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Codice Appalti, sindacati edili a Meloni: ‘le chiediamo di essere responsabile’

Codice Appalti, sindacati edili a Meloni: ‘le chiediamo di essere responsabile’

Chiesto alla Presidente del Consiglio un tavolo di confronto con le parti sociali, già proposto al Ministro Salvini

Vedi Aggiornamento del 31/03/2023
governo.it
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di Rossella Calabrese
07/12/2022 - “I decreti legislativi che dovrebbero tradurre in norma i principi della legge delega 78/2022, cioè il nuovo Codice degli Appalti, nonostante il lavoro preparatorio del Consiglio di Stato, non sono stati oggetto di qualsivoglia serio e approfondito coinvolgimento delle parti sociali da parte del Governo. Eppure, sono norme che riguardano milioni di lavoratori e lavoratrici, le loro tutele economiche, i loro diritti, la loro stessa salute e sicurezza. Quale senso di responsabilità sta agendo il suo Governo in questo momento?”
 
Lo scrivono i sindacati di categoria FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una lettera aperta nella quale chiedono l’istituzione di un tavolo di confronto sul tema presso la presidenza del Consiglio dei Ministri.
 

Codice Appalti, le altre richieste di confronto

La richiesta di istituire il tavolo è stata già espressa dai sindacati la scorsa settimana al Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. I sindacati avevano infatti deciso di “non partecipare ad una consultazione online a dir poco farsesca organizzata dal Ministro Salvini” e avevano chiesto la convocazione di un tavolo a Palazzo Chigi, per entrare nel merito.
 
La consultazione è quella lanciata dal Ministero, rivolta ad associazioni, ordini, categorie ed esperti, e chiusasi il 25 novembre, contestuale al lavoro della Commissione nominata dal Ministro per “eliminare il 50% delle parole” della bozza del Codice.
 
Anche la filiera delle costruzioni nei giorni scorsi ha dichiarato di essere “pronta a dare il proprio contributo per il nuovo Codice degli appalti” e ha chiesto di essere coinvolta “con l’obiettivo di dotare il Paese di uno strumento cruciale per l’avvio dei cantieri e non ripetere gli errori del passato”.
 
Soltanto gli Ordini professionali hanno fatto sapere di aver partecipato alla consultazione e di aver inviato numerose proposte: divieto assoluto di prestazioni gratuite, aggiornamento dei parametri per adeguarsi alla riduzione dei livelli di progettazione e definizione dei casi in cui è consentito l’appalto integrato.
 


Sindacati: ‘coinvolgimento delle parti sociali’

Tornando alla missiva di ieri, “quando si è insediata - scrivono i sindacati - ha fatto appello a due categorie politiche importanti: ‘coinvolgimento delle parti sociali’ e ‘senso di responsabilità’. Occorre mettere a terra presto il PNRR, il Fondo Complementare e tutte le altre risorse pubbliche per dare al Paese le infrastrutture ed i servizi che servono”.
 
“Occorre però farlo bene - spiegano i sindacati - valorizzando lavoro stabile e sicuro e favorendo imprese di qualità. Le tutele dei lavoratori presenti nel passato Codice e le nuove tutele previste dal decreto 77/2021 e dalla legge delega 78/2021 vanno armonizzate e rafforzate. Va rafforzata l’inderogabilità delle misure a tutela del lavoro, della sicurezza, del contrasto al lavoro nero e al dumping contrattuale, va generalizzata la clausola sociale. Occorre essere coerenti con la legge delega ed escludere dalla base d’asta soggetta a ribasso i costi relativi alla sicurezza e alla manodopera, così come definiti dai contratti collettivi nazionali e territoriali di settore”.
 
“Siamo contrari all’ipotesi di liberalizzazione del subappalto a cascata - sottolineano Feneal, Filca, Fillea - che rappresenterebbe un’ulteriore frammentazione dei cicli produttivi e delle aziende, creando zone d’ombra maggiori e minore sicurezza nei cantieri pubblici. Il nostro obiettivo è qualificare le imprese del settore attraverso un lavoro stabile e sicuro”.
 
“Dobbiamo concentrarci invece per ridurre ‘i tempi di attraversamento’, riconoscere in automatico l’aumento dei costi di materie prime e lavoro, potenziare le stazioni appaltanti con più tecnici e più digitalizzazione. Dobbiamo mettere la tecnologia al servizio della trasparenza, della lotta alla criminalità e dobbiamo rafforzare i protocolli di legalità e la partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati”.
 
“Insomma, abbiamo idee e proposte e per questo Le chiediamo di ‘essere responsabile’ e di convocare presso la Presidenza del Consiglio uno specifico tavolo di confronto con le principali parti sociali. Le chiediamo, con grande rispetto istituzionale, di praticare quello che dichiara”, concludono le tre Federazioni nella lettera aperta a Giorgia Meloni.
 

Codice Appalti, attesa per il testo di Salvini

Sulle tempistiche di approvazione del nuovo Codice - che, ricordiamo, per rispettare le scadenze dettate dal PNRR, deve arrivare entro il 31 marzo 2023 - Salvini ha dapprima annunciato che avrebbe portato il testo in Consiglio dei Ministri entro il ponte dell’Immacolata, poi ha aggiornato le previsioni parlando di “metà dicembre”, oggi afferma che “le proposte di modifica che saranno discusse in Consiglio dei ministri nelle prossime settimane”. 

Lo ha detto nel corso della riunione finalizzata a recepire e analizzare i suggerimenti del territorio e le proposte di modifica al Codice e alle procedure di autorizzazione per le opere del PNRR, tenutasi al Ministero con i presidenti dell’Anci e dell’Upi, Antonio Decaro e Michele De Pascale, collegati da remoto. 

Al tavolo presenti, inoltre, in rappresentanza dell’Anci, il vicepresidente, Stefano Locatelli, e, in rappresentanza dell’Upi (Unione Province d’Italia), il sindaco di Castelfranco Veneto e presidente della Provincia di Treviso nonché Vicepresidente vicario Upi Stefano Marcon e il sindaco di Meda, presidente della Provincia di Monza e Brianza e Presidente dell’Upi, Luca Santambrogio.
 
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