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PNRR e Agenda 2030, le opportunità per i giovani geometri

PNRR e Agenda 2030, le opportunità per i giovani geometri

Il CNGeGL indica i campi con maggior potenziale per i professionisti, come quello della riqualificazione dei borghi

Vedi Aggiornamento del 15/06/2023
PNRR e Agenda 2030, le opportunità per i giovani geometri
16/02/2022 - Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con particolare attenzione per la digitalizzazione dell’edilizia, la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare, la salvaguardia del territorio, la sussidiarietà orizzontale, la cultura dell’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche.
 
Sono stati questi i temi di “Orizzonte Giovani”, la prima iniziativa di formazione professionale del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati - appuntamento del progetto “Geofactory, laboratorio di idee under35” curato dai consiglieri CNGeGL Pietro Lucchesi e Luca Bini - alla quale hanno partecipato, la scorsa settimana, oltre duemila geometri under 35.
 
Tra i temi toccati nel corso dell’evento, quello della salubrità indoor e outdoor, al centro della relazione “Gli spazi comunitari dei prossimi decenni: il valore della salubrità” di Paola Allegri, presidente dell’associazione “Donne Geometra”.
 
Leva di un nuovo modello di sviluppo per la transizione ecologica, l’ambiente sostenibile presenta opportunità professionali con un potenziale elevatissimo per ogni fascia professionale e, in particolare, per i giovani. L’Organizzazione Mondiale della Sanità punta il dito sull’edificato degli ultimi 50 anni e sui materiali utilizzati, contenenti sostanze tossiche per l’uomo e il pianeta, al punto da richiamare gli Ordini professionali a sensibilizzare i propri tecnici, con lo scopo di orientare l’approccio progettuale su soluzioni idonee a garantire edifici salubri, da realizzare con materiali sani, intelligenti e a zero o basse emissioni.
 
A questo quadro si sommano i risultati di una indagine DOXA, diffusa a gennaio 2022, che ha evidenziato come la pandemia abbia amplificato l’attenzione degli italiani sulla qualità ambientale indoor, facendo registrare una maggiore propensione all’acquisto di prodotti edili con minor impatto ambientale, anche a fronte di un costo maggiore; e quanto le aziende per rispondere al mercato, abbiano fatto evolvere il processo di etichettatura e la certificazione di qualità indoor secondo i protocolli internazionali.
 
In questo solco si inserisce a pieno titolo la riqualificazione dei borghi che seguirà i criteri della salubrità e includerà la bonifica dal gas Radon. Per stimare indicativamente questa opportunità, basta ricordare che nei 5.552 piccoli comuni d’Italia si trova una casa vuota ogni due occupate: solo il 15% di quelle disponibili ospiterebbero 300mila abitanti, e le opere svolte all’insegna del rispetto per la salute e l’ambiente potrebbero valere 2 miliardi di euro. Nella rigenerazione possono trovare occupazione decine di migliaia di tecnici altamente qualificati.
 

Nella stessa direzione si pongono le due relazioni di Marco Caserio, geometra, progettista, docente, membro della commissione CAM, criteri ambientali minimi, dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura. L’esperto ha trattato due temi, “PNRR: perché è importante conoscere e approfondire” e “Innovare le conoscenze”, in profonda connessione fra loro per l’estrema ampiezza dei contenuti nel primo caso, e nel secondo per il forte coinvolgimento necessario da parte del professionista che dovrà abbracciare gli innumerevoli aspetti di novità.
 
In entrambe le occasioni è richiesto un approccio metodologico e culturale nuovo che colloca lo studio dello strumento al termine di un processo, privilegiando l’approfondimento delle conoscenze utili a uscire dalla cornice che solitamente inquadra l’operato del tecnico professionista. “Solo così sarà possibile per gli under35 - spiega il relatore - affrontare la sfida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e condurne la governance, esplodendone le molteplici opportunità”.
 
Una dimostrazione a chiare lettere sono le sue note che conducono il discente a incardinarsi in un rinnovato quadro globale, rafforzare il percorso spesso frammentato della piena comprensione dello sviluppo sostenibile a livello mondiale. Un esempio - a sostegno della sua tesi in premessa - è la illustrazione della strategia che rappresenta il primo passo per declinare a livello nazionale i principi e gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, adottata nel 2015 alle Nazioni Unite a livello di Capi di Stato e di Governo, assumendone i 4 principi guida: integrazione, universalità, trasformazione e inclusione.
 
Non da meno è l’invito a misurarsi nelle proprie aspirazioni, individuando con quale capacità è possibile proiettarsi nel domani fino a diventare numeri uno di quella determinata specializzazione. È una delle ragioni che spiegano l’analisi e il dettaglio accomunati dalla massima accuratezza, con cui affronta la formazione e, per esempio, solo per la qualità dell’edilizia inizia a elencare gli obiettivi specifici della funzionalità, del benessere, dell’efficienza e della competitività, che implicano una riduzione dei tempi e dei costi di realizzazione e di manutenzione minore impatto ambientale.
 

Agli scenari sopra descritti si aggiunge anche l’introduzione ai “Patti di collaborazione” che si possono stipulare fra l’amministrazione pubblica e i cittadini, in cui interviene a pieno titolo la figura tecnica di congiunzione del geometra. Alla base, una amministrazione condivisa che prevede una poliedricità di azioni, che va dal facilitare l’accessibilità delle persone con disabilità motoria, al recupero di spazi abbandonati e immobili idonei agli interventi di housing sociale e rigenerazione urbana, e al centro la sussidiarietà orizzontale, uno degli elementi ricorrenti e trasversali in ciascuna delle 6 missioni in cui si articola il PNRR.
 
Le prospettive che si possono generare con il fenomeno dell’amministrazione condivisa, tutt’altro che residuale e sempre più strategico ai fini della ricostruzione del Paese, sono diverse: basti ricordare che i comuni italiani che vi fanno ricorso sono 247 (103 al Nord, 70 al Centro e 74 al Sud), tra cui molti capoluoghi.
 
“Nell’accordo raggiunto tra Commissione, Parlamento e Consiglio di Bruxelles, le politiche pubbliche a favore dei giovani non sono più soltanto un obiettivo ‘orizzontale’ del PNRR, ma diventano presupposto e priorità assoluta - dichiara il presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli -. È chiaro che ora tocca a noi, esponenti di categoria e di una generazione resiliente come poche nella nostra storia, assumerci la responsabilità di (ri)creare un ecosistema favorevole ad iniziative dal ‘basso’, che si alimentano di competenze condivise, networking, modelli organizzativi innovativi e flessibili”.
 
“Quando i nostri under35 saranno nel pieno della maturità professionale - conclude Savoncelli - i giovani che identifichiamo oggi come Next Gen saranno i loro principali clienti ed è difficile immaginare che le loro richieste possano andare in una direzione diversa rispetto a quella indicata dal PNRR e dall’Agenda 2030 in termini di sostenibilità ambientale indoor e outdoor”.
 
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