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Doccia walk-in, quando sceglierla e come realizzarla

Doccia walk-in, quando sceglierla e come realizzarla

Ampia e dal design minimal, ma allo stesso tempo molto funzionale, la doccia open space o free entry ha rivoluzionato il concept della stanza da bagno

Aggiornato al 21/02/2022 Vedi Aggiornamento del 31/01/2024
Doccia walk-in in cristallo FLAT D ©Agape
Doccia walk-in in cristallo FLAT D ©Agape
di Rosa di Gregorio
18/02/2022 - La doccia walk-in indica il passaggio da un concept tradizionale, che vedeva la doccia inscatolata, box doccia per l'appunto, ad un nuovo modo di concepire questo spazio, ampio e aperto. Chiusure con porte scorrevoli o a battente lasciano quindi il posto ad un ingresso libero.
 
Ma come si realizza il progetto di uno spazio doccia walk-in?
 
Prima di tutto si parte dalla planimetria del bagno. Una volta definita la posizione dei sanitari, ed in particolare del wc che è vincolante a motivo degli scarichi colonna che devono raggiungere la colonna montante, è possibile decidere dove verrà realizzata la doccia walk-in.
 
Una delle caratteristiche principali di questa tipologia di doccia è la grandezza del piatto doccia, completamente differente rispetto alle dimensioni standard come 70x70 cm, 90x70 cm ecc. Questo è dovuto non solo a fattori estetici e di comfort ma anche funzionali. Il vetro “chiude” solo una parte della doccia, quella interessata dal getto d’acqua, la restante parte è destinata all’ingresso; infatti, un altro modo di indicare le docce walk-in è appunto free entry o doccia open space. La maggiore ampiezza evita che l’acqua possa fuoriuscire.
 
Una doccia walk-in può essere:
- ad incasso;
- ad angolo;
- a centro stanza.
 
Nel primo caso la doccia può coprire tutta la lunghezza della parete minore del bagno o essere installata all’interno di una nicchia creata appositamente con delle spallette in muratura. Questa è la tipica soluzione che si adotta quando si vuole sostituire una vasca.

Doccia walk-in, quando sceglierla e come realizzarla Walk in AYO COLOUR a doppia entrata ©Flair Showers
 
In generale la doccia avrà uno sviluppo in lunghezza sui 140/160 cm, in questo caso l'ingresso sarà frontale e sarà sufficiente un vetro di 80 cm per impedire la fuoriuscita di schizzi d'acqua. Il vetro può essere installato a tutt’altezza o fino a 220 cm ma fissato con un braccetto metallico al muro. La profondità della doccia sarà indicativamente tra gli 80 e i 100 cm. Il soffione può essere posizionato sul lato lungo, in mezzeria rispetto alla doccia, se è possibile accedere da entrambi i lati, oppure sul lato corto, se si accede da un solo lato.

La zona destinata all’ingresso in doccia potrebbe essere impreziosita con nicchie incassate o con una seduta, rivestite dello stesso materiale del piatto doccia, se ad esempio quest’ultimo è a filo pavimento.
 
La tipologia angolare si realizza quando il locale bagno ha una planimetria quadrata e con lati ampi, in questo caso l'ingresso in doccia è dal lato corto; pertanto, il vetro va a coprire di solito tutta la lunghezza della doccia. Per la posizione del soffione si potrebbe scegliere di metterlo sul lato lungo esattamente in mezzeria rispetto alla doccia, se è possibile accedere da entrambi i lati; oppure sul lato corto se accedo solo da una parte.
 
Con dimensioni del bagno considerevoli la doccia può essere la vera protagonista posizionandola al centro dello spazio su una controparete in muratura. Questa soluzione è spesso utilizzata negli alberghi dove camera e bagno sono un unico openspace, ma recentemente viene scelta anche per case stile luxury.
 
Doccia walk-in, quando sceglierla e come realizzarla VITRUM Box doccia a nicchia ©DISENIA

Qualunque tipologia si scelga occorre prevedere nei pressi dell'ingresso almeno 60 centimetri liberi per agevolare entrata ed uscita dalla doccia. Per quanto riguarda il soffione, la principale precauzione è quella di installarlo nel punto più lontano rispetto all'apertura in modo che il flusso d'acqua che scende sia nella posizione opposta rispetto all'apertura. Va, inoltre, prevista una dimensione adeguata della parete in vetro, rispetto alla lunghezza della doccia, in modo che sia sufficiente a schermare le gocce d'acqua.
 
Indubbi sono i vantaggi estetici di una doccia di questo tipo ma ce ne sono anche altri di tipo funzionale come:
- l'accessibilità, soprattutto nella versione filo pavimento ovvero del tutto complanare al pavimento del bagno e quindi senza alcun gradino;
- la facilità di pulizia non essendoci il telaio del box;
- il costo contenuto. Il piatto doccia walk-in anche se di dimensioni considerevoli ha prezzi contenuti.
 
I piatti doccia walk-in possono essere in corian, marmogres, resina. Molti di essi sono venduti con piletta integrata e possono anche essere tagliati in cantiere della lunghezza che si vuole; vengono infatti definiti prodotti “fit perfectly.”
 
Un piatto doccia walk-in ha un’altezza ridotta, circa 4 cm, e può essere posato su pavimento o a filo pavimento. La versione a filo pavimento può essere realizzata, in alternativa, lavorando direttamente sulle pendenze del massetto e rivestendo successivamente la superficie della doccia con le stesse lastre usate per la pavimentazione del bagno.
 
Doccia walk-in, quando sceglierla e come realizzarla Doccia walk-in angolare BLACKBERRY QK ©Karol

Per poter realizzare un piatto doccia complanare è necessario avere almeno 13 centimetri di spazio dal livello del pavimento finito, e la pendenza per il corretto deflusso dell’acqua deve essere del 2%.
 
Qualunque tipologia si scelga è fondamentale eseguire l’impermeabilizzazione della doccia, che consente di evitare l’infiltrazione dell’acqua dalle fughe tra le piastrelle o negli spigoli tra rivestimento verticale e piatto doccia.
 
Per quanto riguarda i pannelli in vetro, essi devono essere temperati e soddisfare lo standard EN12150-1. Più spesso è il vetro, meglio è, 6-8 mm può essere considerata una misura standard.

Un problema che si potrebbe riscontrare con questa tipologia di docce è la percezione di aria fredda, a motivo dei moti convettivi che si creerebbero per la differenza di temperatura all’interno del bagno. Questo problema si può rimediare con degli accorgimenti progettuali quali la realizzazione di una parete radiante all'interno del box doccia oppure l'inserimento di un termoarredo nello spazio doccia.

 
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