 nel ddl) dopo la dimissione dalla struttura sanitaria o la conclusione delle cure domiciliari.
 
Per rendere effettiva la sospensione, il professionista deve inviare tramite raccomandata AR o PEC alla pubblica amministrazione copia dei mandati professionali e un certificato medico rilasciato dalla struttura sanitaria o dal medico curante. Nel ddl era previsto che il professionista inviasse questi documenti al suo Ordine, il quale li avrebbe inoltrati alla PA.
 
In caso di decesso del professionista, i termini relativi agli adempimenti sono sospesi per 6 mesi, a patto che, entro 30 giorni dal decesso, il cliente invii il mandato professionale alla PA.
 
Come il ddl, l’emendamento prevede che la PA possa richiedere alle ASL l’effettuazione di visite di controllo nei confronti di coloro che richiedono l'applicazione della sospensione degli adempimenti.
 
L’emendamento prevede che gli oneri derivanti dalle disposizioni proposte, pari a 24 milioni di euro a decorrere dal 2022, siano coperti dal ‘Fondo esigenze indifferibili’. La previsione di una copertura finanziaria è una novità: nel ddl non era stata indicata e ciò aveva portato alla bocciatura da parte della Ragioneria dello Stato.
 

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