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LAVORI PUBBLICI

Qualità dell’abitare, cosa si realizzerà con il Pinqua da 2,8 miliardi di euro

di Rossella Calabrese

I progetti dei Comuni per il contrasto al degrado delle periferie, l’efficientamento dell’edilizia pubblica e la rigenerazione urbana

Vedi Aggiornamento del 24/05/2022
Progetto di ABDR per il Comune di Teramo
19/04/2022 - La mitigazione dei rischi idrogeologici e la valorizzazione di infrastrutture verdi e paesaggio autoctono di Corigliano Rossano (CS); la ricostruzione della piramide demografica della città attraverso una comunità integrata nella natura a Cuneo; la ricucitura nello spazio e nel tempo mantenendo l’identità storica dell’area ai margini del centro storico di Teramo.
 
Sono alcuni dei progetti che saranno realizzati nell’ambito del PINQuA, il Programma innovativo nazionale sulla qualità dell’abitare da 2,8 miliardi di euro, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), e che sono stati presentati la scorsa settimana dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili nel Museo MAXXI di Roma.
 
Nell’incontro - al quale hanno partecipato la vice-segretaria generale dell’Anci e componente dell’Alta Commissione PINQuA, Stefania Dota e il ministro per le Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini - sindaci e amministratori locali hanno illustrato i progetti per il contrasto al degrado delle periferie, l’efficientamento dell’edilizia residenziale pubblica e la rigenerazione urbana.
 
“Il programma PINQuA è un esempio di buona amministrazione e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti che ha come obiettivo quello di migliorare la qualità la vita delle persone - ha sottolineato Stefania Dota -. Dobbiamo ripensare le politiche urbane privilegiando il concetto della qualità dell’abitare attraverso la trasformazione urbanistica della città fondata sulla sostenibilità sociale, economica e culturale”.
 
“Il 72% dei progetti finanziati - ha proseguito Dota - sono stati presentati dai Comuni e il 10% dalle Città metropolitane. Il programma ha fatto da apripista rispetto alle procedure adottate che auspichiamo ci consentiranno di rispettare i tempi stringenti del PNRR. Sono attivi già 4 accordi quadro attivati da Invitalia per 69 soggetti attuatori per 261 interventi che valgono complessivamente 820 milioni di euro”.
 
“Dietro ogni progetto del PINQuA ci sono iniziative per la rigenerazione urbana, che non è soltanto ‘riqualificazione’ degli edifici e degli spazi. Per la rigenerazione - ha spiegato il Ministro Giovannini - servono progetti che coinvolgano i territori e le comunità locali”. Il Ministro ha quindi sottolineato “la risposta straordinaria” del Mezzogiorno al programma PINQuA. “La quota elevata di progetti del Sud risultati vincitori non è il risultato di un algoritmo ma della qualità delle proposte. È necessario che le amministrazioni investano nella progettualità”.
 


I progetti finanziati dal PINQuA

Il progetto “Nuove Energie per l’Abitare - SchiavoNEA” del Comune di Corigliano Rossano (CS) punta ad incrociare le esigenze dei cittadini garantendo la sicurezza degli abitanti dai rischi idrogeologici e valorizzando le infrastrutture verdi e il paesaggio autoctono. “Per noi il Pinqua rappresenta uno strumento decisivo e dirompente per ripartire con una nuova marcia - ha sottolineato il sindaco Flavio Stasi -. Abbiamo concepito l’abitare come senso di comunità riqualificando non in termini meramente edilizi ma con una proiezione verso il futuro pensando ad una rigenerazione sotto il punto di vista sociale ed economico del nostro patrimonio urbanistico”.
 
Interventi integrati sia di edilizia sociale che di riqualificazione urbana puntando alla valorizzazione della scuola come motore, sequenza e ritmo dell’intera città. È questo il focus del progetto “Quartiere & Innovazione” del Comune di Mantova che ha saputo coinvolgere diversi attori locali. “Quando progetti pubblici sono ben mirati - ha sottolineato il sindaco Mattia Palazzi - riescono a coinvolgere anche soggetti privati in grado di rivitalizzare le nostre città e quartieri”.
 
A Cuneo invece si è puntato su una comunità integrata nella natura. Un progetto innovativo coerente con la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile del territorio sul modello della smart city. Il sindaco Federico Borgna ha illustrato il cuore del progetto basato sul concetto di rigenerazione non solo riqualificazione: “Il focus non sono i cantieri che da soli non bastano ma le funzioni che si vogliono portare nello spazio. Ci siamo basati sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu, sugli Sdgs per ricostruire la piramide demografica della città”.
 
“Caruggi, rigenerazione del centro storico” è il progetto pilota del Comune di Genova che prevede 19 interventi integrati che si intersecano con i principi della green economy illustrato dall’assessore all’urbanistica, Simonetta Cenci. “Siamo orgogliosi che Genova sia stata scelta come progetto pilota - ha detto il sindaco Marco Bucci -. È una grande scommessa, vogliamo che la zona dei Caruggi possa ritornare ad essere spazio da vivere garantendo servizi ai cittadini: dalla mobilità al verde urbano”.
 
Il Comune di Roma ha proposto invece un progetto per la demolizione di un edificio scolastico e la realizzazione di residenze pubbliche (70 alloggi) coinvolgendo la comunità locale. “L’amministrazione ha voluto creare un percorso sinergico - ha spiegato l’assessore Maurizio Veloccia - coinvolgendo anche le principali Università di Roma mettendo assieme le intelligenze del territorio”.
 
La proposta del Comune di Milano, “Metropoli di quartieri. Infrastruttura per l’abitabilità nei quartieri della città pubblica”, presentato dall’assessora alla mobilità, Arianna Censi, parte dalla necessità di costruire un’idea di comunità, del bello e del verde per “nuova tessitura sociale che genererà grandi opportunità per i territori”.
 
Il Comune di Teramo ha illustrato gli aspetti innovativi del progetto per la riqualificazione di un ampio complesso di edilizia residenziale pubblica ai margini del centro storico. “Il progetto Pinqua è fondamentale per noi in una città in cui ci sono ancora 4 mila persone sfollate in seguito al sisma. La nostra è una città che vive un disagio abitativo profondo per questo attraverso il progetto - ha detto il sindaco Gianguido D’Alberto - abbiamo voluto garantire una ricucitura sia nello spazio che nel tempo mantenendo l’identità storica dell’area. Abbiamo pensato ad un intervento per le persone e partecipato che ha coinvolto i cittadini”.
 
Il dibattito si è concluso con la presentazione del progetto del Comune di Lecce sulla rigenerazione dell’ex Galateo, una ex struttura ospedaliera per garantire nuovi servizi per la cittadinanza con l’intervento dell’assessore regionale all’urbanistica Anna Grazia Maraschio.
 

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