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PROFESSIONE

Equo compenso, restano le sanzioni per i professionisti che accettano compensi bassi

di Paola Mammarella

Ok al ddl in Commissione. Asso Ingegneri e Architetti: difenderemo gli interessi delle professioni. Colap: la politica ha tradito i professionisti

Vedi Aggiornamento del 05/08/2022
Foto: Andrea De Martin©123RF.com
01/07/2022 - Il disegno di legge sull’equo compenso continua il suo iter senza modifiche, nonostante le numerose richieste. Il testo è stato approvato dalla Commissione Giustizia del Senato senza modifiche rispetto al testo inviato dalla Camera ad ottobre.
 
Molti gli operatori del settore e gli esponenti del mondo delle professioni che stanno manifestando il proprio scontento.
 
Nuovi tentativi di emendare il ddl potrebbero comunque avere luogo durante l’esame in Aula al Senato.
 

Equo compenso, il disegno di legge

Il disegno di legge definisce ‘equo compenso’ la corresponsione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale, nonché conforme ai compensi previsti per tutti i professionisti.
 
Le regole sull'equo compenso si applicheranno alle prestazioni rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, delle imprese bancarie e assicurative e delle imprese con più di 50 lavoratori o più di 10 milioni di euro di ricavi.
 
Il ddl prevede che siano nulle le pattuizioni che prevedano un compenso manifestamente sproporzionato rispetto all’opera prestata o al servizio reso, cioè inferiore ai parametri o alle tariffe fissati con decreti ministeriali. Si prevede che i diritti individuali omogenei dei professionisti possano essere tutelati anche attraverso l’azione di classe.
 
Il ddl prevede anche che gli Ordini e i Collegi professionali adottino disposizioni deontologiche per sanzionare i professionisti che non pattuiscono un compenso equo.

In base al ddl, le imprese nei confronti delle quali si applica l’obbligo dell’equo compenso possono adottare modelli standard di convenzione concordati con i Consigli nazionali degli ordini o collegi professionali.
 
È inoltre prevista l’istituzione, presso il Ministero della Giustizia, dell’Osservatorio nazionale sull’equo compenso, cui partecipa un rappre­sentante per ciascuno dei Consigli nazionali degli ordini professionali.
 

Equo compenso, reazioni contrastanti

L’approvazione del ddl senza modifiche suscita reazioni contrastanti. Da una parte il centrodestra, è soddisfatto, tanto che gli esponenti di Forza Italia e della Lega parlano di “sventato binario morto per il ddl” e sostengono che la norma offre una risposta concreta e attesa da tanti professionisti.
 
Anche Adepp, l'Associazione che riunisce 20 Casse di previdenza ed assistenza private, è favorevole alla misura e nei giorni scorsi aveva chiesto di approvare rapidamente il ddl.
 
Il presidente e vicepresidente di ProfessionItaliane, Armando Zambrano e Marina Calderone, hanno ringraziato le forze politiche per aver accolto la richiesta, avanzata dalle professioni ordinistiche, di chiudere rapidamente la discussione in Commissione. Zambrano a Calderone hanno spiegato che ProfessionItaliane, ConfProfessioni e Adepp proseguiranno il confronto sull'equo compenso, attraverso un tavolo tecnico, al fine di arrivare a proposte condivise di miglioramento del testo attuale.
 
Di parere opposto Asso Ingegneri e Architetti. Il Presidente, Alberto Molinari, commenta: “c’è chi si è voluto appuntare una medaglia su una legge che va contro ogni spirito di salvaguardia di un equo compenso per le categorie del lavoro intellettuale e chi, nella politica, ha voluto fare la solita battaglia ideologica appuntandosi un merito che nella logica della legge non esiste”. “Nella legge - continua Molinari - prendono peso gli Ordini, ma solo per sanzionare i professionisti he accettano un compenso non equo”. “Auspichiamo - conclude - che si possa mettere mano alla legge in Parlamento”.

"Con l'approvazione di questo testo senza modifiche la politica ha mandato un messaggio chiaro - dichiara la Presidente del CoLAPEmiliana Alessandrucci - non interessa lavorare per il bene di tutte le professioni. A quanto pare conviene approvare in fretta delle norme inapplicabili piuttosto che preferire un serio confronto con il mondo professionale. L'ennesima occasione persa".
 

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