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URBANISTICA Nuova legge urbanistica, ecco la proposta dell’INU
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Codice Appalti, nuove regole per le gare da gennaio 2023

di Paola Mammarella

In arrivo nuovi CAM, riduzione dei livelli di progettazione e delle stazioni appaltanti, incarichi gratis in casi eccezionali, clausola contro il caro materiali

Vedi Aggiornamento del 05/08/2022
Foto: szefei©123RF.com
28/06/2022 - Dal nuovo anno cambieranno le regole dei contratti pubblici. Le gare saranno regolate dal nuovo Codice Appalti.
 
La legge delega è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 giugno. Non essendoci indicazioni particolari, entrerà in vigore 15 giorni dopo, cioè il 9 luglio. A partire da questa data, iniziano a decorrere i sei mesi di tempo per l’approvazione del nuovo Codice Appalti, che dovrà quindi avvenire entro il 9 gennaio 2023.
 
La stesura del nuovo Codice Appalti, in cui il Consiglio di Stato avrà un ruolo fondamentale, dovrà seguire i 31 princìpi definiti dalla delega. Tra questi, molti hanno destato l’attesa dei professionisti, che in alcuni casi non sono d’accordo con le novità in arrivo.
 

Incarichi gratis in casi eccezionali

La legge delega sancisce il divieto di prestazioni professionali gratuite, salvo in casi eccezionali e previa motivazione. I professionisti temono rischi per l’applicazione del principio dell’equo compenso.
 

Riduzione livelli della progettazione

La delega prevede la riduzione dei livelli di progettazione per semplificare le procedure di aggiudicazione, ma i progettisti pensano che la misura comprometterà la qualità e la centralità del progetto posto a base di gara. 
 


Caro materiali e revisione dei prezzi

Le Stazioni Appaltanti dovranno obbligatoriamente inserire, nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti, un regime obbligatorio di revisione dei prezzi al verificarsi di particolari condizioni di natura oggettiva e non prevedibili al momento della formulazione dell'offerta, compresa la variazione del costo derivante dal rinnovo dei contratti collettivi.
 

CAM e sostenibilità

Il nuovo Codice dovrà garantire l’aumento del grado di ecosostenibilità degli investimenti pubblici. Saranno quindi definiti nuovi criteri ambientali minimi, differenziati per tipologie ed importi di appalto. Per l’applicazione dei nuovi decreti in materia di CAM, verrà previsto un periodo transitorio.
 

Riduzione e qualificazione delle stazioni appaltanti

La delega prevede la riduzione e la riorganizzazione delle stazioni appaltanti. L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha messo a punto delle linee guida per la riqualificazione delle Stazioni Appaltanti e delle centrali di committenza. Tra gli obiettivi c'è la riduzione delle Stazioni Appaltanti, che sono 36.000, con 100.000 centri di costo.
 

Divisione in lotti e agevolazioni per le PMI

Per favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese alle gare d’appalto, la Delega prevede criteri premiali per l'aggregazione di impresa e l’obbligo di motivare la decisione di non suddividere gli appalti in lotti. 
 

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