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NORMATIVA Crediti cedibili una sola volta, RPT chiede al Governo di fare un passo indietro
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PNRR, i professionisti assunti dalla PA non potranno restare iscritti alle Casse private

di Rossella Calabrese

Inarcassa: ‘la norma contrasta con la legge istitutiva e con lo statuto della Cassa quindi sarà modificata’

Vedi Aggiornamento del 20/01/2022
Foto: goodluz © 123rf.com
15/12/2021 - Sarà modificata la norma che avrebbe consentito ai professionisti assunti a tempo determinato dalla PA per l’attuazione dei progetti PNRR di mantenere l’iscrizione ad Inarcassa versando però i contributi ad altre forme di previdenza obbligatoria.
 
Lo fa sapere la stessa Inarcassa riferendo di aver avviato con il Governo un dialogo positivo finalizzato alla riformulazione dell’art. 31 del DL 152 del 6 novembre 2021 attuativo del PNRR.
 
Tale articolo, lo ricordiamo, prevede che i professionisti assunti dalle pubbliche amministrazioni avrebbero potuto mantenere l’iscrizione alle relative Casse previdenziali private e che la ricongiunzione dei periodi di lavoro prestati alla PA non avrebbe comportato alcun onere a carico del professionista.
 
Così come è scritta - spiega Inarcassa - la disposizione presenta alcune criticità e, per alcuni aspetti, è in contrasto con la normativa vigente, tanto da impedirne l’applicazione.
 
In particolare, è in contrasto con quanto prevedono la norma istitutiva e lo statuto di Inarcassa, ovvero: “architetti e ingegneri assunti con contratto di lavoro dipendente (anche a tempo determinato) sono esclusi dall’iscrizione a Inarcassa e versano i contributi ad altre forme di previdenza obbligatoria”.
 

Si profilava - secondo Inarcassa - una vera e propria ingerenza nella autonomia riconosciuta alle Casse professionali.
 
“Il Governo però - annuncia la Cassa degli Ingegneri e Architetti -, grazie a un proficuo dialogo instaurato con il Parlamento e con Inarcassa, ha riconosciuto la criticità e ha demandato la definizione delle modalità applicative della norma ad un decreto attuativo comprendendo la necessità di un supplemento di approfondimento sulle soluzioni tecniche, affinché quanto prospettato sia compatibile con lo Statuto di Inarcassa stesso”.
 
“Ringraziamo - scrive il presidente Giuseppe Santoro - la capacità di ascolto del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e del ministro del Lavoro e Politiche Sociali, Andrea Orlando, che ci hanno permesso di instaurare un dialogo costruttivo volto a trovare una rapida soluzione e modificare quindi la disposizione in questione”.
 
“Adesso sarà fondamentale - continua Santoro - istituzionalizzare questa pratica rivelatasi vincente e rendere permanente il tavolo di confronto tra Casse Previdenziali e Governo, in modo da individuare volta per volta le migliori soluzioni per gli iscritti. Siamo orgogliosi che su questo tema Inarcassa abbia giocato un ruolo fondamentale per mettere insieme Casse Previdenziali e Governo”.
 

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