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Ricostruzione post sisma, non serve l’autorizzazione paesaggistica

Ricostruzione post sisma, non serve l’autorizzazione paesaggistica

Dal Ministero della Cultura le linee guida per la ricostruzione conforme degli edifici inagibili nelle aree vincolate

Vedi Aggiornamento del 27/01/2023
Foto: Roman Motizov©123RF.com
Foto: Roman Motizov©123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 27/01/2023
11/03/2022 - Non serve l’autorizzazione paesaggistica preventiva della Soprintendenza per la ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma nelle aree vincolate. Lo ha affermato il Ministero della Cultura, che ha spiegato anche quando una ricostruzione può essere considerata conforme all’edificio preesistente. La precisazione è importante per la corretta qualificazione dell’intervento edilizio e la possibilità di ottenere i bonus fiscali.
 
Con una nota, inviata alle Soprintendenze dei territori colpiti dagli eventi sismici, il Ministero ha spiegato il contenuto di due circolari, emanate lo scorso ottobre, e del parere dell’Ufficio giuridico del Commissario per la ricostruzione.
 

Ricostruzione post sisma e autorizzazione paesaggistica

Il Ministero ribadisce che “non necessitano di autorizzazione paesaggistica gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche con totale demolizione e ricostruzione, conformi agli edifici preesistenti, che non prevedono incrementi volumetrici o di superfici, salve le modeste variazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica e di sicurezza degli impianti tecnologici, nonché quelle necessarie per l’efficientamento energetico dell’edificio e per l’adeguamento agli standard igienico sanitari”.
 
L’autorizzazione, aggiunge poi il Ministero, non serve neanche “per le modifiche dei prospetti negli interventi di ricostruzione” previsti dalla legge sul sisma.
 


Ricostruzione post sisma, è un intervento di ristrutturazione

Il Commissario alla ricostruzione ha spiegato che si tratta di un’eccezione, appositamente prevista per semplificare la realizzazione degli interventi di ricostruzione.
 
Normalmente, invece, nelle aree vincolate è sempre necessaria l’autorizzazione paesaggistica, mentre gli interventi che implicano un aumento della volumetria o della superficie necessitano del permesso di costruire.
 
Il chiarimento, scrive il Commissario in una nota sul sito dedicato alla ricostruzione, è importante per evitare che un intervento di ricostruzione possa essere qualificato come nuova costruzione e, in quanto tale, essere escluso dal Superbonus. Il presupposto per ottenere la detrazione maggiorata, infatti, è che l’intervento si qualifichi come ristrutturazione.
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