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Architettura e paesaggio rurale, entro il 24 giugno i progetti vincitori dei bandi regionali

Architettura e paesaggio rurale, entro il 24 giugno i progetti vincitori dei bandi regionali

Disponibili 590 milioni di euro per dare una nuova vita a mulini, frantoi, stalle, abbeveratoi, ponti e muretti a secco

Vedi Aggiornamento del 30/06/2022
Foto: bwzenith © 123rf.com
di Rossella Calabrese
25/05/2022 - Entro il 24 giugno le Regioni presenteranno al Ministero della Cultura (MiC) l’elenco delle domande ammesse ai bandi per il restauro e la valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale.
 
Lo fa sapere il MiC ricordando che, con il DM 18 marzo 2022, ha assegnato alle Regioni e alle Province autonome le risorse - a valere sul PNRR - destinate al finanziamento di interventi di recupero di insediamenti tipici dell’architettura e del paesaggio rurale.
 
Nei giorni successivi, tutte le Regioni hanno avviato i bandi per la selezione degli interventi, sulla base di un format di avviso predisposto dal MiC. Entro il 24 giugno trasmetteranno al Ministero l’elenco delle domande ammesse al finanziamento.
 
Con 590 milioni di euro saranno quasi 4 mila i progetti che riceveranno un finanziamento in linea con gli obiettivi di tutela del patrimonio culturale e degli elementi caratteristici dei paesaggi rurali.
 

Mulini ad acqua o a vento, frantoi, caseifici, fienili, ricoveri, stalle, essiccatoi, forni, abbeveratoi, ponti, muretti a secco e simili che non sono stati irreversibilmente alterati nell’impianto tipologico originario, nelle caratteristiche architettonico-costruttive e nei materiali tradizionali impiegati - spiega il MiC - potranno tornare a nuova vita.
 
“Questi bandi, che coinvolgono tutte le regioni del nostro Paese, consentono di sostenere progetti di restauro e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale dando un fondamentale impulso all’economia, senza per questo, allentare la tutela del Paesaggio. I procedimenti avvengono nel pieno rispetto dell’art.9 della Costituzione”. Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini.
 
La concessione del contributo sarà determinata da apposite commissioni nominate dalle Regioni, in cui sarà presente un rappresentante designato dal ministero. Il contributo è concesso, fino ad un massimo di 150.000 euro come forma di cofinanziamento per un’aliquota dell’80%.
 
Il contributo è portato al 100% se il bene è oggetto di dichiarazione di interesse culturale.
 
Le misure del fondo disponibile variano a seconda della Regione, l’obbiettivo è invece uguale per tutti: promuovere le aree interne e le zone rurali per tornare a crescere.
 
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