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Crediti fiscali dei professionisti, le Casse private potrebbero acquistarli o fare da garante

Crediti fiscali dei professionisti, le Casse private potrebbero acquistarli o fare da garante

È una delle proposte arrivate in audizione sul DL Aiuti quater, insieme con bonus 100% per l’antisismica e incentivi per la progettazione non seguita da lavori

Vedi Aggiornamento del 24/02/2023
Andriy Popov©123RF.com
Andriy Popov©123RF.com
di Paola Mammarella
01/12/2022 - Incentivare le Casse professionali ad acquistare i crediti maturati dai professionisti, creare incentivi strutturali, più generosi per l’antisismica. Sono le proposte che gli esponenti del mondo delle professioni e delle imprese hanno formulato durante il ciclo di audizioni informali sul ddl “Aiuti-quater” in Commissione Bilancio del Senato.

Il Decreto “Aiuti-quater” è intervenuto nuovamente sui bonus edilizi, modificando in itinere la normativa con misure che, in alcuni casi, non piacciono agli operatori del settore, tanto da chiedere correzioni durante il processo di conversione in legge.
 

Crediti fiscali dei professionisti, il ruolo delle Casse private

Il ddl “Aiuti-quater” ha riscritto le regole del Superbonus per condomìni e unifamiliari e ha riconosciuto la possibilità di usufruire del credito di imposta, corrispondente alla detrazione, in 10 anni anziché in 4.
 
Quest’ultima misura è stata pensata per lo sblocco dei crediti nei cassetti fiscali o in possesso delle banche. Le difficoltà nella cessione rappresentano infatti il maggiore problema per professionisti e imprese, che chiedono soluzioni immediate.
 
La Rete delle Professioni Tecniche (RPT) propone il coinvolgimento delle Casse professionali, che potrebbero svolgere una funzione di garanzia nella cessione e nell’acquisizione dei crediti maturati dai professionisti iscritti.
 
Nella realtà, le Casse Professionali possono già partecipare al procedimento della cessione del credito, Un esempio arriva dalla Cassa dei Geometri, che ha sottoscritto un accordo con la Banca Popolare di Sondrio in base al quale la banca acquista i crediti dai professionisti e la Cassa garantisce il loro riacquisto. Con questo meccanismo, la Cassa si è impegnata ad acquistare 10 milioni di crediti e la banca a garantire la sostituzione del credito che dovesse risultare inutilizzabile per irregolarità. In questo modo, vengono bypassate le difficoltà, registrate da alcuni operatori in caso di sequestro preventivo dei crediti falsi. Il plafond disponibile si è esaurito velocemente e la Cassa Geometri ha comunicato, sul proprio sito, che le operazioni sono temporaneamente sospese per consentire la reintegrazione del plafond stesso.
 
Ad un meccanismo simile sta lavorando anche Inarcassa.
 
La richiesta di RPT punta quindi a creare tutte le condizioni per invogliare le Casse a intraprendere iniziative simili.
 

Crediti dei professionisti, utilizzo in più anni e tetto sulle commissioni

RPT ha chiesto inoltre la possibilità di fruire del credito non utilizzato nel singolo anno fiscale anche negli anni successivi.


Dal momento che l’allungamento dei tempi di fruizione dei crediti fiscali potrebbe essere meno remunerativo per i cedenti, ma anche per le banche cessionarie, Confprofessioni ritiene quindi opportuno fissare un tetto massimo alle commissioni per l’acquisto del credito per tutelare i cedenti.
 

Crediti fiscali, compensazione con gli F24

L’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) ha ricordato la proposta, avanzata insieme all’Associazione bancaria italiana (Abi), di un meccanismo straordinario e temporaneo di compensazione dei crediti d’imposta ad oggi fermi nei cassetti fiscali degli istituti di credito, derivanti da interventi già eseguiti nel 2021 e 2022 o in corso di ultimazione, con le somme relative agli F24 della clientela, che le banche stesse sono tenute a versare all’Erario.
 
Il meccanismo pensato da Ance e Abi dovrebbe essere circoscritto ai periodi di imposta 2023-2027 e riguardare al massimo l’1% degli importi risultanti dagli F24.
 

Superbonus: orizzonte più lungo, antisismica e spese di progettazione

Secondo RPT, l’abbassamento del livello di detrazione al 90% può considerarsi accettabile per l’efficientamento energetico, mentre si dovrebbe arrivare al 100% delle spese per i lavori antisismici, che sono non solo più complessi, ma anche strategici.
 
Confprofessioni critica il poco preavviso, “appena 6 giorni”, con cui il Governo ha modificato le regole per i condomìni, che possono beneficiare del 110% anche nel 2023 solo se hanno presentato la CILAS entro il 25 novembre 2022. Secondo Confprofessioni, il Governo ha “minato il legittimo affidamento di coloro che da mesi avevano attivato il processo di riqualificazione energetica e strutturale confidando su di un orizzonte temporale (il 31 dicembre 2023) ed una aliquota (110%) da tempo fissati”.
 
Confprofessioni non ha espresso un giudizio positivo neanche sulla reintroduzione del Superbonus al 90% per le unifamiliari usate come prima casa e con un limite di reddito di riferimento di 15mila euro: non essendoci in Italia molte famiglie numerose, il parametro favorirà poche famiglie e, al contrario, ne penalizzerà molte che si vedranno negare l’accesso ai bonus.
 
Sui limiti di reddito per le unifamiliari, anche Ance ritiene che sia piuttosto esiguo e non idoneo a finanziare gli interventi per i soggetti con ridotta capacità contributiva.
 
Oice ha sottolineato che, a causa delle incertezze normative, molti lavori non partiranno. I progettisti che hanno svolto le attività di studio, indagine e progettazione rischiano di non ricevere alcun compenso. Per questo Oice ha proposto di riconoscere gli incentivi per le spese di progettazione, anche se non seguite da lavori.
 
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