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Case green, ISI: ‘non dimentichiamoci del rischio sismico’

Case green, ISI: ‘non dimentichiamoci del rischio sismico’

Ingegneria Sismica Italiana ricorda che per le ricostruzioni post-sisma, dal 1968 lo Stato ha speso 170 miliardi di euro, recuperati con le accise sui carburanti

Vedi Aggiornamento del 27/01/2023
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 27/01/2023
24/01/2023 - “A nulla serve un buon intervento di riqualificazione se applicato su un edificio strutturalmente non idoneo. Intervenire dopo il disastro ha un costo sei volte maggiore di una buona azione di prevenzione. Dal 1968 lo Stato ha speso 170 miliardi di euro per i terremoti, recuperati con le accise sui carburanti”.
 
Lo sottolinea ISI - Ingegneria Sismica Italiana, intervenendo nel dibattito sulla Direttiva comunitaria che punta all’efficientamento energetico dell’edilizia attraverso l’obbligo di portare in classe energetica E gli edifici esistenti entro il 2030, e che sarà votata in Commissione Energia il prossimo 9 febbraio.
 
La direttiva ‘case green’ - ricorda ISI - “prevedrebbe per tutti gli immobili residenziali dei Paesi della UE l’obbligo di raggiungere classi energetiche più prestazionali entro il 2030; ANCE ha già stimato che l’impegno per il nostro Stato sarebbe superiore a quelli sostenuti per il 110%”.
 
“Ci auguriamo - spiega Andrea Barocci, presidente di ISI - che nell’ipotesi sia dato corso a nuovi obblighi o aiuti economici da parte dell’Europa legati all’efficientamento energetico, vengano inclusi dal nostro Governo provvedimenti tali da aumentare, almeno, la conoscenza della sicurezza dell’immobile da efficientare”.
 
 

Case green, ISI: ‘non dimentichiamoci del rischio sismico’ 

“Siamo consapevoli della maggiore attenzione che l’UE ha per i temi legati alla sostenibilità, ma non possiamo prescindere dalla nostra realtà di Paese sismico che periodicamente deve leccarsi le ferite e utilizzare ingenti risorse per intervenire dopo l’ennesimo disastro”.
 
ISI da tempo rimarca la necessità di incrementare la conoscenza e la consapevolezza del rischio sismico nei diversi livelli della società e “pur comprendendo l’opportunità e la strategia ‘eco’, soprattutto in questo periodo storico, non si può non riconoscere che in Italia vi siano terremoti distruttivi mediamente ogni cinque anni e in questi casi a nulla serve un buon intervento energetico se è stato applicato su un edificio strutturalmente non idoneo”.
 
“Tra le proposte di ISI per rendere più virtuose queste politiche, vi è ad esempio l’obbligatorietà della verifica di sicurezza e l’agevolazione dell’installazione di sistemi di monitoraggio qualora su un immobile si fruiscano incentivi per il solo eco-bonus”.
 
“Tra l’altro - continua Barocci - da tempo il Governo è perfettamente a conoscenza del grande sforzo economico necessario dopo un evento sismico. Dal 1968 a oggi sono stati necessari circa 170 miliardi di euro, attualizzati, coperti per intero dalle accise sui carburanti. Proprio in questi giorni in cui infuria il dibattito sul costo della benzina, sempre nell’ottica della consapevolezza, è fondamentale che ogni cittadino sappia che circa 12 centesimi di euro per litro di carburante sono tasse introdotte per coprire l’esborso dello Stato dopo gli innumerevoli terremoti”.
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