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Abusi edilizi, come funziona la multa alternativa alla demolizione

di Paola Mammarella

Il Consiglio di Stato spiega: le opere devono essere realizzate in parziale difformità e l’abbattimento deve risultare pericoloso per le opere legittime

Vedi Aggiornamento del 11/04/2022
Foto: Bogdan Mircea Hoda©123RF.com
19/01/2022 - In alcuni casi, gli abusi edilizi possono essere puniti con una multa anziché con la demolizione. Il Consiglio di Stato, con la recente sentenza 1/2022, ha spiegato come funziona questo meccanismo e quando è possibile la scelta.
 

Abusi edilizi, il caso

I giudici si sono pronunciati sulla realizzazione di una serie di opere in area a vincolo paesaggistico: recinzione in muratura e muretti con pali in ferro, ampliamento di un’unità immobiliare. I manufatti sono risultati difformi dal permesso di costruire. Il Comune, quindi, ha ordinato la loro demolizione.
 
Il responsabile dell’intervento ha in un primo momento presentato istanza di sanatoria edilizia e accertamento di compatibilità paesaggistica, ma queste sono state respinte dal Comune.
 
In un secondo momento, ha presentato ricorso sostenendo che, invece dell’ordine di demolizione, il Comune avrebbe potuto imporre il pagamento di una multa.
 


Multa alternativa alla demolizione e difformità parziale

I giudici hanno spiegato che la multa alternativa alla demolizione è consentita in caso di opere realizzate in parziale difformità dal permesso di costruire, quando la demolizione della parte abusiva arrecherebbe dei danni alla parte realizzata legittimamente.
 
Il CdS ha sottolineato che, nel caso in esame, si è in presenza di un abuso realizzato in totale difformità dal permesso di costruire. Il manufatto originario, infatti, è stato radicalmente trasformato dai nuovi interventi.
 


Multa alternativa alla demolizione, quando può essere decisa

I giudici hanno inoltre affermato che la multa alternativa alla demolizione può essere decisa solo nella fase esecutiva del procedimento. È quindi successiva e autonoma rispetto all’ordine di demolizione e non può essere alternativa.
 
Questo significa che prima il Comune deve emettere l’ordine di demolizione e successivamente gli interessati possono apportare le loro motivazioni per ottenere la trasformazione della sanzione.
 
La demolizione degli abusi, sottolinea il CdS, è la regola generale e solo in determinati casi, cioè in presenza di parziale difformità e di pericolo per la parte di manufatto legittimamente realizzata, si può optare per la multa.
 
Dato che i giudici non hanno rilevato la presenza di queste condizioni, e che le opere sono state realizzate in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, il CdS ha confermato la demolizione delle opere abusive.
 

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