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Sopraelevazione in condominio, quando può essere fermata?

Sopraelevazione in condominio, quando può essere fermata?

Tar Campania: non serve alcuna delibera se i lavori non mettono a rischio le condizioni statiche e non pregiudicano l’aspetto architettonico

Vedi Aggiornamento del 11/01/2023
Foto: Lenets Nikolai©123RF.com
Foto: Lenets Nikolai©123RF.com
di Paola Mammarella
21/02/2022 - Il proprietario dell’ultimo piano in condominio può realizzare un intervento di sopraelevazione? Quando i condòmini possono chiedere di fermare i lavori?
 
A queste domande ha risposto il Tar Campania con la sentenza 381/2022.
 

Sopraelevazione in condominio, il caso

Il proprietario di un appartamento, situato all’ultimo piano di un condominio, ha realizzato, senza titolo abilitativo, il prolungamento del pergolato, la chiusura di una porzione del terrazzo e la realizzazione di un vano deposito.
 
Successivamente ha presentato istanza di sanatoria al Comune, ma l’Amministrazione l’ha respinta spiegando, tra le varie motivazioni, che il condomino avrebbe dovuto acquisire l’autorizzazione dell’assemblea condominiale.
 
Il proprietario ha quindi presentato ricorso al Tar.
 


Sopraelevazione in condominio, non serve l’autorizzazione

I giudici hanno spiegato che, in base all’articolo 1127 del Codice Civile, il proprietario dell’ultimo piano, o del lastrico solare, può realizzare interventi di soprelevazione. Gli unici limiti sono le condizioni statiche dell’edificio.
 
I condòmini possono opporsi alla sopraelevazione solo se l’intervento pregiudica l'aspetto architettonico dell'edificio ovvero diminuisce notevolmente l'aria o la luce dei piani sottostanti.
 
Dal momento che non è emersa alcuna controindicazione per la statica dell’edificio né per l’aspetto architettonico o i diritti degli altri condòmini, il Tar ha accolto il ricorso del proprietario.
 
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