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AZIENDE

AERtetto per il recupero di Villa Eugenia in Valpolicella

Il sistema AERcoppo® utilizzato per la riqualificazione della copertura dello storico edificio

21/02/2022 - Favorire una conoscenza che parte dalla terra, dalla memoria di un luogo, dalle sue specificità e differenze. Crescere professionalità capaci di portare nel mondo il valore di un Made in Italy che racconta un saper fare entusiasmante che nasce dal passato e guarda al futuro. Il sistema AERcoppo® è stato utilizzato per la riqualificazione della copertura di Villa Eugenia in Valpolicella, chiamata ad ospitare la sede del Corso di Studi di Enologia dell’Università di Verona.
 

La Villa e il suo territorio

Un progetto legato a doppio filo con un territorio straordinario per storia, cultura e tradizione; un intervento di ricucitura che completa la dotazione di strutture di una Facoltà Universitaria all’avanguardia che ha da sempre attenzione al patrimonio architettonico esistente, un tassello importante per guardare al futuro avendo ben in mente memoria e passato. Il complesso di Villa Eugenia e il terreno agricolo ad esso connesso, ubicato a San Pietro in Cariano in Valpolicella, specificatamente nella frazione di San Fiorano, già di proprietà della Provincia è diventato sede dell’Università di Verona ed in particolare del Corso di Studi in Enologia.
 
L’edificio si inserisce in un contesto articolato del quale fa parte anche la splendida Villa Lebrecht già sede del Dipartimento di Biotecnologie presso la quale si tiene il corso di laurea in Scienze e Tecnologie Vitivinicole ed Enologiche. Villa Eugenia ed in particolare i rustici che sono oggetto di questo intervento, rivelano da sempre una vocazione originaria legata alla terra e alla vinificazione, come testimoniano le preesistenze ed i vigneti che trovano posto nelle sue adiacenze. Un ruolo fondamentale svolto già in passato per un bene che diventa simbolicamente un ponte tra la tradizione agricola e contadina e le nuove generazioni, chiamate a traghettare nel futuro le eccellenze del Made in Italy, in particolare di una regione che sul tema del vino ha sempre guidato e alimentato la conoscenza e conseguentemente un business internazionale. Se dal punto di vista architettonico e artistico, infatti, Villa Eugenia non presentava particolari valenze, come invece accade per Villa Lebrecht, è proprio la sua identità di “luogo del fare”, di ambiente di lavoro legato alla trasformazione dei beni della terra che oggi diventano valori importanti su cui costruire i prossimi anni. Un esempio eccellente che vuole perseguire uno degli obiettivi principali al quale dovrebbero sempre tendere i percorsi universitari nel nostro paese e che troppo spesso hanno invece disatteso.
 
Ci riferiamo all’integrazione tra sapere e conoscenza diretta, vita reale, pratica sul campo. Tutto questo trova a Villa Eugenia una sintesi perfetta perché gli studenti del Corso di Enologia hanno a disposizione una vigna per seguire il lavoro sul campo, seguire tutto il processo di trasformazione e affinamento del vino, seguirne quotidianamente l’invecchiamento nella cantina della villa e alla fine completare la propria formazione in un’adeguata sala degustazione. Un microcosmo pressoché autosufficiente, coerente per qualità del progetto e dotazioni tecnologiche, un luogo che unisce teoria e pratica ma soprattutto un centro di sperimentazione, per il quale risulta fondamentale proprio la pre- senza del vigneto. Un vigneto che ha l’ambizione di diventare nel tempo un volano per tutto il territorio, come lo era in passato Villa Eugenia, che torna oggi ad essere al servizio di una comunità che guarda lontano.
 

Una nuova sede per la conoscenza del vino

Per riportare Villa Eugenia alla piena funzionalità è stato messo a punto un programma serrato di interventi piuttosto importanti che hanno interessato molti aspetti della costruzione, sia dal punto di vista strutturale, sia per quanto concerne la qualità degli ambienti e gli elementi architettonici che ne fanno parte.
L’Architetto Pier Giorgio Dal Dosso dell’Università di Verona nonché R.U.P. ci introduce i lavori: “Le condizioni dell’edificio richiedevano un progetto integrato che contemplasse la ridefinizione di un involucro performante, l’implementazione di un nuovo sistema impiantistico, la riqualificazione della copertura e la progettazione di ambienti interni funzionali e accoglienti per le diverse attività che si svolgono dentro Villa Eugenia. Il tutto nel rispetto dei caratteri e della struttura esistente. Nello specifico era necessario migliorare il comfort acustico, termoigrometrico e illuminotecnico di tutti gli spazi grazie all’impiego di sistemi avanzati che potessero allo stesso tempo limitare i consumi e contenere l’impiego di energia per una sostenibilità complessiva del progetto. Un grande lavoro è stato quindi fatto su tutti gli impianti completamente rinnovati”.
 
In primis si è lavorato quindi sul consolidamento della muratura portante tramite interventi di iniezione localizzata di malte di rinforzo, sull’ispessimento delle murature interrate e sul rifacimento dei solai dei due livelli, dei massetti e delle pavimentazioni, compreso lo spazio interrato nel quale trova posto la cantina di vinificazione con area di stivaggio e laboratorio. “Si è contestualmente analizzato il layout distributivo degli ambienti per far fronte alle nuove esigenze” prosegue la progettista e Direttore dei Lavori, l’Arch. Giovanna Mar, “e più in generale sono stati analizzati percorsi, fruizione e accessibilità di tutti gli spazi, tra i quali le sale studio e le aule didattiche. Al piano primo è stato messo a punto un ambiente polifunzionale adibito principalmente a sala degustazione ma che può essere all’occorrenza riconvertito velocemente in auditorium o spazio conferenze. Un luogo flessibile, con dotazioni tecnologiche multimediali adeguate allo svolgimento di eventi e presentazioni con possibilità di collegamento da remoto. Un ambiente nel quale appare a vista la struttura di copertura”.
 
La copertura di Villa Eugenia è piuttosto semplice e composta da un tetto a due falde il cui manto presentava diffuse situazioni di criticità dovute al cattivo stato dei coppi e alla loro posizione, oltre che alla mancanza di isolamento. Una copertura che nel complesso non assicurava né protezione adeguata né isolamento corretto e sulla quale si sono pertanto concentrate le attenzioni di tutti.
Si è in prima istanza lavorato sul consolidamento della struttura portante di copertura, preservandone i caratteri originari e integrandola con supporti ed elementi nuovi che potessero garantire stabilità e durata nel tempo.
 
Abbiamo recuperato le capriate lignee” prosegue l’Arch. Dal Dosso “intervenendo laddove necessario sulle parti ammalorate per ripristinare la piena efficienza. Non si è trattato di molti casi perché la copertura era già stata oggetto di un parziale intervento di restauro in passato. Abbiamo poi inserito elementi metallici di supporto, tra i quali una nuova trave di colmo in acciaio, che potessero consolidare il tutto e migliorare i parametri di stabilità”.
L’obiettivo successivo è stato quello di mettere a punto un pacchetto di copertura che potesse garantire prestazioni in termini di isolamento e resistenza congrue con gli obiettivi generali dell’intervento che mira a dare vita ad ambienti versatili nei quali garantire il massimo comfort per studenti e tutti coloro che frequentano gli spazi di Villa Eugenia” conclude l’Arch. Giovanna Mar.
L’orditura secondaria del tetto era costituita da tavelle in cotto, che sono state restaurate e recuperate, sulle quali è stato posato uno strato isolante di 4 cm per migliorare l’isolamento energetico e una guaina impermeabilizzante che accresce la tenuta all’acqua.
 

Efficacia ed efficienza di AERcoppo®

Per garantire una ventilazione alla copertura, per assicurare la leggerezza del pacchetto e allo stesso tempo la perfetta tenuta del manto è stato scelto il sistema AERcoppo® che ancora una volta ha dato prova di saper associare funzionalità, flessibilità e prestazioni per rispondere alle specifiche esigenze di questo progetto.
Come sottolinea l’Arch. Angelo Lauro, responsabile di commessa di Gecos s.r.l., l’impresa pugliese che si è occupata dei lavori: “Era la prima volta che utilizzavamo il sistema sviluppato da AERtetto. Non abbiamo avuto particolari difficoltà. Anzi, dopo averlo compreso bene in una prima fase abbiamo proceduto con velocità e sicurezza. L’esperienza e la conoscenza dei nostri posatori ci ha consentito di acquisire velocemente familiarità con il sistema, così da sfruttarne i pregi e prevenire possibili criticità. Sulla copertura abbiamo ad esempio la presenza di sei lucernari, tre per ciascuna delle due falde, che consentono l’apporto di luce naturale alla sottostante sala polivalente. La discontinuità del manto in queste situazioni non ha presentato particolari criticità e il sistema AERcoppo® ha permesso di completare la stesura senza difficoltà. Abbiamo rispettato gli allineamenti e grazie alla sua leggerezza è stato semplice movimentare gli elementi in cantiere. L’integrazione con i pezzi speciali ci ha permesso di risolvere tutte le situazioni di inizio e fine del manto e di integrare al meglio i nuovi elementi di lattoneria che avevamo previsto. Il sistema si è rivelato ottimale per questo progetto e contiamo di poterlo utilizzare ancora per altri interventi”.
 
Una volta completata la posa del sistema sono poi stati posizionati i coppi. Per il 70% si tratta di elementi recuperati dal tetto esistente mentre il 30% è costituito da coppi nuovi. Ora la copertura è completata e soddisfa le richieste sia in termini di tenuta che di estetica e cromia, come sottolinea l’Arch. Dal Dosso: “Abbiamo completato i lavori sul tetto a metà del 2021 e stiamo finendo gli ultimi dettagli del cantiere per quanto riguarda le finiture degli ambienti interni. Siamo molto contenti di aver utilizzato AERcoppo®, mi è sembrato la soluzione ideale per il nostro progetto e ha rispettato in pieno le nostre aspettative. Penso che il sistema possa dare il meglio di sé in molti contesti, soprattutto nel rifacimento di coperture storiche esistenti per le quali può far valere al meglio le sue caratteristiche di leggerezza”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Arch. Giovanna Mar: “L’utilizzo del sistema non ha comportato ritardi e difficoltà eccessive. Da quello che possiamo riscontrare oggi la copertura è solida e continua e pensiamo possa durare nel tempo garantendo prestazioni in termini di isolamento a tutto l’edificio. La ventilazione garantita da questa soluzione permetterà agli studenti dell’Università di utilizzare la sala polivalente sia nei mesi estivi che in quelli invernali in condizioni di assoluto comfort e benessere. La possibilità di non forare la guaina permetterà inoltre una maggiore continuità in termini di impermeabilizzazione preservando conseguentemente gli strati sottostanti per una maggiore durata del pacchetto di copertura”.


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