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PROFESSIONE Equo compenso, non piacciono le sanzioni per i professionisti che accettano compensi bassi
NORMATIVA

Caro materiali, chiesti meccanismi flessibili e più risorse

di Paola Mammarella

Emendamenti presentati da maggioranza e opposizione propongono aumenti dell’importo dei lavori in corso e del Fondo per l’adeguamento dei prezzi

Vedi Aggiornamento del 06/05/2022
Foto: salvo77na © 123RF.com
29/03/2022 - Per contrastare l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, ed evitare il blocco dei cantieri, la parola d’ordine è fare presto.
 
Vanno in questa direzione una serie di emendamenti presentati, sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, al disegno di legge di conversione del Decreto Energia (DL 17/2022).
 
Le proposte emendative chiedono un aumento delle risorse destinate al fondo per l’adeguamento dei prezzi, ma soprattutto dei meccanismi flessibili, che rendano possibile rinegoziare l’importo del contratto in fase di esecuzione.
 

Caro materiali e adeguamento dell’importo del contratto

Gli emendamenti chiedono che, per i lavori in corso di esecuzione, per i quali l’offerta è stata presentata entro il 2020, le Stazioni Appaltanti adeguino il prezzario ai prezzi correnti di mercato quali desumibili da listini di carattere nazionale e internazionale e comunque per una percentuale non inferiore al 20% e sottoscrivano un atto aggiuntivo per adeguare l’importo contrattuale residuo ai nuovi prezzi a partire da gennaio 2022.
 
Nelle procedure di affidamento in corso, per le quali non siano scaduti i termini per la presentazione delle offerte, se il progetto a base di gara è stato redatto su un prezzario non adeguato, le Stazioni Appaltanti dovranno annullare le offerte e provvedere all’aggiornamento del prezzario.
 
Si tratterebbe di un meccanismo automatico, da attivare per ogni gara, più veloce e tempestivo rispetto agli adeguamenti previsti dalla normativa.
 

Caro materiali come causa di forza maggiore

Le richieste delle forze politiche mirano anche a tutelare l’appaltatore da eventuali ritardi o inadempimenti dovuti all’innalzamento dei prezzi.
 
Per molti appaltatori, infatti, l’approvvigionamento dei materiali è diventato più difficile e può impedire il regolare svolgimento dei lavori.
 
Se gli emendamenti saranno approvati, questi casi saranno considerati cause di forza maggiore e non comporteranno l’applicazione di penali o decadenze.
 

Caro materiali e fondo per l’adeguamento dei prezzi

Gli emendamenti chiedono anche di portare da 150 milioni di euro a 300 milioni (o in alcuni casi a 600 milioni) la dotazione del fondo per l’adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzione.
 
Se per le altre richieste il Governo dovrà valutare l’impatto economico dei meccanismi di adeguamento automatico, su questo punto sembrano esserci degli spiragli. Nei giorni scorsi, infatti, durante un’audizione sull’attuazione del PNRR, svolta nelle Commissioni riunite Bilancio, Lavori pubblici e Politiche europee del Senato, il Ministro per le infrastrutture e la mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha annunciato che sono stati stanziati 270 milioni di euro per le compensazioni relative al primo semestre del 2022 per i contratti in corso e 280 milioni di euro per le nuove opere. Queste risorse si aggiungeranno ai 200 milioni di euro già stanziati (100 milioni con il Decreto Sostegni bis e 100 milioni con la Legge di Bilancio 2022).

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