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Impianto del gas per uso domestico, come essere sicuri che sia a norma

Impianto del gas per uso domestico, come essere sicuri che sia a norma

Contatore, impianto interno, tubazioni, apparecchi utilizzatori, raccordi, rubinetti di intercettazione sono gli elementi da collaudare prima della messa in opera

Aggiornato al 24/02/2022 Vedi Aggiornamento del 27/09/2022
Impianto del gas per uso domestico, come essere sicuri che sia a norma
di Rosa di Gregorio
23/02/2022 - Una casa è un insieme molto complesso di elementi: impianti, rivestimenti e finiture in diversi materiali. Gli impianti permettono alla casa di essere funzionale; infatti, nessun edificio potrebbe essere utilizzabile in assenza di impianti.
 
Gli impianti indispensabili per una casa sono l’impianto idraulico, elettrico, gas, termico e fognario; a questi si possono aggiungere altri che potenziano le funzionalità di un’abitazione come l’impianto di allarme, il fotovoltaico, solare termico e la domotica.
 
La funzionalità di un impianto è strettamente connessa alla sicurezza in fase di esercizio dello stesso. Per questo motivo, tutti gli impianti necessitano di manutenzione ordinaria e di rifacimento in caso di malfunzionamento. Un aggiornamento degli impianti non potrà che portare vantaggi soprattutto in termini di minor consumi, risparmio e sicurezza.
 
Dedichiamo questo focus al rifacimento dell’impianto del gas metano, presente nella stragrande maggioranza delle abitazioni. Per un contesto residenziale la norma di riferimento è la UNI CIG 7129 aggiornata nel 2015 che indica i requisiti di conformità di un impianto a gas (tenuta, aerazione e ventilazione, dispositivi di sicurezza, ecc.) con potenza termica inferiore a 35 kW.
 
In questo caso è l'installatore che cura il dimensionamento dell'impianto. In tutte le altre situazioni, quando questa soglia di portata viene superata, è necessario il progetto di un professionista abilitato. Si consideri che la potenza termica per un appartamento standard di 100 mè di circa 30 kW.
 
Il gas metano alimenta vari elettrodomestici quali il piano cottura, a volte il forno e la caldaia per la produzione dell’acqua calda sanitaria (ACS) e per il riscaldamento invernale. Il gas metano è un fluido altamente infiammabile e i prodotti della combustione generano monossido di carbonio, elemento tossico per l’essere umano. Da qui nasce l’esigenza della sicurezza degli impianti a gas che devono essere realizzati nel rispetto delle norme vigenti.
 
Impianto del gas per uso domestico, come essere sicuri che sia a norma Tubazione metallo-plastica per rete di gas domestico G999© Giacomini

Impianto a gas per uso domestico a norma: il contatore

Il gas metano arriva per mezzo di condutture di adduzione esterne al punto di consegna dell’ente fornitore, ovvero al contatore. Questo apparecchio misura il volume di gas che transita attraverso di esso, per questo si parla di metri cubi (mc) di gas.
 
Il contatore può essere installato all’interno o all’esterno dell’abitazione.
 

Impianto a gas a norma: l’impianto interno

A valle del contatore si sviluppa l’impianto interno che attraverso un insieme di tubazioni distribuisce il fluido ai diversi apparecchi utilizzatori (caldaia, piano cottura). In qualsiasi punto vi sia l'ingresso della tubazione gas domestica all'interno dell'involucro, è sempre obbligatorio inserire il rubinetto di intercettazione generale che esclude tutta la rete domestica.
 
Le tubazioni che costituiscono l’impianto interno possono essere installate esternamente oppure sottotraccia. Le tubazioni posate a vista possono essere in ferro, ottone, rame e acciaio inox rivestito (come, ad esempio, quelle usate per l’allacciamento della cucina). Se si usano tubazioni in multistrato, questo non possono mai essere posate a vista, ma solo sottotraccia.
 
Poi ci sono anche i tubi in materiale plastico, o più precisamente di polietilene, che sono invece particolarmente versatili e possono essere utilizzati sia per gli impianti interni, sia per la distribuzione a valle della conduttura pubblica, in quanto possono essere alloggiati anche in condutture interrate o sottotraccia.
 
Per quanto riguarda la realizzazione sottotraccia, la norma UNI CIG 7129 prescrive precise regole di sicurezza da rispettare tra cui le distanze dei percorsi delle tubazioni dagli spigoli di pareti e soffitti, e la corretta posa di rubinetti, collettori, raccordi e giunzioni.
 
È fondamentale sottolineare che nell’installazione sottotraccia, le tracce non devono mai essere utilizzate come messa a terra di apparecchi elettrici né per altri usi impropri. Inoltre, l’impianto del gas sottotraccia va segnalato per non essere accidentalmente perforato o manomesso, in corso d'opera o durante gli anni successivi per via del possibile decadimento in situazioni ambientali anomale o particolarmente critiche.

Impianto del gas per uso domestico, come essere sicuri che sia a norma Tubi flessibili per impianti domestici a gas SUPERGAS ©NPI Italia
 

I raccordi nell’impianto a gas e il collaudo

Altri elementi fondamentali di un impianto a gas sono i raccordi.
 
Secondo la UNI l’esecuzione delle giunzioni può essere effettuata con la tecnica a pressare o a saldare (detta anche a brasare), nello specifico:
- è consentita l’installazione di raccordi a pressare e a saldare nei locali non aerati e non aerabili, mentre non è ammesso l’utilizzo di raccordi filettati.
- è possibile posare tutte le giunzioni a pressare, saldate, (salvo in ogni caso i rubinetti) direttamente sottotraccia sempre annegate nella malta.
 
Nel caso di rifacimento totale dell'impianto di adduzione gas, così come per i nuovi impianti, prima di metterlo in servizio, prima cioè di averlo collegato al contatore e agli apparecchi utilizzatori, va effettuata la verifica di tenuta (o collaudo)
 
Per gli impianti domestici, con portata termica ≤ 35kW, il collaudo prevede due fasi:
1) una verifica ad alta pressione (pressione minima di 5 bar), tesa a constatare la corretta esecuzione dell’impianto e la sua idoneità meccanica.
 
Può succedere che alcuni fabbricanti di componenti per impianti a gas dichiarino non necessaria la prova ad alta pressione, in tal caso devono documentare l’utilizzo di un accorgimento tecnico specifico, come, ad esempio, la presenza del safety connection (un dispositivo di sicurezza integrato), che permetta di individuare già mediante la verifica di tenuta, eventuali raccordi non pressati.
 
2) Una verifica di tenuta (o a bassa pressione) tesa a constatare l’assenza di dispersione di gas. Sulle condutture dell’impianto non a vista, la prova di tenuta deve essere fatta prima della copertura delle tubazioni con malta.
 
Impianto del gas per uso domestico, come essere sicuri che sia a norma Raccordi in rame per impianti a gas PROFIPRESS G ©Viega Italia


Impianto a gas a norma, gli apparecchi utilizzatori

L’impianto interno con le sue derivazioni giunge ad ogni apparecchio utilizzatore. A monte di ogni tubo flessibile o rigido di collegamento fra l’apparecchio e l’impianto interno, deve sempre essere inserito un rubinetto di intercettazione, posto in posizione visibile e facilmente accessibile.
 
Se la combustione avviene in un ambiente chiuso, l’aria deve essere prelevata dall’esterno, mediante apposita apertura di ventilazione. Una condizione che ritroviamo nei locali adibiti a cucina o in quelli che hanno ancora la caldaia della tipologia camera stagna (tipo C) installata all’interno (ormai fuori commercio dal 2015 per effetto dell’aggiornamento della normativa di settore).
 
Per l’aerazione del locale cucina, oltre alla presenza obbligatoria di finestra apribile, devono essere praticati due fori nella parete, necessari per il prelievo d’aria, a compensazione di quella sottratta dalla combustione del gas.
 
La prima apertura dev’essere diretta verso l’esterno, in prossimità del soffitto, a un’altezza maggiore di 1,80 m e con una sezione netta almeno pari a 100 cm2; la seconda, diretta o indiretta, sarà praticata in prossimità del pavimento, a un’altezza comunque minore di 300 mm ed avrà una sezione netta maggiore di 100 cm2.
 
Al termine dell’installazione e dopo il collaudo, gli installatori sono obbligati al rilascio della Dichiarazione di Conformità dell’impianto (Decreto Ministeriale n. 37 del 2008).

 
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