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RISTRUTTURAZIONE

Caro materiali, si adegua il prezzario della ricostruzione post sisma

di Paola Mammarella

Costi parametrici aumentati del 20% per gli immobili residenziali e del 25% per quelli produttivi e proroga dei termini per la conclusione dei lavori

Vedi Aggiornamento del 01/08/2022
Foto: gajus©123RF.com
13/07/2022 - La ricostruzione privata post sisma si adegua all’aumento dei prezzi dei materiali. Sono state pubblicate le linee guida per l’applicazione del nuovo prezzario unico della ricostruzione. Le linee guida spiegano come determinare il contributo per la ricostruzione e quali maggiorazioni possono essere concesse alla luce dei rincari registrati nelle materie prime.
 

Caro materiali nei cantieri della ricostruzione

Il problema del caro materiali ha iniziato a farsi sentire già da tempo. Lo scorso anno, il commissario per la ricostruzione ha previsto che al prezzario unico del cratere, definito sulla base dei prezzi del 2016 (anno degli eventi sismici in Centro Italia) fosse applicata una variazione del 6% per gli immobili residenziali e dell’11% per quelli a destinazione produttiva.
 
Ad aprile 2022, con l’ordinanza 126/2022, entrata in vigore il 24 maggio, sono stati definiti il nuovo prezzario della ricostruzione e l’aggiornamento dei costi parametrici. Agli immobili residenziali è stato riconosciuto un incremento del 20% e a quelli destinati ad attività produttive del 25%.
 


Caro materiali, come ottenere l’adeguamento

Adesso, con l’ordinanza 329/2022, pubblicata nei giorni scorsi, sono state diffuse le linee guida per l’applicazione del nuovo prezzario e la determinazione del contributo per la ricostruzione.
 
Le linee guida spiegano che il nuovo prezzario e i costi parametrici aggiornati si applicano alle domande di contributo presentate dopo il 24 maggio 2022 e, su istanza del professionista incaricato:
- a quelle che al 24 maggio 2022 risultano pendenti;
- alle domande per cui il contributo è stato decretato dal 1° gennaio 2022 ma non è stata liquidata la rata di saldo.
 
Per far fronte ai ritardi dovuti alla mancanza delle materie prime, è inoltre prevista la proroga di 90 giorni del termine per la conclusione dei lavori. La proroga deve essere disposta dal direttore dei lavori e autorizzata dall’Ufficio speciale per la ricostruzione.

L'ordinanza contiene infine i moduli delle domande per la richiesta di adeguamento dei prezzi, le dichiarazioni sullo stato di avanzamento dei lavori e l’Integrazione del contratto d’appalto con le ditte esecutrici.

 

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