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AERtetto firma la nuova copertura dello Studentato San Giobbe a Venezia

di aer tetto

12/05/2022 - Un grande intervento che si inserisce nel più ampio programma di accoglienza di studenti internazionali avviato dallo IUAV di Venezia ormai tempo fa. Un complesso esteso e articolato che porta con sé le tracce di un passato industriale e che oggi si trasforma in luogo accogliente e sicuro nel quale competenze e provenienze diverse si confrontano per alimentare un sapere comune. Il sistema per coperture AERcoppo di AERtetto ha contribuito al progetto di recupero dello Studentato di San Giobbe, parte del Campus più esteso della città.

Un traguardo che sembrava irraggiungibile
Il tema degli alloggi per studenti nelle città universitarie del nostro Paese è quanto mai di attualità. La richiesta è cresciuta esponenzialmente e la pausa dovuta alla pandemia non ne ha di certo minato l’escalation. Sempre più spesso studenti provenienti da ogni parte del mondo sono alla ricerca di alloggi nuovi e ben organizzati, con spazi consoni a privacy e concentrazione, con ambienti comuni di condivisione, preferibilmente ubicati nel centro città e quindi dotati di collegamenti agevoli con le sedi universitarie e con i principali centri attrattivi del tessuto urbano.

Da tempo Venezia ha avviato un processo di riqualificazione di complessi esistenti per adibirli a studentati, proponendosi in maniera attrattiva nei confronti di un’utenza sempre più esigente. Un processo virtuoso che da un lato permette di recuperare edifici dismessi con una lunga storia alle spalle, dall’altro permette di portare nella città lagunare competenze e conoscenze provenienti da mondi diversi che contaminandosi diventano energia positiva per aumentare la conoscenza e progettare il futuro.
In questo percorso si inserisce la residenza studentesca di San Giobbe dell’Università Ca’ Foscari, inaugurata alla fine dello scorso anno, con la quale si completa il Campus economico dell’Università (il più grande campus della città) occupando un’area da sempre ambita, quella dell’ex Macello di San Giobbe, che si trova fronte laguna e guarda verso l’entroterra e il ponte della Libertà.

Un progetto, comprensivo d’interventi di restauro e nuova edificazione, che diventa simbolo di ripartenza. Da un lato perché l’inizio dei primi lavori risale addirittura a oltre 25 anni fa, dall’altro perché questo è un luogo simbolo della città. Qui Le Corbusier aveva progettato il “suo” ospedale , che non è mai stato realizzato, e dopo trentacinque anni dalla prima bozza di progetto redatta dagli studi Ballardini e Spigai (1986) per il recupero dell’intera area di San Giobbe e delle sue preesistenze industriali, il polo di Economia dell’Università Ca’ Foscari viene finalmente completato. Si tratta di un complesso molto ampio che comprende, oltre agli spazi dedicati a uso esclusivo dell’università, anche alcuni ambienti condivisi con la cittadinanza, con le associazioni, con il territorio, scelta che favorisce quel mixed-use che è senza dubbio garanzia di successo dell’intera area.

Oggi i 229 posti letto disponibili risultano tutti occupati” ci racconta il R.U.P. l’Arch. Marlene Magnaini di Cà Foscari “a conferma di una richiesta ancora da soddisfare e di un intervento che ha garantito alti standard qualitativi e di comfort ma anche di un dna green che ne fa uno degli edifici più sostenibili di Venezia. Lo studentato di San Giobbe è infatti dotato di solare termico e fotovoltaico, recupero dell’acqua piovana, e sfrutta tecnologie avanzate per il risparmio energetico come i contatti magnetici e i sensori di presenza per abilitare luci e impianti”. Gli studenti trovano quindi ambienti accoglienti e confortevoli, accessibili facilmente grazie al collegamento veloce alla stazione garantito dal nuovo ponte pedonale intitolato a Valeria Solesin, la ricercatrice veneziana uccisa nell’attentato al Bataclan del 2015.

La struttura e gli spazi
Un intervento ampio e articolato, progettato dall’architetto Vittorio Spigai, in collaborazione con Massimiliano Condotta e Maurizio Brufatto, e con gli ingegneri Fausto Frezza e Pierluigi Da Col. Complessivamente sono coinvolti 7 edifici, due dei quali recuperati e cinque di nuova edificazione, che si sviluppano su 5 piani per un totale di circa 6.600 mq di superficie di cui 1.000 destinati a servizi.
Il Geom. Dario Segalla, referente dell’impresa esecutrice CMB Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi sintetizza così la complessità dell’intervento “A San Giobbe abbiamo lavorato su più fronti, utilizzando tecniche costruttive evolute per il particolare contesto nel quale ci trovavamo ad operare. Abbiamo demolito alcuni fabbricati che versavano in pessime condizioni, abbiamo condotto operazioni di bonifica del terreno e allargato la sponda sul canale per avere più spazio disponibile. Abbiamo realizzato fondazioni su micropali e consolidato gli edifici vincolati. Tutte le nuove costruzioni prevedono una struttura portante in calcestruzzo e tamponature in laterizio con rivestimento in mattoni faccia a vista”.

Per quanto riguarda i due edifici esistenti vincolati sono state mantenute le facciate, in mattoni con finitura a intonaco, mentre sono state riviste interamente le strutture interne per far fronte alla nuova destinazione d’uso.

Il piano terra è dedicato ai servizi (bar-caffetteria, sale prove musicali e teatrali), aperti anche alla città come dalla convenzione tra ateneo e Comune. I piani superiori sono invece destinati alla casa dello studente (alloggi e relativi servizi), con ingresso autonomo e uffici al piano terra. Le camere, singole o doppie, arredate e fornite di bagno privato, sono destinate a studenti fuori regione e dall’estero (circa il 30% sono internazionali). Ogni soluzione è completamente arredata, dotata di ogni comfort e permette di godere della propria privacy per le attività di studio.

Il campus è una città nella città con molti ambienti comuni, progettati in base alle specifiche esigenze degli occupanti: sala studio, aree relax e living, palestra, lavanderia interna, rooftop attrezzato con vista sulla laguna e chiostro interno sul quale si affaccia il bar caffetteria aperto anche al pubblico. “Dobbiamo garantire il giusto mix di funzioni” prosegue l’Arch. Magnaini “che possa favorire la socialità degli studenti e un confronto costante e quotidiano. Quest’area porta con sé le tracce di un passato che l’hanno vista essere sede del macello, di un cantiere nautico e di altre attività produttive. Ora rivive per essere la casa dei giovani, per continuare a scrivere pagine di storia della nostra città ma non solo”. Fondamentali risultano in questo senso gli spazi all’aperto. Piccole piazze, cortili, giardini e camminamenti diventano luogo di incontro e socialità indispensabili per l’equilibrio di relazioni all’interno del Campus.

Dal punto di vista formale, i riferimenti all’architettura del territorio sono evidenti nella scelta di materiali, colori e texture. Dai mattoni faccia a vista alle coperture in rame con leggera ossidazione, materiale che si ritrova anche in alcuni dettagli dei balconi, per i nuovi edifici e tetti in coppi per le parti recuperate. Caratteri estetici che si integrano al meglio con gli altri interventi che hanno coinvolto l’intero comparto di San Giobbe per una continuità estetica che oggi permette a chi transita via acqua di “leggere” un fronte omogeneo e articolato, fatto di pieni e vuoti, di portici, aggetti e arretramenti. La complessità dei volumi genera, anche all’interno del Campus, campi prospettici affascinanti, percorsi che si intersecano, camminamenti coperti che connettono le diverse funzioni e regolano i flussi di studenti.

Il tema complesso delle coperture
La maggior parte degli edifici culmina con una copertura piana con rivestimento in rame, soluzione che associa caratteristiche funzionali a un’immagine in linea con i temi proposti dall’architettura veneziana. Nei due corpi esistenti però la copertura è tradizionale, con coppi su tetto a falde. Proprio in queste due situazioni è stata coinvolta AERtetto per la stesura del manto, come ricorda il R.U.P, Arch. Magnaini: “Abbiamo proposto per i due edifici vincolati l’utilizzo del sistema AERcoppo® per la copertura come variante migliorativa. Io lo conoscevo per via di alcuni interventi già portati a termine in passato sugli edifici dell’Università e mi sembrava la soluzione ideale anche per queste parti del progetto. La copertura per forma e colore identifica i due edifici esistenti, sottolinea le preesistenze e ricorda l’origine produttiva del sito”.

Le caratteristiche del sistema sono apparse sin da subito un ottimo punto di partenza per definire una corretta copertura. La leggerezza complessiva degli elementi, la possibilità di non forare la guaina per fissare i piedini, la ventilazione garantita alla copertura. Un insieme di prestazioni che ha convinto progettisti e costruttori come sottolinea il Geom. Segalla: “Abbiamo rifatto completamente la copertura dei due edifici partendo dall’impiego di un solaio tradizionale per la parte strutturale al quale è stato poi sovrapposto uno strato isolante e successivamente una guaina impermeabilizzante ardesiata. A quel punto abbiamo iniziato a posare AERcoppo® mantenendo un allineamento pressoché perfetto. Sulla copertura sono presenti una decina di lucernari ma siamo riusciti ad assicurare continuità, allineamenti e perfetto ancoraggio degli elementi anche nei pressi di queste interruzioni. I coppi, tutti nuovi, definiscono oggi un manto coeso e privo di discontinuità. Conoscevo le caratteristiche del sistema perché l’avevamo già utilizzato nello Studentato di Santa Marta con un buon successo e forti di quell’esperienza abbiamo potuto procedere con maggiore celerità e sicurezza. La copertura è stata completata nella metà dello scorso anno e al momento non abbiamo avuto alcun problema. Siamo convinti della validità del sistema e lo utilizzeremo sicuramente in altri progetti”.

Conclude in perfetta sintonia anche l’Arch. Magnaini: “Siamo molto contenti del risultato ottenuto che rispecchia a pieno le nostre aspettative tecnico-estetiche. Il sistema AERcoppo® si è rivelato molto utile per l’impiego nelle nostre coperture garantendo leggerezza e facilità di posa. Gli edifici esistenti che abbiamo recuperato costituiscono la memoria storica del luogo ed è molto bello che gli studenti possano viverli ricordando cos’erano e quale importanza avevano nel sistema di relazioni della città. La loro riqualificazione diventa in questo senso ancora più importante e le nuove coperture finiscono poi per simboleggiare questo senso di appartenenza. Per San Giobbe siamo certi di aver scelto la soluzione giusta che ci permetterà di garantire le prestazioni della copertura nel tempo, limitando gli interventi di manutenzione straordinaria anche grazie alla ventilazione sottocoppo che preserva i materiali da un ammaloramento eccessivo”.
Il progetto di San Giobbe conferma come AERcoppo® sappia inserirsi al meglio in contesti diversi, preservando forme e caratteri di edifici storici dal passato importante ma dialogando allo stesso tempo con strutture contemporanee che possano traghettare nel futuro lo spirito e l’attenzione per tecnologie e sistemi che fanno la differenza.

AERtetto su Edilportale.com
 

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