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Sistema a Cappotto, come progettarlo e applicarlo al meglio

Sistema a Cappotto, come progettarlo e applicarlo al meglio

I criteri per un corretto efficientamento dell’involucro: marcatura CE, calcolo termico, dettagli costruttivi, posa in opera

Vedi Aggiornamento del 17/01/2024
Sistema a Cappotto: come scegliere, progettare e applicare al meglio - dettaglio costruttivo della stratigrafia da Cortexa.it
Sistema a Cappotto: come scegliere, progettare e applicare al meglio - dettaglio costruttivo della stratigrafia da Cortexa.it
di Rossella di Gregorio
06/02/2023 - Un Sistema a Cappotto è una soluzione certificata, meglio nota con il nome Sistema ETICS (External Thermal Insulation Composite System), realizzata da materiali le cui proprietà sono state verificate e certificate come compatibili fra loro. La corretta scelta, progettazione e posa di un sistema a cappotto richiede la conoscenza delle normative di settore e il soddisfacimanto, da parte dei materiali da applicare, di specifici requisiti tecnici
 
Il sistema a cappotto è sostanzialmente diverso da un cappotto tradizionale che invece è una soluzione non certificata, proposta dal progettista o dal Direttore Lavori o dall’applicatore in base alle proprie esperienze e conoscenze, nella quale sono utilizzati materiali diversi (isolanti, rasanti, malte adesive), le cui proprietà non sono state verificate e certificate come compatibili fra loro.
 
Il Sistema a Cappotto è visto come il principale protagonista della transizione ecologica degli edifici: consente di ridurre del 45% i consumi energetici di un condominio e del 33% i consumi di una villetta a due piani.


I criteri di scelta, progettazione e messa in opera del Sistema a Cappotto

Affinché l’intervento con Sistema a Cappotto sia efficace, è necessario che rispetti determinati criteri di qualità:
 
  1. deve essere fornito come kit da un unico produttore e dotato di certificato ETA e marcatura CE;
  2. deve essere ben progettato, secondo la norma UNI TR/11715 da un progettista che abbia esperienza con il Sistema;
  3. deve essere posato a regola d’arte, secondo la norma UNI 11716.
 

Nuove disposizioni normative in materia di efficientamento degli edifici

Nell’ambito del Green Deal, la Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte chiamato “Fit for 55%” che prevede, entro il 2030, la riduzione del 55% delle emissioni nette di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990.
 
All’interno di questa misura rientra la revisione della direttiva europea 2010/31 relativa all’efficienza e alla prestazione energetica degli edifici, che il 9 febbraio 2023 sarà all’esame della Commissione energia del Parlamento europeo.
 
Il contenuto di tale documento ha scatenato molte reazioni su vari fronti, tutte animante dal timore che la sua attuazione può penalizzare i risparmiatori italiani.
 

La direttiva e gli effetti sull'esistente

Nonostante le possibili conseguenza, la direttiva è indispensabile per conseguire gli obiettivi di sostenibilità previsti dall’Unione Europea.

La direttiva prevede azioni sia per gli edifici di nuova costruzione sia per quelli esistenti. Ma è sull'esistente che si è animato il dibattito, infatti, la direttiva, attualmente in discussione, prevede che gli edifici residenziali esistenti raggiungano almeno la classe energetica E entro il 2030 e la classe energetica D entro il 2033, con l’obiettivo finale di diventare ad emissioni zero entro il 2050.
 
"Questo comporterebbe per chi possiede o intende comprare immobili appartenenti alle classi energetiche più inquinanti (classe G), di doverli ristrutturare in tempi molto ristretti per migliorarne l’efficienza energetica", ha affermato Andris Pavan, Presidente del consorzio Cortexa, che ha aggiunto: "affinché questo processo di trasformazione non sia penalizzante, sono necessarie una politica strutturale di incentivazione fiscale - con il Superbonus che deve diventare strutturale nella misura del 110% - e l’adozione di rigorosi criteri di qualità per una corretta realizzazione degli interventi di riqualificazione". 


I fattori da considerare per scegliere, progettare e applicare un sistema a cappotto

Un valido supporto alla corretta scelta, progettazione e posa in opera del Sistema a Cappotto è dato dal Manuale Cortexa, di cui riportiamo degli stralci per ciascuno dei 3 punti precedentemente citati:


1. ETA e marcatura CE per la scelta del sistema a cappotto

In Europa, per poter essere immesso sul mercato, un materiale da costruzione deve seguire una serie di prescrizioni contenute nel Regolamento 305/2011 UE. Questo Regolamento raccoglie inoltre le regole da rispettare per apporre la marcatura CE, che può a seconda dei casi essere obbligatoria o volontaria.
 
La marcatura CE per il cappotto è volontaria, ma secondo Cortexa è un requisito imprescindibile per definire la qualità di un Sistema a Cappotto testato e certificato come tale. Questo processo avviene tramite la realizzazione di un ETA (European Technical Assessment, traducibile in italiano come Valutazione Tecnica Europea), ossia un documento che contiene la valutazione eseguita con prove delle prestazioni del prodotto.
 
Attualmente in Italia la maggioranza dei Sistemi a Cappotto è ancora dotata di ETA ottenuto da ETAG 004. Questi Sistemi, in quanto dotati di ETA, sono a tutti gli effetti conformi e utilizzabili. Tuttavia, a partire dal 2021, il rilascio dei nuovi ETA avviene sulla base dell’EAD 040083-00-0404.

Sistema a Cappotto, come progettarlo e applicarlo al meglio Strati funzionali di un Sistema a Cappotto ETICS da Cortexa.it


2. La progettazione corretta del sistema a cappotto termico

Attualmente l’unico riferimento normativo per la progettazione del cappotto termico in Italia è rappresentato dalla norma UNI/TR 11715:2018. La norma è basata sul Manuale Cortexa e alla sua stesura hanno contribuito dei tecnici del Consorzio.
 
Per una corretta progettazione di un cappotto termico, in grado di garantire un risultato di qualità, è necessario tenere presenti tre passaggi fondamentali:
 
a) il calcolo termico del cappotto termico, necessario per calcolare le prestazioni dei componenti del Sistema di Isolamento Termico a Cappotto, soddisfare le aspettative del committente e i requisiti normativi e di legge;
b) lo studio dei dettagli costruttivi del cappotto termico, necessario per evitare errori quali la formazione di ponti termici o il distacco di parti del cappotto;
c) la progettazione della posa in opera del cappotto termico, necessaria per garantire una applicazione a regola d’arte del Sistema.
 

2_a) Il calcolo termico

È un’attività che consente di calcolare le prestazioni dei vari elementi che compongono il Sistema a Cappotto, prestazioni che andranno a determinare - assieme ad altri requisiti - la classe energetica dell’edificio in questione.
 
Il calcolo termico del Sistema a Cappotto viene influenzato da vari fattori:
- luogo di installazione del cappotto o ubicazione dell’edificio;
- destinazione d’uso dell’edificio;
- limiti normativi da rispettare e prestazioni desiderate mediante l’applicazione del cappotto termico;
- il supporto sul quale verrà applicato il sistema di isolamento termico a cappotto;
- umidità e formazione di condensa e muffa;
- tipologia di materiale per l’isolamento termico.
 

2_b) La progettazione dei dettagli costruttivi

È essenziale per la corretta progettazione cappotto termico. Questo aspetto è strettamente legato alla posa a regola d’arte del sistema. Un mancato studio dei dettagli costruttivi da parte del progettista e una mancata indicazione al posatore di come gestirli e realizzarli può essere fonte di gravi problematiche al cappotto, che potrebbero inficiare la durata del Sistema a Cappotto e creare danni alla facciata.
 
Alcuni dei dettagli costruttivi da considerare sono:
- collegamento di base del cappotto termico;
- collegamento del cappotto termico con il tetto;
- raccordo del cappotto termico a altri elementi;
- raccordo cappotto termico alle finestre.
 

2_c) La posa in opera del cappotto termico

Riguarda anche il progettista, che ha il compito di analizzare attentamente l’intervento da progettare, scegliere correttamente gli elementi che andranno a comporre il Sistema di Isolamento a Cappotto e le loro prestazioni e, infine, valutare attentamente l’installazione. Solo grazie ad un lavoro di dettaglio da parte del progettista, l’applicatore sarà in grado di realizzare la cosiddetta posa “a regola d’arte”.
 

3. Come posare un sistema cappotto termico

"Dagli errori si impara" è un detto sempre valido che ha ispirato la sezione dedicata alla corretta posa del Sistema a Cappotto. Dagli errori di posa più ricorrenti è stata stilata una lista degli errori principali da evitare. Di seguito alcuni esempi:
 
- Stoccaggio inadeguato in cantiere dei componenti del Sistema a Cappotto. Il materiale impiegato per realizzare il cappotto termico deve essere stoccato in cantiere in maniera corretta. La posa deve essere realizzata con materiale che non abbia subito danni: in cantiere materiali e componenti del sistema - se non si presta la dovuta attenzione - possono perdere le proprie caratteristiche a causa di fenomeni naturali come l’umidità, l’irraggiamento solare o anche a causa di urti accidentali.
 
Qualora materiali danneggiati venissero comunque utilizzati, i difetti estetici della facciata diverrebbero immediatamente evidenti ad opera completata. I difetti in termini di prestazioni sarebbero riscontrabili di lì a poco tempo.
 
- Posa del cappotto termico in condizioni ambientali inadeguate. Il cappotto termico non deve essere applicato se la temperatura scende sotto i 5°C o sale sopra i 30°C. Anche condizioni climatiche severe quali vento forte, esposizione all’irraggiamento solare diretto, pioggia, nebbia ed eccessiva umidità devono essere evitate poiché compromettono, per esempio, l’asciugatura e la presa dei materiali.
 
- Applicare il cappotto termico su supporto inadeguato. È fondamentale che il supporto su cui si andrà a posare il Sistema di Isolamento Termico a Cappotto sia stato verificato per accertare che:
- sia sufficientemente resistente;
- non presenti fenomeni superficiali che evidenziano la presenza di umidità;
- non presenti fenomeni che possono pregiudicare l’adesione del collante.
 
Procedere all’applicazione del cappotto senza avere fatto queste verifiche e senza avere effettuato eventuali trattamenti preparatori, comprometterà l’adesione del pannello al supporto e quindi la stabilità dell’intera struttura.
 
- Non proteggere la rasatura. Frequentemente accade che, una volta concluse le attività relative alla realizzazione dell’intonaco di base, non si proceda nel proteggere la rasatura realizzata.
 
L’assenza di protezione della rasatura (per esempio per assenza di protezione del ponteggio) durante il periodo di asciugatura può comportare l’indebolimento dello strato della rasatura stessa in punti localizzati o su tutta la superficie rasata, a seconda delle condizioni ambientali più o meno sfavorevoli.
 
Indebolire lo strato di rivestimento esterno può comportare problematiche di tipo estetico ma anche funzionale. Una volta asciugata - a maturazione avvenuta - è necessario che la rasatura armata venga protetta con lo strato di finitura prevista dal Sistema.
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