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Il futuro dell’edilizia guarda alla digitalizzazione
MERCATI Il futuro dell’edilizia guarda alla digitalizzazione

Superbonus al 90% per i condomini nel 2023, le novità del DL Aiuti-quater

Riammesse fino a marzo le unifamiliari con lavori già a buon punto e fino a dicembre le prime case se si è sotto i 15.000 euro. Ministro Giorgetti: ‘la cessione del credito non è un diritto’

Vedi Aggiornamento del 07/12/2022
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 07/12/2022
11/11/2022 - Dal 1° gennaio 2023 l’aliquota del superbonus per i condomìni scenderà dal 110% al 90%; saranno riammesse le abitazioni unifamiliari, fino al 31 marzo 2023 se con lavori a buon punto oppure fino al 31 dicembre 2023 se prima casa e sotto un certo reddito.

Manterrà il diritto al 110% chi presenta la CILAS entro il 25 novembre prossimo.

Le novità, preannunciate nei giorni scorsi dal Governo, arrivano dal DL Aiuti-quater approvato dal Consiglio dei Ministri di ieri sera.
 

Governo: ‘cessione del credito è possibilità, non diritto’

Questa mattina, in conferenza stampa, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha ricordato che "il superbonus nasce per rimettere in moto economia, ne abbiamo condiviso le finalità ma il modo in cui è stato attuato ha creato problemi e difficoltà". Meloni ha aggiunto che la misura finora è costata 60 miliardi di euro, con 38 miliardi di costo eccedente rispetto alle previsioni.

La premier ha sottolineato altri aspetti del superbonus. L'aliquota del 110% ha prodotto la deresponsabilizzazione dei cittadini: se non si è chiamati a partecipare alla spesa, non si ha interesse a verificare prezzi e costi. Inoltre, "del superbonus hanno beneficato i redditi medio-alti" - ha cocluso Meloni.

Il Ministro dell'Economia e Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha aggiunto che "non si era mai vista una misura che costasse così tanto, a beneficio di così pochi". E ha confermato che da oggi in poi la misura sarà rivolta a chi non può permettersi di fare i lavori. "Abbiamo previsto di salvaguardare chi ha già intrapreso lavori, ma anche professionisti e imprese".

Sul tema della cessione dei crediti, Giorgetti ha ribadito che "la cessione è una possibilità ma non un diritto; la detrazione è un diritto ma la cessione no (altrimenti avremmo creato una moneta ma non è questo l'intento). I crediti di imposta già maturati - ha aggiunto - si traducono in minori introiti per le casse dello Stato". "Chi si appresta a fare lavori, deve verificare che una banca sia disponibile ad acquisire i crediti, altrimenti deve contare sulla propria capienza fiscale, per la detrazione Irpef".
 
 

Condomìni, superbonus 90% nel 2023

Per i condomìni, gli edifici composti da 2 a 4 unità anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà tra più soggetti, la norma è ‘peggiorativa’ perché anticipa di un anno - dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2022 - la scadenza del 110%, abbassando al 90% l’aliquota per il 2023. Resta confermato il decalage al 70% fino al 31 dicembre 2024 e al 65% fino 31 dicembre 2025.

Secondo la bozza del DL, il bonus manterrà l'aliquota del 110% fino al 2025 per gli interventi realizzati dalle Onlus sulle strutture sociosanitarie.
 

Unifamiliari con lavori in corso, 110% fino al 31 marzo 2023

Il DL Aiuti-quater riapre fino al 31 marzo 2023, con aliquota al 110%, la detrazione per le abitazioni unifamiliari sulle quali, al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.
 

Prima casa, 90% fino al 31 dicembre 2023, sotto i 15.000 euro

Se l’abitazione unifamiliare è adibita a prima casa e il proprietario ha un ‘reddito di riferimento’ non superiore a 15.000 euro, sarà possibile usufruire del superbonus 90% fino al 31 dicembre 2023. Questa è la novità 'inedita' che il Governo ha anticipato nei giorni scorsi.
 


Superbonus prima casa, il ‘reddito di riferimento’

Il reddito di riferimento - si legge nella bozza - è calcolato dividendo la somma dei redditi complessivi posseduti, nell’anno precedente quello di sostenimento della spesa, dal contribuente, dal coniuge del contribuente, dal soggetto legato da unione civile o convivente se presente nel suo nucleo familiare, e dai familiari, diversi dal coniuge (ex art. 12 del TUIR - DPR 917/1986), dal soggetto legato da unione civile o dal convivente, presenti nel suo nucleo familiare, che nell’anno precedente quello di sostenimento della spesa si sono trovati nelle condizioni previste nel comma 2 del medesimo articolo 12 del TUIR, per un numero di parti determinato come segue:
- contribuente > 1
- se nel nucleo familiare è presente un coniuge, il soggetto legato da unione civile o la persona convivente > si aggiunge 1
- se nel nucleo familiare sono presenti familiari, diversi dal coniuge, dal soggetto legato da unione civile o dal convivente, che nell’anno precedente quello di sostenimento della spesa si sono trovati nelle condizioni previste nel comma 2 del medesimo articolo 12, in numero pari a:
-- un familiare > si aggiunge 0,5 
-- due familiari > si aggiunge 1
-- tre o più familiari > si aggiunge 2

In altri termini, un contribuente con reddito pari a 32.000 euro si trova sopra il tetto dei 15.000 euro e non può fruire del superbonus; se c'è un coniuge o convivente il reddito di riferimento è pari a 32.000/2 cioè 16.000 quindi ancora oltre il tetto; se c'è un familiare/figlio il reddito di riferimento sarà 32.000/2,5 cioè 12.800 euro quindi sotto il tetto; se i familiari sono 2 si arriva a 32.000/4 cioè 8.000 euro quindi ancora sotto il tetto.
 

Superbonus 110% se CILA entro il 25 novembre 2022

Le nuove aliquote e scadenze per i condomìni, gli edifici composti da 2 a 4 unità anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà tra più soggetti e per le Onlus - secondo la bozza -, non si applicano:
- agli interventi per i quali, entro il 25 novembre 2022, venga presentata la CILA;
- agli interventi di demolizione e la ricostruzione per i quali, al 25 novembre 2022, risultino avviate le relative formalità amministrative per l’acquisizione del titolo abilitativo.

La data del 25 novembre 2022 non è nella bozza di ieri ma è stata indicata dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di questa mattina.
 

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Altri commenti
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Brambilla

Eccola qui la romana sempreincazzata e il suo folto gruppo di adepti, che pensano ai migranti e ai rawe party, ma non sanno tirare fuori un ragno dal buco nero che più nero non si può. C'era solo da aumentare i controlli, eliminare la burocrazie e per prima cosa fare CONDONO EDILIZIO. Si avete letto bene un CONDONO è l'unica soluzione per poter sanare qualche milione di casi INSANABILI e non mi riferisco agli abusi totali o degli interventi fatti dai soliti mafiosi e collegati, ma alla miriade di difformità edilizie presenti quasi SEMPRE e OVUNQUE si metta mano a un edificio esistente a partire dal dopoguerra ad oggi, che non permette, con le norme vigenti e anche con le tolleranze (inventate e scritte da un demente totale nel DPR 380/2001) di presentare una stupida CILA, anche per opere interne. Toglietevi le fette di salame (soprattutto voi sinistrossi, che quando vi capita di intervenire sulla Vs. casettina o appartamento, vi accorgete che il CONDONO è l'unica soluzione per poter sanare situazioni di cui non conoscevate l'esistenza e poter fare i lavori), semplificate e chiarite con leggi, non con solite interpretazioni discordanti tra agenzia delle entrate e resto del mondo, ciò che va chiarito e velocemente, che ancora oggi se devo rifare un bagno vai in un comune e ti dice che è manutenzione ordinaria, mentre nell'altro è straordinaria e nell'altro ancora ti dice fai come vuoi, tanto noi le CILA non le guardiamo.

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Eccola qui la romana sempreincazzata e il suo folto gruppo di adepti, che pensano ai migranti e ai rawe party, ma non sanno tirare fuori un ragno dal buco nero che più nero non si può. C'era solo da aumentare i controlli, eliminare la burocrazie e per prima cosa fare CONDONO EDILIZIO. Si avete letto bene un CONDONO è l'unica soluzione per poter sanare qualche milione di casi INSANABILI e non mi riferisco agli abusi totali o degli interventi fatti dai soliti mafiosi e collegati, ma alla miriade di difformità edilizie presenti quasi SEMPRE e OVUNQUE si metta mano a un edificio esistente a partire dal dopoguerra ad oggi, che non permette, con le norme vigenti e anche con le tolleranze (inventate e scritte da un demente totale nel DPR 380/2001) di presentare una stupida CILA, anche per opere interne. Toglietevi le fette di salame (soprattutto voi sinistrossi, che quando vi capita di intervenire sulla Vs. casettina o appartamento, vi accorgete che il CONDONO è l'unica soluzione per poter sanare situazioni di cui non conoscevate l'esistenza e poter fare i lavori), semplificate e chiarite con leggi, non con solite interpretazioni discordanti tra agenzia delle entrate e resto del mondo, ciò che va chiarito e velocemente, che ancora oggi se devo rifare un bagno vai in un comune e ti dice che è manutenzione ordinaria, mentre nell'altro è straordinaria e nell'altro ancora ti dice fai come vuoi, tanto noi le CILA non le guardiamo.

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incaz..nero

Solita azione ridicola finto pauperista: gri9llini o meloni ni semre sciocchezze, mai una cosa intelligente. I primi hanno creato una byca nei conti pubblici, la seconda fa finta di aiutare i poveri ma di fatto blocca questo ramo di edilizia: come se uno che una un reddito di 15'000 euro potesse permettersi di spendere anche solo 200 euro per fare il superbonus (e probabilmente con un reddito così non hai neanche la prima casa, a meno che non l'abbia ereditata da nonni o genitori). Come se i bonus fiscali fossero nati per aiutare poveri redditi realmente bassi (non parlo degli evasoir fiscali che dichiarano 15000 e fanno decine di migliaia di nero: loro sì che faranno i salti di gioia per questa decisione che di fatto regala a loro tutti i soldi delle cessioni dei crediti, oltre che un magnifico mezzo per riciclare denaro "sporco"). I bonus di edilizia sono nati per evitare il nero in edilizia e per far girare soldi: ora, anche un imbecille - a parte i grillini e e questo governo - sa che per far girare i soldi cioé l'economia occorre invogliare a spenderli chi i soldi ce li ha, non certo chi ha un vero reddito da fame... dunque il finto pauperismo non aiuta i poveri, aiuta gli evasori (che novità, per la destra...) e di fatto blocca un ramo dell'edilizia. Ottima trovata. Complimenti a giorgetti, alla Meloni e a tutta la banda.

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