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Bandi di gara, Anac: no alle clausole che esonerano dalle autodichiarazioni

Bandi di gara, Anac: no alle clausole che esonerano dalle autodichiarazioni

L’assenza di autodichiarazioni non consentirebbe di sanzionare l’eventuale falsa dichiarazione

Vedi Aggiornamento del 16/05/2023
Bandi di gara, Anac: no alle clausole che esonerano dalle autodichiarazioni
di Rossella Calabrese
09/02/2022 - Le stazioni appaltanti non possono inserire nel bando di gara clausole che prevedano che, con la presentazione dell’offerta, l’operatore economico si intende in possesso di tutti i requisiti di ordine generale, economico finanziario e tecnico organizzativo previsti ai fini della partecipazione, senza richiedere la presentazione di un’apposita autodichiarazione.
 
Lo ha affermato l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) a seguito di un procedimento avviato nei confronti di Trenitalia spa per una gara di servizi.
 
La possibilità - spiega l’Anac -, che era stata prevista nel bando, appare in contrasto con le disposizioni di cui agli articoli 80, 83 e 85 del codice dei contratti pubblici, oltre a precludere l’imputabilità della falsa dichiarazione eventualmente resa e l’irrogazione delle correlate sanzioni previste nel codice dei contratti pubblici (articolo 80, commi 5 e 12 e articolo 213).
 

La partecipazione alla gara sulla base di una simile previsione non consentirebbe, quindi - sotto il profilo sanzionatorio - di attivare i presidi previsti dal decreto legislativo 50/2016 in caso di false dichiarazioni da parte dell’operatore economico.
 
È stato chiarito, inoltre, che le disposizioni contemplanti gli oneri dichiarativi in ordine al possesso dei requisiti di partecipazione sopra richiamate trovano applicazione anche agli appalti indetti nei settori speciali (unitamente alle ulteriori norme indicate nel Titolo VI, Capo I, del Codice) e quindi si applicano agli enti aggiudicatori che sono amministrazioni aggiudicatrici o imprese pubbliche che svolgono una delle attività previste dagli articoli da 115 a 121 e a tutti i soggetti che pur non essendo amministrazioni aggiudicatrici o imprese pubbliche, annoverano tra le loro attività una o più attività tra quelle previste dagli articoli da 115 a 121 ed operano in virtù di diritti speciali o esclusivi.
 
Viceversa, per i cosiddetti appalti non strumentali, occorre verificare la natura del soggetto committente: nel caso in cui lo stesso sia qualificabile quale amministrazione aggiudicatrice e/o organismo di diritto pubblico si applicheranno le norme relative ai settori ordinari.
 
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