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Edilizia scolastica, dall’8 per mille in arrivo 22,5 milioni di euro

di Paola Mammarella

Il Miur pubblica la graduatoria provvisoria: risorse a interventi post calamità e per il ripristino di solai e controsoffitti crollati

Foto: krmelda ©123RF.com
25/02/2022 - Sono in arrivo 22,5 milioni di euro per gli interventi di edilizia scolastica. Le risorse, provenienti dall’8 per mille, sono state ripartite dal Ministero dell’Istruzione con una graduatoria provvisoria, che sarà confermata dopo ulteriori accertamenti.
 

Edilizia scolastica, in arrivo 22,5 milioni di euro

A disposizione ci sono 22,5 milioni di euro, che sono stati suddivisi in tre graduatorie provvisorie tra Nord, Sud, Centro e Isole.
 
Le risorse finanzieranno interventi straordinari relativi alla ristrutturazione, al miglioramento, alla messa in sicurezza, all’adeguamento antisismico e all'incremento dell'efficienza energetica degli immobili di proprietà pubblica adibiti all'istruzione scolastica.
 
Ad ogni intervento può essere riconosciuto un contributo massimo di 400mila euro.
 

Edilizia scolastica e risorse dell’8 per mille

Secondo la Legge 107/2015, le risorse della quota a gestione statale dell’8 per mille relative all'edilizia scolastica sono destinate prioritariamente agli interventi di edilizia scolastica che si rendono necessari a seguito di eventi eccezionali e imprevedibili.
 
Il Miur ha individuato, in ordine di priorità, i criteri con cui individuare gli interventi cui destinare i contributi:
- interventi conseguenti a episodi di crollo di solai e controsoffitti;
- interventi urgenti a seguito di eventi sismici, calamitosi o eccezionali e non prevedibili;
- interventi necessari per il ripristino delle condizioni di agibilità a seguito di chiusura disposta da Autorità competente;
- interventi indispensabili per garantire il diritto allo studio e il regolare svolgimento dell’attività didattica;
- criticità dell’edificio desumibile dai dati contenuti nell’Anagrafe dell’edilizia scolastica;
- assenza di altro finanziamento pubblico per la messa in sicurezza dello stesso edificio;
- assenza di altra idonea soluzione per garantire la continuità dell’attività didattica;
- popolazione scolastica coinvolta.
 

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