12/12/2022 - A fine novembre 2022 gli investimenti per i lavori di efficientamento energetico agevolati dal superbonus hanno generato detrazioni, quindi oneri a carico dello Stato, per quasi
64 miliardi di euro (erano
55 miliardi un mese fa).
I dati arrivano dal
report mensile di Enea sull’utilizzo del superbonus 110%, aggiornato al meso scorso.
Il totale degli
investimenti è ripartito in
26 miliardi di euro per i condomìni (a fronte di 24 miliardi a fine ottobre), circa 22,4 miliardi per gli edifici unifamiliari e 9,5 miliardi (erano 9 miliardi un mese fa) per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti.
Non varia rispetto ai mesi scorsi l’
investimento medio relativo alle diverse tipologie di edifici:
602,5 mila euro per i condomìni, 113,5 mila euro per gli edifici unifamiliari e 97 mila euro per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti.
In totale, sono state presentate quasi
339 mila asseverazioni (
12 mila in più rispetto a fine ottobre): 43,4 mila per condomìni (quasi 3mila in più nell’ultimo mese), 197,4 mila per gli edifici unifamiliari (oltre 6 mila in più in un mese) e 98mila per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti.
Il dato sulle detrazioni previste mostra che gli oneri a carico dello Stato (
64 miliardi di euro) sono ormai quasi il doppio delle risorse disponibili per il superbonus, che ammontano complessivamente a
33,3 miliardi di euro. Ma il raddoppio è sicuramente superato, dal momento che le cifre fornite da Enea riguardano gli interventi di efficientamento energetico ma non quelli antisismici.
A questi dati, che fotografano la situazione a fine novembre 2022, andranno aggiunti gli investimenti avviati a dicembre, che risentiranno ovviamente del
termine del 25 novembre per la Cilas introdotto a novembre.
Nel
2023 l’aliquota del superbonus scenderà dal 110% al 90% per i condomìni, gli edifici da 2 a 4 unità con unico proprietario e le prime case il cui proprietario abbia un ‘reddito di riferimento’ non superiore a 15.000 euro. È confermato il decalage al 70% fino al 31 dicembre 2024 e al 65% fino 31 dicembre 2025.
Superbonus: costi, investimenti e benefici
Quanto ai benefici del superbonus, alle ricerche già pubblicate da
Ance (‘il 47% della spesa torna come maggiori entrate’) e dal
CNI (19 miliardi di euro investiti hanno attivato una domanda di beni e servizi per 40 miliardi di euro e un
gettito fiscale di 7,7 miliardi), se ne sono aggiunte altre nell’ultimo mese.
Il
Censis calcola che
il gettito fiscale ripaga il 70% della spesa a carico dello Stato mentre
Nomisma stima che
2,4 milioni di famiglie sono interessate ad aderire nel 2023 al superbonus 90%, a patto di poterne fruire attraverso sconto in fattura e cessione del credito.