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Riforestazione urbana, quanto contribuisce a ridurre l’inquinamento in città?

Riforestazione urbana, quanto contribuisce a ridurre l’inquinamento in città?

Enea nel progetto Airfresh per misurare le concentrazioni di inquinanti e stilare linee guida per piantumazione e manutenzione del verde

Vedi Aggiornamento del 23/11/2023
www.life-airfresh.eu
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di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 23/11/2023
13/01/2023 - Quantificare la capacità di un’area periurbana riforestata di migliorare la qualità dell’aria in città, ridurre il fenomeno delle isole di calore e garantire il deflusso delle acque piovane durante eventi meteorologici estremi.
 
Sono gli obiettivi del progetto europeo AIRFRESH, che vede la partecipazione per l’Italia di ENEA e Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Cnr[1], grazie al quale sono stati piantati circa 600 nuovi alberi a Firenze e ad Aix-en-Provence, nel sud-est della Francia.
 
“Per il progetto, ENEA applicherà un sistema modellistico in grado di valutare le concentrazioni dei principali inquinanti e dei parametri meteorologici nelle città selezionate nelle condizioni di vegetazione attuale e, in seguito, all’introduzione di aree riforestate in prossimità della città”, spiega Alessandra De Marco del Dipartimento ENEA di Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali e responsabile del progetto per l’Agenzia.
 
L’inquinamento atmosferico e le isole di calore - spiega Enea - sono due dei principali problemi che affliggono le nostre città e rappresentano un grave minaccia per la salute pubblica, con mezzo milione di morti premature stimate in Europa e un costo complessivo di circa 644 miliardi di euro.
 
E il futuro non ci riserva buone notizie: le stime ufficiali parlano di un raddoppio dei decessi a causa dell’aria inquinata entro il 2050.
 
Saranno soprattutto le città del Mediterraneo a fare le spese dell’effetto combinato dell’aumento di temperatura (+2-5°C su scala regionale e fino a +7 °C nelle città entro il 2100) e dell’inquinamento dell’aria, come già confermato dalle due ondate di calore e dai picchi di inquinamento registrati nell’estate del 2019 e, in generale, dal 2000 in avanti in tutta Europa.
 
“Le criticità ambientali che si sono verificate quell’estate hanno fatto crescere la consapevolezza delle autorità pubbliche sull’urgenza di mettere in campo misure di mitigazione e adattamento e, soprattutto, hanno aperto le porte alla sperimentazione di nuovi modi di pianificazione e gestione delle foreste periurbane, come dimostrano Milano con 3 milioni di alberi piantati entro il 2030, il sud della Francia con 1 milione di nuovi alberi e il nostro progetto di riforestazione urbana”, spiega De Marco.
 

Nel 2019 il 95% della popolazione di Firenze e di Aix-en-Provence è stata esposta a livelli di PM10, biossido di azoto (NO2) e ozono (O3) oltre i limiti stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute umana, causando 167 morti premature nel capoluogo toscano e 73 nella città francese. In entrambe le città, inoltre, vi sono stati rispettivamente 700 e 309 ricoveri per malattie cardiovascolari e respiratorie.
 
Negli ultimi 20 anni la temperatura del capoluogo toscano si è alzata di 0,3-1,0 °C e questo aumento potrebbe arrivare a +1,5-3,7°C entro il 2100. Aix-en-Provence, invece, è la terza città più inquinata della Francia ed entro il 2100 la temperatura media annuale aumenterà di + 1,9-4,6°C e fino a 5,7°C in estate (nell’estate del 2019 la temperatura è stata di + 3,5°C rispetto alle città vicine)[2].
 
“Una volta conclusa la fase di piantumazione degli alberi, inizieremo con le campagne di misurazione delle concentrazioni di inquinanti atmosferici e dei valori di temperatura e umidità, sia nelle aree riforestate sia in quelle limitrofe, per valutare l’efficacia della creazione dell’area. I risultati ottenuti ci permetteranno di mettere a punto linee guida per massimizzare i benefici ambientali e di salute pubblica dalla riforestazione urbana.
 
“Gli amministratori locali, e non solo, avranno a disposizione indicazioni concrete su piantumazione e manutenzione del verde e un’adeguata selezione di specie arboree adatte al proprio contesto urbano, per evitare il verificarsi di altre problematiche, come il rilascio di composti organici volatili biogenici (BVOC) che portano alla formazione di ozono, all’aumento dei pollini causa di allergie e a ulteriori costi di potatura degli alberi”, conclude la ricercatrice.
 
Insieme alle due città pilota per la parte sperimentale, il progetto Airfresh modellerà le concentrazioni di inquinanti anche per Zagabria (Croazia) e Napoli, per ottenere informazioni su contesti urbani con condizioni geografiche e orografiche differenti.

Note
[1] Per la Francia partecipano l’organizzazione ARGANS (coordinatore) e AIR Climat
[2] https://www.life-airfresh.eu/test_areas#frontrunner_cities
 
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