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Codice Appalti, col ddl delega arriva il sistema obbligatorio di revisione dei prezzi

Codice Appalti, col ddl delega arriva il sistema obbligatorio di revisione dei prezzi

Nel testo, che ha ottenuto l’ok del Senato, anche valorizzazione dei CAM e nuova disciplina sulle varianti in corso d'opera

Vedi Aggiornamento del 24/02/2023
Foto: Twitter @SenatoStampa
Foto: Twitter @SenatoStampa
di Paola Mammarella
11/03/2022 - Attenzione alle variazioni dei prezzi dei materiali da costruzione, valorizzazione dei criteri ambientali minimi, modifica della disciplina sulle varianti in corso d'opera e maggiore apertura alle piccole e medie imprese. Sono alcuni dei cardini su cui poggerà il nuovo Codice Appalti.
 
Il disegno di legge delega è stato approvato dal Senato e ora deve passare alla Camera, che potrà proporre altre modifiche al testo.
 

Codice Appalti e caro materiali

Una delle novità più importanti, introdotta nella delega, è la volontà di contrastare gli effetti negativi dell’aumento dei prezzi delle materie prime. Il caro materiali ha messo in difficoltà molte imprese e ha fatto capire che gli incrementi sono dovuti a cause imprevedibili.
 
Il sistema economico si è trovato impreparato, soprattutto per la mancanza di strumenti con cui reagire rapidamente agli aumenti.
 
Il ddl delega ha accolto queste esigenze prevedendo un sistema obbligatorio di revisione dei prezzi, da attivare al verificarsi di particolari condizioni di natura oggettiva ed eccezionale e non prevedibili al momento della formulazione dell’offerta.
 
Agli eventuali oneri, derivanti da questo meccanismo, si provvederà con le risorse del quadro economico degli interventi e con altre risorse a disposizione della stazione appaltante, da utilizzare nel rispetto delle procedure contabili di spesa.
 


Codice Appalti, progettazione e attenzione all’ambiente

Sarà ridefinita la disciplina delle varianti in corso d’opera. Nei limiti previsti dall'ordinamento europeo, sarà possibile la modifica dei contratti durante la fase dell'esecuzione. Il Codice Appalti attualmente vigente ha cercato di ridurre questo fenomeno prescrivendo che a base di gara sia posto il progetto esecutivo. La necessità di semplificare e velocizzare gli affidamenti ha annacquato questo obbligo e il nuovo ddl delega, fin dalla prima stesura, riconosce la possibilità di ridurre i livelli di progettazione. Per evitare che i costi lievitino e i tempi per la realizzazione delle opere si dilatino, il nuovo Codice Appalti dovrà prevedere dei precisi meccanismi di controllo.
 
Secondo il ddl delega, se le Amministrazioni aggiudicatrici affideranno gli incarichi di progettazione al personale interno, dovranno sottoscrivere apposite polizze assicurative per la copertura dei rischi di natura professionale. I costi delle polizze saranno a carico delle Amministrazioni.
 
Per conformarsi alle recenti modifiche alla Costituzione, che annovera la tutela dell’ambiente tra i princìpi fondamentali, il ddl delega prevede non solo l’obbligatorietà dei Criteri ambientali minimi (CAM), ma anche la loro valorizzazione in fase di gara.
 

Codice Appalti, PMI e trasparenza

Per favorire la partecipazione delle PMI, il ddl delega prevede la possibilità di suddivisione in lotti sulla base di criteri qualitativi o quantitativi. Sarà inoltre vietato l’accorpamento artificioso dei lotti, pratica che rende le gare accessibili solo alle grandi imprese.
 
Nelle gare di importo inferiore alle soglie europee, le Stazioni Appaltanti potranno selezionare gli operatori attraverso il sorteggio, o altro metodo casuale dei nominativi, solo in presenza di situazioni particolari specificatamente motivate.
 
Le cause di esclusione saranno razionalizzate e semplificate in modo che le regole per la partecipazione alle gare diventino certe e inoppugnabili.
 
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