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Appalti, clausola di revisione dei prezzi nei bandi per servizi e forniture

di Paola Mammarella

L’Anac aggiorna il bando tipo con un meccanismo di adeguamento obbligatorio per rispondere al caro materiali

Vedi Aggiornamento del 12/05/2022
Foto: Katsiaryna Lenets©123RF.com
08/04/2022 - Per far fronte al caro materiali, l’Autorità nazionale anticorruzione ha aggiornato il bando tipo n.1 inserendo una clausola per la revisione dei prezzi.
 

Bando tipo, l’ambito di applicazione

Il bando tipo si riferisce alle gare per l’affidamento di contratti di servizi e forniture di importo superiore alle soglie comunitarie, svolte con procedura aperta e sistemi totalmente telematici, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.
 
Il bando tipo riguarda quindi le procedure che, per importo, si collocano al di sopra  della soglia di 140mila euro per le gare bandite dalle autorità governative centrali e di 215mila euro per quelle bandite da altre amministrazioni.
 
Nel novero di questi appalti rientrano le gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, ma anche l’acquisto di macchinari o altri componenti necessari alla realizzazione di infrastrutture.

Il bando tipo viene aggiornato periodicamente dall'Anac sulla base delle novità normative che intervenfono a modificare il settore degli appalti pubblici.
 

Bando tipo, entra la clausola di revisione dei prezzi

Con il nuovo bando tipo, tra gli elementi fondamentali che le stazioni appaltanti sono tenute ad inserire nella documentazione di gara c’è anche la clausola di revisione dei prezzi.
 
La modifica del bando tipo è stata predisposta per adeguarsi alle novità del Decreto “Sostegni-ter” in base al quale, nei bandi di gara pubblicati dal 28 gennaio 2022 al 31 dicembre 2023, devono essere inserite apposite clausole di revisione dei prezzi e che si attiverà un meccanismo di compensazione delle variazioni di prezzo, in aumento o in diminuzione, dei singoli materiali da costruzione.
 
Ricordiamo inoltre che il ddl di conversione del decreto “Ucraina” (DL 21/2022) prevede che il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims) possa riconoscere un’anticipazione pari al 50% dell’importo richiesto dalle imprese al Fondo per l’adeguamento dei prezzi.
 
Un sistema obbligatorio di revisione dei prezzi è previsto anche dal disegno di legge delega per la riforma del Codice Appalti.
 
Questi meccanismi fino ad oggi sono stati facoltativi, ma la situazione di crisi in atto ha spinto le forze politiche e di Governo ad attivarsi per arrivare ad un sistema più flessibile.
 

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