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RISPARMIO ENERGETICO Sconto in fattura, come correggere gli errori?

Superbonus: Deloitte chiede video di prova, Inarsind: ‘mancanza di rispetto’, RPT e Cnappc annunciano la diffida

I tecnici comprendono gli obiettivi antifrode, ma sollecitano il ritiro della richiesta evidenziando possibili conseguenze per la tutela della privacy e la creazione di un pericoloso precedente

Vedi Aggiornamento del 14/11/2022
Foto: dmitrimaruta©123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 14/11/2022
20/09/2022 - Nuove complicazioni per il Superbonus. Deloitte, società che offre servizi di consulenza alle imprese, non ritiene più sufficienti le asseverazioni dei tecnici e chiede loro di integrare la documentazione con dei video che dimostrino il completamento del 30% dell’intervento.
 
Inarsind, l’Associazione Sindacale di Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti, insieme a molti Consigli provinciali degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, non ci sta e considera offensiva la richiesta, destinata ad avere un impatto notevole sul Superbonus per le unifamiliari e sul meccanismo della cessione del credito.

La Rete delle Professioni Tecniche (RPT) ha espresso indignazione per la richiesta, annunciando che invierà una diffida alla società Deloitte e sottoporrà la questione alla Commissione di monitoraggio, alle istituzioni e alle forze politiche.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) ha reso noto di aver diffidato la società Deloitte dal proseguire nell’iniziativa attivata sulla piattaforma “Deloitte banca e cessione del credito”.
 
La richiesta di produrre dei video arriva, infatti, subito dopo la semplificazione normativa che, limitando la responsabilità solidale dei cessionari, avrebbe dovuto rimettere in moto il mercato delle cessioni dei crediti.
 

SAL e asseverazioni: video per provarne la veridicità

In base alla normativa sul Superbonus, la scelta di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito può essere esercitata a fine lavori o in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori. Gli stati di avanzamento dei lavori non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30% dell’intervento.
 
Come lamentato da Inarsind, Deloitte chiede di produrre dei video per dimostrare la veridicità delle dichiarazioni, redatte dai professionisti, che attestano di aver eseguito almeno il 30% dei lavori del Superbonus ai fini della cessione del credito.
 
Ma la verifica di aver effettuato almeno il 30% dei lavori impatta anche sul Superbonus negli edifici unifamiliari. Ci sono infatti ancora pochi giorni per completare almeno il 30% dell’intervento complessivo e usufruire del Superbonus fino alla fine dell’anno.
 
 

SAL e asseverazioni, le istruzioni per i video

In base alle istruzioni fornite da Deloitte, i video devono essere girati presso l’immobile oggetto dell’intervento, che deve essere riconoscibile, ad esempio inquadrando il cartellone di cantiere, il civico e il contesto.
 
Deve inoltre essere inquadrato il tecnico con il tesserino dell’Ordine e un documento in corso di validità.
 
Nel video, il tecnico deve confermare gli importi e gli interventi asseverati, inquadrando le lavorazioni eseguite.
 
È richiesto un video, della durata massima di 5 minuti:
- per ogni singolo stato di avanzamento lavori o per la fine lavori;
- per ogni singola asseverazione (asseverazione Enea, asseverazione sismica e asseverazione bonus inferiori al 110%).
 
Se gli interventi riguardano esclusivamente gli impianti (caldaia, fotovoltaico, accumulo) o gli infissi presso villette unifamiliari o appartamenti (in caso di appartamenti in condominio non deve trattarsi di interventi trainati), il video può essere girato dall’installatore e non dal tecnico asseveratore. Devono comunque essere forniti i dati e la qualifica dell’installatore, la matricola del macchinario installato. L’asseveratore deve poi produrre un altro video per la parte di sua competenza.
   

Video per SAL e asseverazioni, Inarsind: 'mancanza di rispetto'

La richiesta dei video si somma a quella, avanzata da alcune banche, di comprovare la realizzazione degli interventi con delle relazioni fotografiche. Si tratta di richieste che rendono necessaria un’integrazione della documentazione prodotta e che comportano adempimenti aggiuntivi.
 
Non si è fatta attendere la risposta dei tecnici. Secondo Inarsind, la richiesta di integrare la documentazione prodotta con un video non è supportata da nessuna norma e risulta “intempestiva e vessatoria”.
 
In un comunicato, Inarsind ha espresso sconcerto, che “deriva dal fatto che una piattaforma come Deloitte che gestisce la cessione del credito per uno dei maggiori operatori finanziari come IntesaSanPaolo richiede ulteriore documentazione e adempimenti ai professionisti a soli 14 giorni dalla scadenza del 30 settembre”.

 
“Comprendiamo la necessità da parte degli operatori finanziari di tutelarsi contro eventuali (ahinoi inevitabili) truffe - scrive Inarsind - ma a tal fine è assurdo che dopo aver richiesto di produrre l’asseverazione di noi tecnici, averci fatto sottoscrivere una specifica polizza a copertura della quota del SAL verificata anche da Enea, dopo aver introdotto l’obbligo dell’invio di una pec ai committenti e all’impresa contenente dichiarazioni e tutta la documentazione probatoria possibile (foto, sal, dichiarazioni del professionista, libretto delle misure) vengano richiesti ulteriori dimostrazioni di veridicità delle nostre dichiarazioni”.
 
“È sintomo di una profonda mancanza di rispetto nei confronti delle nostre categorie professionali - continua Inarsind - che stanno impiegando da tempo tutte le proprie energie e competenze a servizio della collettività, andando a fornire un servizio pubblico nello spirito della sussidiarietà come ci viene richiesta dalla pubblica amministrazione”.
 
“Riteniamo inoltre - insiste Inarsind - che non siano state adeguatamente valutatele le conseguenze in materia di tutela della privacy nella produzione di un video che, inevitabilmente, comprenderebbe parti di abitazioni private che, pur non oggetto di bonus sarebbero coinvolte dalle riprese”.  
 
“Vi invitiamo quindi a recedere dalla richiesta avanzata - conclude - favorendo, con ciò, gli adempimenti che gli asseveratori sono chiamati ad assolvere per la realizzazione di opere che, pur nel travagliatissimo percorso che ne ha contraddistinto l’attuazione, consideriamo di utilità per l’intero Paese”.
 

Video per SAL e asseverazioni, RPT: 'invieremo diffida'

RPT, in una nota, ha espresso “la più assoluta indignazione per questa incredibile iniziativa che va assolutamente respinta per una serie di precisi motivi”
 
“Tanto per cominciare - scrive RPT - questa complicazione procedurale non trova alcun tipo di appiglio normativo. Se poi lo scopo è quello di scoraggiare eventuali truffe, l’effetto è del tutto nullo. Né l’iniziativa può avere un impatto in merito alla responsabilità della banca, dato che il dolo o la colpa grave della stessa non possono seriamente sussistere in presenza di crediti correttamente asseverati”.
 
“Inoltre - continua RPT - questo ulteriore appesantimento burocratico non solo viola l'art. 1341 del Codice dei Contratti (vessatorietà), ma non ha nemmeno alcun rilievo rispetto alle vigenti disposizioni in materia di antiriciclaggio o di responsabilità dell'impresa”.
“Infine - conclude - l’iniziativa da un lato si configura come un’evidente violazione della privacy, dall’altro rappresenta un pericoloso precedente”.
 
Nella nota  RPT ha annunciato che “invierà una diffida alla società Deloitte e, contestualmente sottoporrà la questione alla Commissione di monitoraggio, alle istituzioni e a tutte le forze politiche”.
 

Video per SAL e asseverazioni, Cnappc: 'iniziativa offensiva e arbitraria'

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha diffidato la società Deloitte dal proseguire nell’iniziativa attivata sulla piattaforma “Deloitte banca e cessione del credito”, che prevede che ogni professionista predispoga dei video per dare valore alle asseverazioni prodotte.

“E’ una iniziativa offensiva e del tutto arbitraria, al di fuori di ogni norma di legge. Quanto richiesto calpesta la dignità di ogni professionista. Mi auguro che tale procedura venga immediatamente ritirata per il giusto rispetto nei confronti dei Professionisti italiani. Agiremo, ove necessario, in tutte le  sedi opportune”.

Così, Francesco Miceli, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 

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