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Bonus edilizi, imprese e professionisti chiedono controlli preventivi per salvare la cessione dei crediti multipla

Bonus edilizi, imprese e professionisti chiedono controlli preventivi per salvare la cessione dei crediti multipla

Le proposte di costruttori e tecnici: cessione libera per gli operatori vigilati da Banca d’Italia o assicurazioni autorizzate, qualificazione sul modello post-sisma e check list per verificare la spettanza del credito

Aggiornato al 14/02/2022 Vedi Aggiornamento del 11/01/2023
Foto: portokalis © 123rf.com
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di Paola Mammarella 11/02/2022
Vedi Aggiornamento del 11/01/2023
11/02/2022 - Controlli preventivi e qualificazione degli operatori per salvare la cessione dei crediti “libera”. Sono le richieste che imprese e professionisti hanno rivolto al Governo durante il ciclo di audizioni svolto ieri in Commissione Bilancio del Senato.
 
Nella stessa occasione sono stati auditi anche i rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, che hanno messo in luce l’alto numero di frodi registrate a causa della cessione dei crediti senza limiti e le difficoltà create dal sistema anche ai cessionari in buona fede.
 
Sembra quindi chiaro che il sistema di cessione del credito, così come oggi lo conosciamo, è destinato ad essere modificato. Il punto, su cui il confronto politico è accesso, è capire se le cessioni multiple saranno ripristinate o se sarà confermata la via intrapresa con il Decreto Sostegni ter, cioè se la cessione del credito sarà limitata ad un solo passaggio.
 

Cessione crediti, chiesti controlli preventivi e qualificazione degli operatori

L’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) ha sottolineato che la stretta alla circolazione dei crediti sta bloccando le operazioni in corso, anche quelle legittime. Secondo i costruttori edili, limitare il trasferimento ad una sola cessione non scoraggia le frodi, ma rallenta le operazioni di acquisto da parte degli operatori finanziari.
 
Il divieto di effettuare ulteriori cessioni oltre alla prima, sostiene l’Ance, impedisce alle imprese di utilizzare i crediti per il pagamento delle forniture necessarie ai cantieri. Inoltre, non consente a molte banche di piccole e medie dimensioni di cedere sul mercato secondario.
 
L’uscita dei player pubblici, come Poste e CdP, e di quelli piccolo, più vicini al territorio, determinerà una riduzione della domanda di acquisto di crediti fiscali. Gli effetti saranno un aumento dello sconto praticato dagli operatori che rimarranno sul mercato. Se finora gli sconti richiesti sono stati pari a circa 10 punti percentuali sulle scadenze a 5 anni e 20 punti su quelle a 10, con le nuove regole è possibile immaginare un netto rialzo delle commissioni di sconto: 15-20 punti per le scadenza più brevi, 25-30 per quelle più lunghe.
 
Per non creare queste difficoltà e, nello stesso tempo, prevenire le frodi, Ance suggerisce di consentire la libera circolazione dei crediti per gli acquisti fatti da soggetti sottoposti a vigilanza della Banca d’Italia o da imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia.
 
Un’altra soluzione, per evitare il proliferare di imprese “improvvisate”, che Ance stima in 11.563 negli ultimi sei mesi, è l’introduzione un sistema di qualificazione che attesti la capacità delle imprese impegnate nei lavori che beneficiano dei bonus edilizi, analogamente a quanto già previsto per tutti i lavori di ricostruzione post terremoto.

Una proposta che si allinea a quella di subordinare i bonus all’applicazione dei contratti collettivi, come suggerito dal Ministro Orlando nei giorni scorsi.

A queste soluzioni, Confartigianato aggiunge la possibilità di consentire una ulteriore cessione, dopo la prima, verso soggetti collegati, direttamente o indirettamente, all’intervento e di introdurre una soglia per le cessioni a favore di persone fisiche non esercenti un’attività economica. 

Dello stesso tenore la proposta dell’Associazione nazionale costruttori di impianti e dei servizi di efficienza energetica - ESCo e Facility Management (Assistal): vietare la cessione del credito a persone fisiche e consentire una seconda cessione ai soggetti autorizzati dall’art. 106 del Testo Unico Bancario, così come la possibilità di cessioni multiple tra questi stessi soggetti qualificati.

I Consigli nazionali delle professioni coinvolte, insieme alla filiera delle costruzioni, in una riunione svolta mercoledì scorso, hanno ribadito la necessità di dare una risposta immediata, forte e unitaria al tentativo di bloccare un meccanismo che, dopo tanti anni di sofferenza, a partire dalla crisi del 2008, sta rilanciando il settore delle costruzioni

 


Cessione dei crediti, le frodi registrate

Le esigenze delle imprese, che grazie ai bonus fiscali stanno vivendo la ripresa dopo un lungo periodo di crisi, devono fare i conti con i dati sulle frodi.
 
La Guardia di Finanza ha messo in luce che si tratta prevalentemente di lavori non idonei ad ottenere la detrazione, quindi mai avviati, e di cessioni a catena che coinvolgono imprese con gli stessi legali rappresentanti, costituite in un breve arco di tempo.
 
L’Agenzia delle Entrate riporta che al 31 dicembre 2021 sono state comunicate cessioni dei crediti per oltre 38,4 miliardi di euro (0,6 miliardi nel 2020 e 37,8 miliardi nel 2021). 

Sono stati individuati crediti di imposta inesistenti per 4,4 miliardi di euro.Di questi:
- 160 milioni di euro sono stati sospesi e scartati dall’Agenzia sulla piattaforma “cessione crediti”, per effetto delle disposizioni introdotte con il Decreto antifrode, che consente all’Agenzia di effettuare tale controllo preventivo in presenza di profili di rischio;
- 2,3 miliardi sono oggetto di sequestri preventivi da parte dell’Autorità giudiziaria;
- i restanti sono oggetto di indagini in corso e di richieste di sequestro preventivo.
 

Cessione dei crediti, l’importanza dei controlli preventivi

Agenzia delle Entrate ha spiegato che la circolazione dei crediti d’imposta, qualora attuata tramite una catena di cessioni particolarmente articolata e simulata con perizia, rende complesso per l’intermediario finanziario valutare la liceità dell’operazione, con il rischio di prendere parte involontariamente a condotte fraudolente.
 
Tuttavia, sottolinea l’Agenzia, molti intermediari hanno messo a punto dettagliate check list per verificare la spettanza del credito, a prescindere dal posizionamento della catena di cessione. In questo modo hanno evitato di acquistare crediti per i quali sono emersi problemi.
 
I controlli preventivi, sostiene l’Agenzia, avvantaggiano anche i cessionari in buona fede. Nell’ipotesi in cui il credito venga disconosciuto, l’Agenzia recupera il credito d’imposta dal contribuente che lo ha indebitamente ceduto, fermo restando il diritto del cessionario in buona fede di potersene avvalere in sede di versamento delle proprie imposte. In caso di sequestro di crediti inesistenti da parte dell’Autorità giudiziaria, in quanto “cose pertinenti al reato”, tali crediti diventano inutilizzabili dal terzo cessionario, anche in buona fede.
 
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