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RISPARMIO ENERGETICO

Edifici a emissioni zero dal 2030: il piano della Commissione europea

di Rossella Calabrese

Gli Stati dovranno riqualificare entro il 2030 almeno il 15% degli edifici in classe G e potranno vietare i combustibili fossili per il riscaldamento dal 2040

Vedi Aggiornamento del 21/01/2022
16/12/2021 - Allineare le regole per il rendimento energetico degli edifici al Green Deal europeo e decarbonizzare il parco immobiliare dell’UE entro il 2050. Sono gli obiettivi della revisione della direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia, proposta ieri dalla Commissione europea, e che traduce la strategia della ‘Renovation Wave’ in un’azione legislativa concreta.
 
La proposta - spiega la nota della UE - faciliterà la ristrutturazione di case, scuole, ospedali, uffici e altri edifici in tutta Europa per ridurre emissioni di gas serra e bollette energetiche, migliorando la qualità della vita di milioni di europei.
 

Nuovi edifici a emissioni zero dal 2030

La Commissione propone che a partire dal 2030 tutti i nuovi edifici siano a emissioni zero; per il settore pubblico già a partire dal 2027. Ciò significa che gli edifici devono consumare poca energia, essere alimentati il ​​più possibile da fonti rinnovabili, non devono produrre emissioni da combustibili fossili. Il loro attestato di prestazione energetica deve indicare il potenziale contributo al riscaldamento globale sulla base delle emissioni dell’intero ciclo di vita.
 

Edifici peggiori: il 15% dalla classe energetica G alla F

Per le ristrutturazioni, invece, vengono proposti nuovi standard minimi europei di prestazione energetica: il 15% del patrimonio edilizio con le prestazioni peggiori di ciascuno Stato membro deve passare dalla classe energetica G almeno alla F, entro il 2027 per gli edifici non residenziali ed entro il 2030 per quelli residenziali. Questa attenzione iniziale agli edifici con le prestazioni più basse - spiega la Commissione - soddisfa il duplice obiettivo di massimizzare il potenziale di decarbonizzazione e di alleviare la povertà energetica.
 


APE obbligatorio nel rinnovo del contratto di affitto

Gli Attestati di Prestazione Energetica (APE) - si legge nella nota - forniscono informazioni pubblicamente disponibili sul consumo di energia e sono guide importanti per le decisioni di investimento, acquisto e affitto. La revisione della direttiva propone di estendere l’obbligo di APE agli edifici oggetto di ristrutturazioni importanti, agli edifici oggetto di rinnovo del contratto di locazione e a tutti gli edifici pubblici.
 
Anche gli edifici o le unità immobiliari che vengono messi in vendita o in affitto devono essere muniti di certificato e la classe energetica dovrà essere indicata in tutti gli annunci. Entro il 2025, tutti i certificati devono essere basati su una scala armonizzata da A a G. Rispetto alle ipotesi circolate nei giorni scorsi, la Commissione non indica delle classi energetiche minime da raggiungere, né delle scadenze.
 

Building Renovation Passport

La proposta introduce un ‘Building Renovation Passport’, un documento che fornisca ai proprietari informazioni utili a facilitare la pianificazione e la ristrutturazione graduale verso il livello di emissioni zero. La proposta definisce i ‘mortgage portfolio standards’, un meccanismo per incentivare i finanziatori a migliorare la prestazione energetica del loro portafoglio di edifici e incoraggiare i potenziali clienti a rendere le loro proprietà più efficienti dal punto di vista energetico.
 
La Commissione invita, inoltre, gli Stati membri a tenere presente la ristrutturazione nelle norme sul finanziamento pubblico e privato e ad istituire strumenti adeguati, in particolare per le famiglie a basso reddito. Secondo la proposta, non dovrebbero essere concessi incentivi finanziari per l’installazione di caldaie a combustibili fossili a partire dal 2027. Gli Stati membri - ricorda la Commissione - hanno il potere di vietare l’uso di combustibili fossili negli edifici.
 

Banche dati digitali degli edifici

Le nuove regole incoraggiano l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ITC) e delle tecnologie intelligenti per garantire che gli edifici funzionino in modo efficiente. Si richiede, inoltre, la creazione di banche dati digitali degli edifici. Per quanto riguarda la mobilità, la proposta sostiene l’introduzione di infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici negli edifici residenziali e commerciali e di parcheggi dedicati alle biciclette.
 


‘Oltre l’85% degli edifici di oggi sarà ancora in piedi nel 2050’

“Stimolare la ristrutturazione di case e altri edifici sostiene la ripresa economica e crea nuove opportunità di lavoro - ha dichiarato il vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, Frans Timmermans -. Inoltre, la ristrutturazione energetica porta a bollette energetiche più basse e alla fine l’investimento si ripaga da solo. Rimuovendo gli ostacoli alla ristrutturazione e fornendo sostegno finanziario per gli investimenti iniziali necessari, la proposta odierna sul rendimento energetico degli edifici mira ad aumentare il tasso di ristrutturazione energetica in tutta l’UE”.
 
“La maggior parte degli edifici nell’UE non sono efficienti dal punto di vista energetico e sono ancora per lo più alimentati da combustibili fossili - ha aggiunto la Commissaria per l’Energia, Kadri Simson -. Dobbiamo fare qualcosa con urgenza, poiché oltre l’85% degli edifici di oggi sarà ancora in piedi nel 2050, quando l’Europa dovrà essere climaticamente neutra. Migliorare le nostre case è anche una risposta efficace agli alti prezzi dell’energia: gli edifici con le prestazioni peggiori nell’UE consumano molte volte più energia di quelli nuovi o adeguatamente ristrutturati”.
 

Piani nazionali di ristrutturazione degli edifici

I piani nazionali di ristrutturazione degli edifici saranno integrati nei piani nazionali per l’energia e il clima (PNIEC). Ciò garantirà la comparabilità e il monitoraggio dei progressi e creerà un collegamento diretto con i finanziamenti e l’avvio delle riforme e degli investimenti necessari. Questi piani dovranno includere tabelle di marcia per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili nel riscaldamento e raffreddamento entro il 2040 al più tardi, insieme a un percorso per trasformare il patrimonio edilizio nazionale in edifici a emissioni zero entro il 2050.

La revisione della direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia fa parte delle proposte della Commissione ‘Fit for 55’ per realizzare il Green Deal europeo e la legge europea sul clima. Integra le altre componenti del pacchetto adottato nel luglio 2021, definendo la strategia per raggiungere un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050.
 

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