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Equo compenso e rigenerazione urbana, Fondazione Inarcassa: ‘i ddl non vedranno mai la luce’

di Paola Mammarella

Presidente Fietta: ‘serve una stagione di riforme e stabilità, il PNRR resta il tema centrale attorno cui declinare le politiche dei prossimi anni’

Vedi Aggiornamento del 05/08/2022
Foto: Facebook Fondazione Inarcassa
29/07/2022 - I disegni di legge sull’equo compenso e sulla rigenerazione urbana non vedranno mai la luce. Lo ha affermato il Presidente di Fondazione Inarcassa, Franco Fietta, che ha inviato una lettera aperta a politici e istituzioni per chiedere una stagione di riforme e stabilità.
 

Equo compenso e rigenerazione urbana, lo stato dei fatti

La crisi di Governo e lo scioglimento delle Camere hanno provocato uno stravolgimento dell'attività parlamentare. In Parlamento ci sono infatti disegni di legge da approvare, che potrebbero subire ritardi o arenarsi. Tra questi, il ddl sull'equo compenso e quello sulla rigenerazione urbana. 

Il ddl sull'equo compenso è stato approvato dalla Camera a ottobre 2021 e, a fine giugno, è stato anche approvato dalla Commissione Giustizia del Senato senza modifiche. L'Aula del Senato avrebbe molto probabilmente convalidato il testo, che invece rimane in sospeso. 

Il ddl sulla rigenerazione urbana è invece in uno stadio meno avanzato. il ddl ha assunto la sua forma definitiva nel 2021, ma a marzo 2022 è stato 
bloccato dalla Ragioneria dello Stato per il rischio di generare costi troppo alti e di sovrapporsi ai finanziamenti del PNRR. A maggio il Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha annunciato lo sblocco e a luglio il testo risultava calendarizzato in Commissione
 

Equo compenso e rigenerazione urbana, Fondazione Inarcassa: impatto per i professionisti

"La crisi di governo ha lasciato sul tavolo molte questioni aperte: il Parlamento che uscirà dalle urne il prossimo 25 settembre raccoglierà una eredità pesante. Pensiamo all’equo compenso, una legge tanto attesa dai professionisti e su cui la Fondazione Inarcassa non ha mancato di sollecitare il legislatore con opportune correzioni durante i lavori parlamentari. Eppure, questa crisi di governo ha riportato il provvedimento al nastro di partenza, nonostante manchi soltanto il via libera definitivo da parte dell’Aula del Senato. Tutto il lavoro fatto in sede parlamentare, salvo un’immediata calendarizzazione nei lavori di Palazzo Madama, anche con il contributo delle associazioni e organizzazioni che rappresentano gli interessi legittimi dei professionisti dell’area tecnica, e non solo, non produrrà, purtroppo, i risultati sperati”.

Ha poi continuato - “A pagarne il prezzo più salato saranno gli associati che confidavano in una legge sull’equo compenso utile a invertire una tendenza che negli ultimi anni si è trasformata in una vera e propria piaga istituzionale. Ci riferiamo, ad esempio, alla richiesta da parte delle pubbliche amministrazioni di gratuità delle prestazioni professionali, spesso avvallate anche dai giudici amministrativi, cfr. Consiglio di Stato n. 7442/2021”.
 
“Allo stesso tempo, l’anticipato scioglimento delle Camere ha frenato altri importanti provvedimenti, su cui è stata massima l’attenzione della Fondazione Inarcassa. Il disegno di legge quadro in materia di rigenerazione urbana è certamente uno tra questi. Così come sarà improbabile perfezionare alcune misure che hanno accompagnato buona parte della presente Legislatura. 
 
“Fondazione Inarcassa ha sempre assicurato il massimo supporto e collaborazione, a Parlamento e Governo, sui temi che impattano sulla vita dei nostri 180.000 ingegneri e architetti liberi professionisti dell’area tecnica. Abbiamo lavorato in sinergia perché alcuni provvedimenti, dopo tanti anni, potessero vedere finalmente la luce ed essere approvati in via definitiva”.
 
Ha infine concluso - “La Fondazione continuerà a confrontarsi con quanti vorranno impegnarsi a rafforzare il sistema di attenzione a sostegno della libera professione. Non possiamo permetterci che si disperda il grande lavoro fatto finora e quindi ci attendiamo risposte concrete dal Parlamento che uscirà dalle urne. Il PNRR resta il tema centrale attorno cui declinare le politiche dei prossimi anni. È la più grande occasione per il Paese di inaugurare una stagione di riforme che i cittadini, i professionisti e le imprese attendono da tempo. La prossima Legislatura sarà quindi decisiva per pianificare e costruire l’Italia di domani. Il contributo e la partecipazione degli architetti e ingegneri liberi professionisti, con la loro Fondazione, non mancheranno in un momento così delicato del nostro Paese”.
 

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