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Il professionista chiude la Partita Iva? Ecco come incassare i pagamenti non riscossi

di Paola Mammarella

L’Agenzia delle Entrate spiega come regolarizzare la propria posizione fiscale

Foto: goodluz©123RF.com
28/04/2022 - Il professionista non dovrebbe chiudere la Partita Iva prima di aver incassato i pagamenti per le prestazioni svolte. Nel caso in cui lo abbia fatto, spiega l’Agenzia delle Entrate con la risposta 218/2022, ci sono delle alternative per risolvere la questione.
 

Pagamento del professionista, il caso

L’Agenzia ha analizzato il caso di un avvocato (ma potrebbe trattarsi di qualunque professionista) che, in seguito al suo trasferimento all’estero, ha chiuso la Partita Iva.
 
Dopo la chiusura della Partita Iva, riceve la notifica della liquidazione di un compenso per un’attività svolta alcuni anni prima, quando risiedeva in Italia ed era in possesso di regolare Partita Iva.
 
Il professionista ha quindi chiesto chiarimenti su come incassare il pagamento e si è appellato alla Legge 247/2012, che consente l’esercizio della professione forense nonostante il trasferimento all’estero.
 


Compenso del professionista senza Partita Iva

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato in prima battuta che il riferimento normativo proposto dal professionista riguarda le modalità di collaborazione dei titolari di Partita Iva, mentre la questione deve essere analizzata sulla base del Testo unico sulle imposte sui redditi - Tuir (Dpr 917/1986).
 
L’Agenzia ha chiarito che la Partita Iva non può essere chiusa se ci sono adempimenti pendenti, relativi ad operazioni attive o passive. La posizione, quindi, deve rimanere attiva fino a quando il professionista ha parcelle ancora da riscuotere e fatturare.
 
Per documentare correttamente i redditi relativi alle prestazioni effettuate nel periodo in cui il professionista svolgeva la sua attività professionale in Italia, ci sono due alternative:
- l'imputazione dei compensi che non abbiano ancora avuto manifestazione finanziaria al momento della chiusura della posizione IVA ai redditi relativi all’ultimo anno di attività professionale;
- il mantenimento della posizione IVA individuale fino all'ultimazione di tutte le operazioni fiscalmente rilevanti, permettendo così l'emissione della fattura e la dichiarazione dei redditi nell'anno di imposta in cui si realizza l'incasso del credito, in applicazione del principio di cassa.
 
Dal momento che la Partita Iva è stata chiusa prima che fossero concluse tutte le attività ad essa connesse, il professionista deve chiedere la riattivazione della propria posizione fiscale e, al momento dell'effettivo incasso dei singoli crediti, deve emettere fattura per prestazione di lavoro autonomo e dichiarare i compensi come reddito professionale.
 

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