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NORMATIVA

Mario Draghi si è dimesso da Presidente del Consiglio

di Rossella Calabrese

Superbonus, Draghi: ‘il meccanismo di cessione dei crediti è stato disegnato senza discernimento’

Vedi Aggiornamento del 28/07/2022
Foto: quirinale.it
21/07/2022 - Mario Draghi si è dimesso da Presidente del Consiglio e il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha sciolto le Camere.

Questa mattina, dopo una breve comunicazione alla Camera dei deputati - "Chiedo di sospendere la seduta perché sto recandomi dal presidente della Repubblica per comunicargli le mie determinazioni" -, Draghi è salito al Quirinale dove è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Draghi, dopo aver riferito in merito alla discussione e al voto di ieri presso il Senato, ha reiterato le dimissioni sue e del Governo da lui presieduto e ha rimesso l’incarico nelle mani del Capo dello Stato che ne ha preso atto. Nel pomeriggio Mattarella ha ricevuto la presidente del Senato Elisabetta Casellati e il presidente della Camera Roberto Fico. Successivamente ha firmato il decreto di scioglimento delle Camere affinché vengano indette nuove elezioni. 

"Lo scioglimento anticipato del Parlamento - si legge nella nota del Quirinale - è sempre l’ultima scelta da compiere, particolarmente se, come in questo periodo, davanti alle Camere vi sono molti importanti adempimenti da portare a compimento nell’interesse del nostro Paese. Ma la situazione politica che si è determinata ha condotto a questa decisione. La discussione, il voto e le modalità con cui questo voto è stato espresso ieri al Senato hanno reso evidente il venir meno del sostegno parlamentare al Governo e l’assenza di prospettive per dar vita a una nuova maggioranza. Questa condizione ha reso inevitabile lo scioglimento anticipato delle Camere".
 
 

Le comunicazioni di Draghi al Senato

Lo ‘scontro’ tra il Governo e i partiti si è consumato ieri in Senato: con 95 voti favorevoli, l’Aula di Palazzo Madama ha votato la fiducia al premier Draghi in Senato ma i numeri sono stati considerati troppo bassi per proseguire il cammino del Governo.
 
Nei giorni e nelle ore precedenti al voto si sono succeduti annunci e colpi di scena, fino alla decisione di ciascun gruppo parlamentare di esprimersi con un sì (PD, LEU IPF, Cambiamo!) o con un no (FdI) oppure di astenersi (FI, Lega assenti, M5S presente ma non votante).
 
Dal lungo discorso che Draghi ha tenuto in Senato, segnaliamo uno dei passaggi di più diretto interesse per il nostro settore: “Per quanto riguarda le misure per l’efficientamento energetico e, più in generale, i bonus per l’edilizia - ha detto Draghi -, intendiamo affrontare le criticità nella cessione dei crediti fiscali, ma al contempo ridurre la generosità dei contributi”.
 
Nel suo intervento, il senatore Ettore Licheri (M5S) ha detto: “Davanti a quelle 40.000 aziende che in questo momento non posso pagare gli stipendi dei dipendenti perché è stata bloccata loro la cessione dei crediti fiscali, cosa rispondiamo oggi? Non possiamo dire oggi, come dice lei, che affronteremo il problema del superbonus con un tavolo, perché noi non siamo politici di professione, ma sappiamo che quando non si hanno le idee chiare su qualcosa si parla di aprire un tavolo per affrontare la questione”.

“Ma quelle persone stanno aspettando di capire se per lei il problema è la cessione dei crediti fiscali. Qui stiamo cercando di capire se il superbonus lo si frena perché è una misura dei Cinque Stelle, mentre si accampa la scusa di presunte frodi dell’uno per cento o altro. Stiamo cercando di capire se i complimenti che ci ha fatto la Commissione europea sono sinceri e se è questa la strada che dobbiamo percorrere per inseguire i moltiplicatori economici, come Nomisma ha detto solo quattro giorni fa”.
 
 

‘Cessione dei crediti disegnata senza discernimento’

La replica di Mario Draghi è stata allora più esplicita: “Quanto al superbonus, sapete quello che ho sempre pensato in proposito, ma il problema non è il superbonus, sono i meccanismi di cessione che sono stati disegnati”.
 
Chi ha disegnato quei meccanismi di cessione, senza discrimine e senza discernimento, è lui (o lei, o loro) il colpevole di questa situazione - ha aggiunto -, in cui migliaia di imprese stanno aspettando i crediti. Ora bisogna riparare al malfatto, bisogna tirar fuori dai pasticci quelle migliaia di imprese che si trovano in difficoltà”.
 
Sul superbonus si è espressa anche la senatrice Barbara Lezzi (M5S): “Voi che avete prodotto ben undici modifiche, adesso dite che volete aprire un tavolo tecnico? Avete messo in ginocchio migliaia di imprese e di famiglie che avevano avviato i lavori. Avete messo in ginocchio un intero comparto, che ha portato - anche quello - alla crescita e dopo undici modifiche non siete stati in grado di migliorarlo?”.
 
“Avete combinato soltanto caos su caos, ogni mese una modifica - ha aggiunto Lezzi -; eppure quella è la stabilità che serve all'economia, ai comparti che lavorano e hanno bisogno della stabilità e della serietà delle regole e non queste pagliacciate infinite con Draghi che accusa i promotori di questa legge di essere stati gli autori della più grande truffa della storia d’Italia”.
 

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