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Come progettare l’isolamento del solaio

Come progettare l’isolamento del solaio

Per solai su garage, cantine, locali non riscaldati, piani porticati o a pilotis, tecnicamente definiti primi solai, la coibentazione può essere eseguita all’intradosso o all’estradosso

Vedi Aggiornamento del 14/02/2024
Locale su vano non riscaldato che necessita di isolamento solaio
Locale su vano non riscaldato che necessita di isolamento solaio
di Rossella di Gregorio
28/02/2023 - L’isolamento del solaio è un intervento che comporta diversi vantaggi: evita la dispersione del calore, contribuisce ad avere condizioni termoigrometriche ottimali, migliora notevolmente gli aspetti acustici dell’ambiente. Se realizzato con materiali resistenti al fuoco, protegge anche dalla propagazione degli incendi.
 
Per definizione il primo solaio è il solaio che separa ambienti riscaldati da quelli che non lo sono, come il solaio che copre spazi scantinati, un’autorimessa, un garage o spazi aperti, come i pilotis o un porticato. Il primo solaio è parte dell'involucro e come tale è un elemento di chiusura interessato da uno scambio termico con l'esterno che potrebbe diventare dispersione se non isolato bene. Questo vale sia per il periodo invernale che estivo.
 
L'isolamento termico può essere realizzato:
- all’estradosso, ovvero sul lato superiore;
- all’intradosso, ovvero sul suo lato inferiore.
 

Primo solaio su garage, cantine, locali non riscaldati o porticato: isolamento all’estradosso

Un garage, una cantina, un deposito o un magazzino, sono tutte superfici disperdenti, che non fanno parte dell’involucro termico. L’isolamento del solaio che copre questi spazi può essere eseguito su qualsiasi tipo di supporto (solai in latero cemento, in calcestruzzo armato gettati in opera, prefabbricati).
 
L’isolamento del solaio all’estradosso viene generalmente usato negli edifici di nuova costruzione o in quelli interessati da una ristrutturazione importante che prevede il rifacimento di tutta la stratigrafia non portante del solaio.
 
Nel progettare l’isolamento termico di queste strutture serve conoscere quale sarà il fattore di correzione dello scambio termico tra ambiente climatizzato e non climatizzato.
 
Questo parametro verrà poi moltiplicato per la trasmittanza termica U di progetto e permetterà di ottenere un valore di U migliorato, alla luce del DM 26.6.2015 “Requisiti specifici per gli edifici” e quindi la corretta stratigrafia da realizzare.
 
I valori del fattore di correzione sono definiti dalla specifica tecnica UNI/TS 11300-1, invece per la certificazione CasaClima devono essere utilizzati dei valori predeterminati:
 
  • il garage o il box è un ambiente areato, il fattore di correzione è 1, pari a quello dell’ambiente esterno;
  • il garage, o il box è un ambiente non areato ma senza chiusure a tenuta, il fattore di correzione è 0,8;
  • il garage o il box ha chiusure a tenuta, il fattore di correzione è 0,5.
 
Per ottenere il miglior valore di trasmittanza termica si agirà sugli spessori, sulla conduttività, sul calore specifico e sulla densità dei singoli strati.
 
Come progettare l’isolamento del solaio Isolare solai su vano non riscaldato all’estradosso: esempio di stratigrafia  (1) 
 
“Dal punto di vista tecnologico, il sistema prevede la collocazione dell’isolante in corrispondenza della faccia superiore della soletta.

Nel dettaglio, la tecnica consiste nella preparazione del supporto, che deve essere privato di asperità e materiali incoerenti, così da avere un’adeguata planarità per ricevere il materiale isolante; Lo strato isolante verrà poi protetto con un massetto in cls, in preferenza leggermente armato, che costituisce il piano di posa della soprastante pavimentazione.
 
Infine, nel caso in cui si utilizzi un isolante in pannelli, particolare cura va posta all’accostamento reciproco tra gli stessi. Nel caso di pannelli in fibre, l’adozione della tecnica comporta che sia necessario realizzare al di sopra di essi uno strato di tenuta all’acqua “a vaschetta”, in modo tale che il getto del massetto di calcestruzzo soprastante non causi la totale imbibizione del materiale isolante, con conseguente riduzione delle sue caratteristiche coibenti.” (1)
 
Nel caso di una ristrutturazione importante, se si vuole isolare il solaio all’estradosso ma limitare i costi - poiché posizionare lo strato isolante al di sotto del massetto è oneroso, in quanto è necessario demolire sia la pavimentazione che il massetto, inserire l’isolante e ripristinare la stratigrafia della soletta - si possono considerare come valide alternative le seguenti soluzioni:
 
  • porre l’isolante, con buone caratteristiche termiche ma con minimi spessori, direttamente sotto la pavimentazione. Viceversa, si può posare l’isolante al di sopra della pavimentazione, rivestendolo con nuova pavimentazione a secco.
  • Realizzare un massetto termico. Esso garantisce adeguate prestazioni termoisolanti senza innalzare eccessivamente il piano di calpestio.
 

Primo solaio su garage, cantine, locali non riscaldati o porticato: isolamento all’intradosso

L’isolamento all’intradosso, quindi dal vano freddo, è generalmente effettuato nel caso di riqualificazioni energetiche e di recupero dell’esistente, in cui è maggiormente oneroso rifare il pavimento all'estradosso della soletta, oppure quando per ragioni di pregio architettonico questo va preservato. Ma può essere realizzato anche sul nuovo.
 
Isolare il solaio al suo intradosso viene definito comunemente come isolamento “a cappotto”. Può essere eseguito su qualsiasi superficie, previa idonea preparazione e applicazione di adeguato collante.
 
Dal punto di vista tecnologico, esso prevede la collocazione dell’isolante in corrispondenza della faccia inferiore della soletta.
 
Nel dettaglio, se il supporto è costituito da solaio intonacato con calce o malta cementizia che tende a sfarinare, asportata la finitura pittorica a calce, qualora presente, l’adozione della tecnica comporta un’opportuna spazzolatura della superficie e un accurato lavaggio della stessa con impianto ad acqua calda in pressione, consolidando successivamente il tutto con applicazione di prodotti non filmanti che penetrino in profondità nell’intonaco, così da consentire un buon ancoraggio alla stessa del collante cementizio.
 
Viceversa, qualora il supporto sia costituito da solaio intonacato con calce o malta cementizia e finito con idropittura, rivestimento plastico o quarzo, in cattivo stato di conservazione, asportato completamente l’intonaco mediante sabbiatura, lavato il supporto con acqua calda in pressione, la tecnica comporta il consolidamento dello stesso con pitture e silicati.
 
Infine, particolare attenzione va prestata al tipo di collante, che deve essere funzione del tipo di isolante usato.” (1)
 
Come progettare l’isolamento del solaio Isolare solai su vano non riscaldato all’intradosso: esempio di stratigrafia  (1) 
 
La coibentazione del primo solaio all’intradosso può essere realizzata con:
  • insufflaggio di lana di vetro con realizzazione di controsoffitto in cartongesso;
  • pannelli rigidi in calcestruzzo cellulare;
  • pannelli rigidi in polistirene espanso sinterizzato eps;
  • pannelli rigidi in polistirene espanso estruso xps;
  • rotoli di materiale termoriflettente;
  • controsoffitto in gesso rivestito con isolamento termo-acustico.

(1) Fonte Enea.it, da “Materiale per i tecnici - Esempi di razionalizzazione energetica dell’involucro edilizio”
 
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