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Caro-materiali: via alle compensazioni per gli aumenti del secondo semestre 2021

di Rossella Calabrese

Domani 15 luglio il Mims inizierà a pagare alle stazioni appaltanti gli importi riconosciuti a seguito dei rincari. In arrivo le Linee guida per i prezzari regionali

Vedi Aggiornamento del 04/08/2022
Foto: Andriy Popov © 123rf.com
14/07/2022 - Domani 15 luglio il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) inizierà a versare alle stazioni appaltanti gli importi richiesti a titolo di compensazione per gli aumenti dei prezzi dei materiali da costruzione registrati nel secondo semestre 2021. Le stazioni appaltanti, a loro volta, provvederanno a rimborsare le imprese titolari degli appalti.
 
Lo fa sapere il Mims in un comunicato.
 
Per quanto riguarda invece i nuovi bandi, il Ministro Enrico Giovannini ha firmato il decreto che approva le Linee guida per la determinazione dei prezziari regionali per il 2022, che verranno usati come base del calcolo degli importi delle opere messe a gara. Le Linee guida hanno ricevuto l’intesa della Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 6 luglio.
 

Compensazioni per gli aumenti del 2021

I pagamenti riferiti al secondo semestre dello scorso anno - si legge nella nota - riguardano l’anticipazione del 50% degli importi risultati dalle richieste di compensazione. Nel dettaglio, al 27 giugno 2022, termine per la presentazione delle domande attraverso l’apposita piattaforma informatica, il Mims ha ricevuto 1.017 istanze di cui 983 ritenute corrette.
 
Alla luce di successive verifiche, 136 stazioni appaltanti sono state escluse per mancato rispetto dei requisiti, mentre per 218 è necessario condurre ulteriori approfondimenti. Sono quindi 629 le richieste delle stazioni appaltanti considerate immediatamente solvibili, corrispondenti a 1.136 interventi da parte degli operatori economici, per un totale di 31,6 milioni di euro.
 
In aggiunta alle risorse messe a disposizione e in via di erogazione da parte del Mims, le stazioni appaltanti, come prevede la normativa, hanno rimborsato direttamente, con propri fondi, gli operatori economici per un importo di 15,3 milioni di euro.
 

Il Ministero segnala di aver adottato, per il versamento degli importi alle stazioni appaltanti, in accordo con la Ragioneria Generale dello Stato, una procedura accelerata che consente il pagamento contestuale a più operatori con un unico mandato, innovazione che ridurrà i tempi di ricezione delle somme da parte delle imprese.
 
Per quanto riguarda le compensazioni riferite al primo semestre del 2021, il Mims ha terminato il pagamento alle stazioni appaltanti dell’anticipo del 50% degli importi risultanti dalle istanze di accesso al Fondo compensazioni (circa 21 milioni, su un importo totale di 42 milioni di euro).
 

Il ricorso al TAR dell’Ance blocca i pagamenti

Purtroppo - aggiunge il Ministero -, non si è potuto procedere al versamento del saldo a causa della recente sentenza del TAR che ha accolto il ricorso dell’Ance in merito alla metodologia adottata per la determinazione degli adeguamenti dei prezzi di alcuni materiali, sentenza che ha avuto come effetto immediato il congelamento del saldo da versare alle imprese.
 
Il Mims fa sapere di essersi opposto alla sentenza con la richiesta di sospensiva dell’efficacia del ricorso, il quale - spiega - danneggia soprattutto le piccole e medie imprese, al fine di dimostrare non solo la correttezza della metodologia impiegata, ma anche lo sforzo compiuto, in collaborazione con l’Istat, l’Unioncamere e i Provveditorati alle opere pubbliche, per migliorare le fonti informative utilizzate per calcolare i dati sulla cui base vengono effettuati i rimborsi.
 

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