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Bonus per la riqualificazione energetica, firmato il decreto con i prezzi massimi

di Rossella Calabrese

I massimali non comprendono IVA, oneri professionali e costi di posa in opera. FederlegnoArredo: ‘il Governo ha ascoltato le nostre ragioni’. Unicmi: ‘accolte le proposte del settore costruzioni’

Vedi Aggiornamento del 15/04/2022
Foto: VIKTOR Zadorozhniy © 123rf.com
15/02/2022 - Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha firmato il Decreto Prezzi, il provvedimento, molto atteso dal settore edile, che aggiorna i tetti massimi ai prezzi dei materiali e prodotti impiegati per gli interventi di riqualificazione energetica agevolati da bonus fiscali.

I massimali individuati - spiega il Ministero - aggiornano quelli già vigenti per l’ecobonus, con il Decreto Requisiti Tecnici e massimali di costo (DM 6 agosto 2020), aumentandoli almeno del 20% in considerazione del maggior costo delle materie prime e dell’inflazione. Inoltre, il nuovo decreto fissa i costi massimi relativi alle categorie di beni non contemplate dal DM 6 agosto 2020, come gli impianti con micro-cogeneratori.

L'Allegato A del nuovo decreto, che andrà a sostituire l'Allegato I del DM 6 agosto 2020, contiene una serie di interventi, tutti riconducibili alla riqualificazione energetica. Mancano, per esempio, voci relative ai lavori di ristrutturazione, di adeguamento sismico o di tinteggiatura di una facciata. 
 
I massimali, che saranno rivisti annualmente, non sono omnicomprensivi in modo da tener conto dell’eterogeneità dei possibili interventi, e pertanto sono stati esclusi IVA, gli oneri professionali e i costi di posa in opera.

Viene così accolta la richiesta avanzata con forza dalle imprese, allarmate da una prima ipotesi di prezzi comprendenti anche IVA e posa in opera.

Per fare qualche esempio, il costo massimo per un intervento di riqualificazione energetica globale in zona climatica A, B o C passa da 800 a 960 euro/mq, mentre in zona climatica D, E, o F da 1000 a 1200 euro/mq; i serramenti comprensivi di chiusura oscurante passano da 650 a 780 euro/mq in zona climatica A, B o C e da 750 a 900 euro/mq in zona climatica D, E, o F; una pompa di calore aria/acqua passa da 600 a 720 euro/kWt.

Per tutti i costi non previsti nel Decreto - spiega il MITE - si farà riferimento ai i prezziari predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome o ai listini delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura competenti o ai prezziari della casa editrice DEI. Per queste voci, al fine di evitare speculazioni, sarà comunque indispensabile l’asseverazione della congruità della spesa da parte di un tecnico abilitato.

A questi prezzari e listini si dovrà far riferimento anche per gli interventi di ristrutturazione edilizia, di adeguamento sismico o di tinteggiatura di una facciata.
 
Ai nuovi valori massimi deve attenersi chi fruisce di bonus per lavori di riqualificazione energetica attraverso una delle tre modalità possibili - detrazione Irpef, sconto in fattura, cessione del credito - ed è tenuto a produrre l’asseverazione della congruità delle spese.
 
I nuovi massimali di costo si applicheranno agli interventi per i quali la richiesta del titolo edilizio sia stata presentata successivamente alla data di entrata in vigore del decreto, data fissata al trentesimo giorno successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

“Con questo Decreto - commenta il ministro Cingolani - si completa l’operazione che sta portando avanti il Governo ponendo un freno all’eccessiva lievitazione dei costi riscontrata in tempi recenti e riportando il superbonus a un esercizio ragionevole che tuteli lo Stato e i cittadini venendo incontro anche alle esigenze del settore e dell’efficientamento energetico”.
 
 

FederlegnoArredo: ‘IVA e posa esclusi come da noi richiesto’

“La decisione di escludere dai massimali l’Iva, la posa e gli oneri, e al contempo di aumentarli almeno del 20%, come più volte da noi richiesto, è la conferma che il nostro obiettivo era condivisibile e corretto: consentire che la spinta propulsiva dell’edilizia non si fermasse e, al tempo stesso, che imprenditori e cittadini onesti fossero difesi dal dilagare delle frodi”. Lo dichiara Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo.
 
“Diamo atto al Governo e al ministro Cingolani di aver ascoltato le nostre ragioni - ribadisce Feltrin -. Come FederlegnoArredo abbiamo fin da subito evidenziato nelle opportune sedi e tramite la stampa che i massimali non potevano essere omnicomprensivi di Iva, oneri professionali e costi di posa in opera, che cambiano in funzione di tantissime variabili e che avrebbero, di fatto, portato le aziende a lavorare in perdita.
 
Salutiamo con grande favore anche la decisione del Governo di aumentare gli stessi massimali del 20% in conseguenza dei costi delle materie prime e dell’energia ormai trasformati in vere e proprie tasse per le aziende. Non tenerne conto avrebbe significato decretare una brusca frenata al nostro tessuto produttivo e di conseguenza al Pil del Paese”.
 

Unicmi: ‘accolte le proposte del settore delle costruzioni’

Commentando la firma del Decreto Prezzi, il Presidente di Unicmi, Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro e dei Serramenti, Guido Faré, ha dichiarato: “rendiamo atto al Ministro Cingolani di aver accolto le proposte metodologiche indirizzate al MITE dall’intero fronte associativo del settore delle costruzioni”.
 
“Aver scorporato IVA, oneri professionali e i costi della posa e aver tenuto in conto del maggior costo delle materie prime e dell’inflazione, significa mettere a disposizione delle imprese e dei consumatori un Prezzario rappresentativo della realtà. Le imprese che hanno operato con onestà, serietà e qualità nell’ambito dei bonus edilizi con la firma del Decreto Prezzi possono finalmente contare su maggiori certezze”.
  

Federcostruzioni: ‘bene il cambio di rotta su massimali’

“Federcostruzioni esprime grande soddisfazione per il cambio di rotta del ministro Roberto Cingolani, finalmente una notizia positiva che accoglie le richieste del mondo imprenditoriale” - ha affermato Paola Marone, presidente di Federcostruzioni. “Il decreto, tiene conto delle osservazioni della filiera delle costruzioni: è importante che le varie componenti di costo siano singolarmente indicate e che si tenga conto dell’aumento dei prezzi dei materiali”.
 
“Ora attendiamo di conoscere i correttivi al Decreto Sostegni Ter a cui stanno lavorando i tecnici del Governo, affinché si risolva quanto prima lo stallo generato dallo stop alle cessioni multiple dei crediti - ha aggiunto la presidente Marone -. Le continue modifiche in corsa alle norme che regolano l’utilizzo dei Bonus edilizi creano profonda incertezza nel comparto, rallentando il trend di crescita. Basti pensare che al 31 gennaio scorso si riscontravano investimenti pari a 18,3 miliardi di euro (107.588 interventi) con un incremento del 13% nell’importo rispetto al 31 dicembre 2021. Dunque, il trend riscontrato a fine dicembre di una crescita del 35,8% nell’importo, pari a 16,2 miliardi di euro, (interventi 95.718) rispetto al mese precedente si è più che dimezzato”.
 

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