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AZIENDE

AERtetto per l’ex Jutificio a Piazzola sul Brenta

Il sistema per tetto ventilato AERcoppo® è stato impiegato nella ristrutturazione di diversi edifici racchiusi in un unico contesto

29/06/2022 - Il sistema per tetto ventilato AERcoppo® è stato impiegato nella ristrutturazione dell’Ex Jutificio a Piazzola sul Brenta, proprio di fronte a Villa Contarini, nel centro storico del paese. Un intervento organico e articolato che ha interessato l’involucro di diversi edifici racchiusi in un unico contesto, un progetto di riqualificazione che nasce dall’esigenza di intervenire sulle facciate e sulla copertura anche per sfruttare bonus fiscali e agevolazioni statali. 

Contesto e stato di fatto

Un territorio dalle nobili origini, un paese segnato da eventi importanti ed episodi che si intersecano con la storia d’Italia e che ancora oggi lasciano testimonianze evidenti nel tessuto urbano e nei suoi edifici più celebri. Piazzola sul Brenta è a soli 20 Km da Padova e deve per lo più la sua fama al complesso monumentale seicentesco di Villa Contarini, una residenza nobiliare di campagna il cui nucleo originario è probabilmente opera di Andrea Palladio, o degli architetti della sua scuola, e l’immagine attuale riporta allo stile dell’eclettismo ottocentesco. Proprio nell’800 fu l’illuminato imprenditore tessile Paolo Camerini a dare nuovo impulso al territorio con un riassetto urbanistico e la creazione di una comunità agricola e industriale autosufficiente.

In questo movimento si inserisce la costruzione, nei primi anni del Novecento, di un complesso molto esteso adibito alla lavorazione della juta: lo Jutificio Camerini. La villa, gli annessi e il villaggio operaio che si insediò lì nelle vicinanze costituirono un corpus unico con la convivenza proficua di agricoltori e operai che per anni diede slancio e prestigio al territorio. Poi, gradualmente, il declino e dalla metà del Novecento l’abbandono dello Jutificio, una struttura complessa con numerosi corpi di fabbrica e volumi racchiusi in un recinto che si relazionavano a spazi all’aperto e percorsi interni. Una situazione di degrado che durò fino agli anni duemila, con l’attuazione di un piano particolareggiato di iniziativa pubblica, avviato nel 1990, che ha ridato slancio all’area, grazie a una buona sinergia tra soggetti pubblici e privati. Un intervento complicato per il bene soggetto al recupero, un esempio virtuoso di riqualificazione attenta di fabbricati di archeologia industriale che ha visto, per quanto riguarda gli spazi originariamente destinati all’attività produttiva, la restituzione alla collettività con funzioni espositive, terziarie, commerciali e di ristorazione, mentre l’area occidentale, che comprendeva i magazzini dei prodotti, è stata ridestinata a edilizia residenziale. Il tutto senza perdere i caratteri identitari e la memoria storica degli edifici.

Il progetto di riqualificazione, che si è concretizzato negli anni 2002-2005, ha previsto quindi la ridefinizione degli spazi residenziali realizzati negli ex magazzini mantenendo inalterata la metrica degli spessi paramenti murari in laterizio ma anche la costruzione di nuovi corpi di fabbrica con la conseguente riorganizzazione dei percorsi interni. Dal punto di vista tecnologico, nuove strutture in carpenteria metallica, solette in acciaio e legno e piani di copertura a doppia falda, hanno reso staticamente indipendenti le recenti opere edili dalle murature storiche, che presentavano notevoli sbrecciature e ampie porzioni mancanti. Le campiture dei pilastri originali e la sequenza delle aperture che scandivano i prospetti sono state preservate mentre nel rispetto del disegno ottocentesco, nuove finestrature regolari hanno definito la partizione interna degli ambienti e il taglio differenziato delle unità abitative.

Dopo meno di vent’anni, il complesso denominato “Ex Jutificio”, che ha nella vecchia ciminiera il proprio simbolo riconoscibile, necessitava di un nuovo intervento di riqualificazione articolato attraverso processi di manutenzione ordinaria, restauro e risanamento conservativo delle facciate esterne e del manto di copertura di alcuni blocchi edilizi. Così l’Arch. Isabella Magello, Progettista e Direttrice Lavori ci introduce il progetto: “In totale si è operato su dieci volumi a destinazione residenziale, commerciale e direzionale dislocati su una superficie complessiva di oltre 13.000 mq, edifici che dal progetto degli anni duemila non erano più stati interessati da interventi di manutenzione significativi. Sia le facciate, caratterizzate da diversi tipi di finitura come mattoni storici facciavista, mattoni pieni di nuova fabbricazione, rivestimenti lapidei in Pietra Serena, doghe in legno, intonachini acrilici e tinteggiature ai silicati, che i manti di copertura, versavano in evidente stato di degrado”.

L’intervento di riqualificazione e la copertura

Proprio per l’eterogeneità dei volumi, del sistema costruttivo e dei materiali utilizzati, si è provveduto a individuare singolarmente per ciascuno di essi le più idonee tecniche di recupero e riqualificazione. In particolare, ci si è concentrati sulle diverse finiture che contraddistinguono le facciate e sull’analisi puntuale del loro stato di conservazione e degrado. Analisi che ha interessato l’involucro in tutte le sue parti, dalla muratura dei prospetti esterni ai serramenti delle parti comuni fino alla copertura. La volontà era quella di migliorare le performance energetiche dell’involucro mantenendo inalterate le valenze estetiche della composizione seguendo le cromie e le caratteristiche dei materiali dei prospetti esistenti.

Continua l’Arch. Magello: “Gli interventi di progetto hanno interessato solo parti comuni condominiali, che hanno potuto usufruire quindi della detrazione fiscale definita “Bonus Facciate” e “Bonus Ristrutturazione”. Nel primo caso sono rientrati tutti gli interventi di pulitura, restauro, rinnovo delle finiture esterne dei prospetti e degli elementi architettonici che li compongono, visibili da strade o aree ad uso pubblico. Nel secondo specificatamente le coperture che necessitavano di una revisione generale del manto in coppi per rottura e spostamento degli elementi che rivestono le falde dei tetti dovuti essenzialmente all’azione degli agenti atmosferici. Coppi che erano posati direttamente sulla guaina per mezzo di malte e schiume poliuretaniche, soluzione non più percorribile a livello normativo e allo stesso tempo inefficace nel lungo periodo. Inoltre era necessario verificare la tenuta dello strato di impermeabilizzazione sottostante e controllare le linee di smaltimento delle acque meteoriche, i canali di gronda e i pluviali per rimuovere depositi di terriccio, fogliame e materiale organico”.

La condizione della copertura non prevedeva infatti la possibilità di procedere con interventi puntuali ma è stato necessario ricorrere allo smontaggio dell’intero manto, alla verifica delle condizioni dei coppi e alla scelta degli elementi da conservare. Per questi ultimi si è proceduto alle operazioni di pulitura.
Una volta rimossi i coppi si è passati alla riparazione puntuale della guaina impermeabilizzante laddove necessario e alla nuova stesura del manto.
 

AERcoppo®, salubrità e durata della copertura

Per il nuovo manto di copertura si è optato per una soluzione a secco senza l’utilizzo di malta o schiume secondo la norma UNI 9460, che consentisse di ottenere un tetto ventilato senza forare la guaina impermeabilizzante appena riqualificata.
Il nostro obiettivo” sottolinea la progettista “era quello di garantire la ventilazione della copertura che da un lato contribuisse a una migliore efficienza dell’intero involucro dal punto di vista dell’isolamento termico, dall’altro assicurasse la salubrità del manto riducendo i fenomeni di degrado. La scelta è ricaduta sul sistema AERcoppo® che non avevo mai utilizzato ma conoscevo per aver approfondito le informazioni relative ad altri progetti nei quali era stato utilizzato con successo. Mi sembrava potesse rispondere al meglio alle nostre richieste e alle specifiche del contesto proprio per le sue caratteristiche intrinseche”.

AERcoppo® assicura infatti una camera di ventilazione pari a 600 cm2/m, grazie all’impiego di elementi di sopralzo puntiformi ossia piedini distanziatori in polipropilene copolimero additivato ai raggi UVA, di forma trapezoidale con dimensioni di base 8x5,5cm ed altezza 3,5cm e con struttura ad alette interne per la continuità del passaggio d’aria, inseriti nel retro del coppo, muniti di staffa di aggancio per il coppo successivo e dentelli antiscivolo sulla loro base di appoggio e senza necessità di fissaggio meccanico su piano. Una soluzione adottata per l’intervento di Piazzole sul Brenta la cui copertura è caratterizzata da falde disomogenee e di pendenza diversa che proprio per questo presentavano ovvie difficoltà nel mantenimento degli allineamenti.
 
I lavori sulla copertura sono stati condotti dall’impresa la Edilproject s.r.l. di Padova, che nella figura del titolare e legale rappresentante, il Dott. Giacomo Avventi, ci racconta come si sono svolte le operazioni di posa: “Avevamo già completato alcuni lavori con il sistema AERcoppo® e lo riteniamo una soluzione molto interessante per le caratteristiche tecniche già elencate tra cui la possibilità di non forare la guaina e la capacità di garantire la ventilazione della copertura. In questo intervento le difficoltà erano rappresentate dall’eterogeneità delle coperture, dalle diverse inclinazioni delle falde, dalla presenza di lucernari, abbaini e comignoli. Elementi che inevitabilmente finiscono per proporre delle difficoltà sulle quali abbiamo ragionato per trovare soluzioni specifiche utilizzando anche i pezzi speciali forniti da AERtetto. Proprio in questi punti abbiamo integrato inoltre la lattoneria esistente, sostituendola laddove danneggiata irrimediabilmente. Complessivamente abbiamo proceduto con una buona velocità e siamo riusciti a ottenere un buon allineamento del manto. I lavori sulle coperture sono durati circa sei mesi”.
Abbiamo recuperato circa l’80% dei coppi esistenti” prosegue Avventi “limitando molto l’utilizzo di nuovi elementi con un conseguente risparmio economico. Ora il manto è continuo e omogeneo anche a livello cromatico e siamo sicuri che possa mantenere inalterate le sue prestazioni nel tempo”.

I lavori sulle coperture, un’estensione complessiva notevole, sono durati circa sei mesi e si sono conclusi con soddisfazione da parte di tutti gli attori in campo come ci conferma l’Arch. Magello: “Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto e del comportamento del sistema AERcoppo® in fase di posa. Il sistema si è rivelato efficiente e facile da posare anche laddove potevano sorgere criticità e ostacoli. Le garanzie offerte ci rassicurano sulla tenuta del manto e sulla durata complessiva della copertura. Siamo convinti di aver fatto la scelta giusta, il tempo ce lo dirà”.

AERtetto su Edilportale.com

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