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RISPARMIO ENERGETICO

Rinnovabili, più estese le aree idonee all’installazione

Nel Decreto Aiuti anche fotovoltaico sui tetti delle aziende agricole e autorizzazioni più spedite

Vedi Aggiornamento del 21/06/2022
Foto: zhengzaishanchu©123RF.com
18/05/2022 - Accelerare la transizione energetica, diminuire la dipendenza dalle fonti di energia fossile e alleggerire i costi a carico delle imprese, gravate dai rincari del prezzo dell’energia. Puntano a questi obiettivi alcune misure del Decreto “Aiuti” (DL 50/2022), pubblicato in Gazzetta, come l’estensione delle aree idonee all’installazione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
 

Rinnovabili, aumentano le aree idonee all’installazione

Il Decreto Aiuti amplia le aree idonee all’installazione degli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
 
Nelle aree idonee all’installazione vengono incluse quelle che non sono ricomprese nel perimetro dei beni sottoposti a tutela e che non ricadono nella fascia di rispetto dei beni sottoposti a tutela.
 
La fascia di rispetto è determinata considerando una distanza dal perimetro di beni sottoposti a tutela di sette chilometri per gli impianti eolici e di un chilometro per gli impianti fotovoltaici.
 
Queste aree si sommano a quelle previste dal Decreto Legislativo 199/2021, con cui l’Italia ha recepito la Direttiva 2018/2001/UE (RED II), e integrate dal DL 17/2022 (convertito nella Legge 34/2022), cioè:
- i siti ove sono già installati impianti della stessa fonte e in cui vengono realizzati interventi di modifica non sostanziale;
- le aree dei siti oggetto di bonifica individuate secondo le regole del Codice Ambiente;
- le cave e miniere cessate, non recuperate o abbandonate o in condizioni di degrado ambientale;
- i siti e gli impianti nelle disponibilità delle società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.
 

Rinnovabili, autorizzazioni semplificate

Le procedure autorizzative semplificate, previste per le aree idonee dal Decreto Legislativo 199/2021, si applicano anche alle infrastrutture elettriche di connessione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e a quelle necessarie per lo sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, qualora strettamente funzionale all’incremento dell’energia producibile da fonti rinnovabili.
 
Il Ministero della Cultura, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto, deve stabilire criteri uniformi di valutazione dei progetti di impianti di energia da fonti rinnovabili, idonei a facilitare la conclusione dei procedimenti, assicurando che la motivazione delle eventuali valutazioni negative dia adeguata evidenza della sussistenza di stringenti, comprovate e puntuali esigenze di tutela degli interessi culturali o paesaggistici, nel rispetto della specificità delle caratteristiche dei diversi territori. 
 

Fotovoltaico e imprese agricole

Il decreto contiene misure per facilitare l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle aziende agricole e accelerare la transizione ecologica.
 
Le imprese agricole possono incrementare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per realizzare, sui tetti delle proprie strutture produttiveimpianti fotovoltaici aventi potenza eccedente il consumo medio annuo di energia elettrica, compreso quello familiare, e la vendita in rete dell’energia elettrica prodotta.
 

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Altri commenti
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Renato V.

Buongiorno, oltre alle aree che si sommano a quelle previste dal Decreto Legislativo 199/2021, con cui l’Italia ha recepito la Direttiva 2018/2001/UE (RED II), e integrate dal DL 17/2022 (convertito nella Legge 34/2022), cioè: - i siti ove sono già installati impianti della stessa fonte e in cui vengono realizzati interventi di modifica non sostanziale; - le aree dei siti oggetto di bonifica individuate secondo le regole del Codice Ambiente; - le cave e miniere cessate, non recuperate o abbandonate o in condizioni di degrado ambientale; - i siti e gli impianti nelle disponibilità delle società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (da integrare - 'e dei gestori di infrastrutture ferroviarie nonché delle società concessionarie autostradali') ci siano anche quelle previste dal punto ((c-ter) e cioè: ((c-ter) esclusivamente per gli impianti fotovoltaici, anche con moduli a terra, in assenza di vincoli ai sensi della parte seconda del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42: 1) le aree classificate agricole, racchiuse in un perimetro i cui punti distino non più di 300 metri da zone a destinazione industriale, artigianale e commerciale, compresi i siti di interesse nazionale, nonché' le cave e le miniere; 2) le aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti, questi ultimi come definiti dall'articolo 268, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché' le aree classificate agricole racchiuse in un perimetro i cui punti distino non più di 300 metri dal medesimo impianto o stabilimento; 3) le aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 150 metri)). Saluti.

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